martedì 6 maggio 2014

Per Herman Van Rompuy le elezioni europee non servono


Herman Van RompuyIl Presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy nel disinteresse degli Europei alle elezioni europee, riconosce l’istinto certo dei cittadini. In una intervista ha detto:
“la vera decisione” avviene altrove e non in parlamento. Una tale aperta diffamazione di una presunta istituzione democratica, indica che la EU nella sua attuale struttura è un meeting-retrobottega autoritario e tale vuole restare.
Il Presidente della EU, il premio Nobel e poeta Herman Van Rompuy cosi ha detto dei suoi ricordi di una serata a Oslo: “Non scordero’ mai come Hollande ha stretto la mano della Merkel e come lei ha fatto un balzo. E’ stato un momento molto emozionante”.
In una intervista al Süddeutschen Zeitung il Presidente del Consiglio d’Europa, Herman Van Rompuy ha gettato uno sguardo esaustivo sul significato che la democrazia oggi svolge nella EU. In breve: nessuno.
Nel gergo tecnocratico Van Rompuys, alla domanda, perché c’è cosi poco interesse in Europa per le votazioni europee, ha detto:
C’è sempre stata scarsa partecipazione alle elezioni europee, dal 1979 ad oggi, ben prima della crisi finanziaria e della euro-crisi. I cittadini non erano cosi interessati perché queste non hanno alcuna influenza sul loro quotidiano”.
Oggi è diverso, contrappone Van Rompuy al SZ:
“Si, l’Europa cambia il nostro quotidiano. E naturalmente il Parlamento europeo svolge un ruolo importante, se non altro da quando c’è il Trattato di Lisbona, ma i cittadini sanno anche che le grandi decisioni non avvengono solo il Parlamento, ma anche altrove”.
Il [quotidiano] SZ, sconvolto perché avrebbe voluto sentire tutt’altro, ovvero che tutti come buoni democratici dovrebbero partecipare alle elezioni europee, chiede quindi: “altrove, ma dove?“
Van Rompuy:
Nel Consiglio d’Europa, sotto i capi di stato e di governo. Al cittadino è molto chiara questa differenza, tra il Parlamento e coloro che veramente decidono”.
(…). Van Rompuy:
Il risultato elettorale dipende da molti altri fattori, dalle sensibilità nazionali che non hanno nulla a che vedere con l’Europa o i candidati di punta”.
(…) Van Rompuy:
“Il Trattato di Lisbona prevede che ci siano trattative. Il Consiglio d’Europa nominerà qualcuno che parla con il Parlamento. Diciamo che io quindi mi confrontero’ con i desideri del Parlamento. Il Trattato prevede anche che ho bisogno di due maggioranze. Una in Parlamento. E, cosa estremamente importante, il Consiglio farà una proposta”.
(…) alla domanda sulla crisi, cosi Van Rompuy definisce la sua visione:
“L’Europa è altro. Ci sono 28 capitali. Alcune sono piu’ importanti di altre. E ci sono le Istituzioni europee. E dipendiamo dai mercati finanziari. All’inizio della crisi abbiamo avuto spesso l’impressione che i mercati fossero anch’essi nello spazio, in cui abbiamo fatto delibere…”
Questo significa che i popoli d’Europa non sono stati in quello spazio in cui i politici, i cui nomi e le cui funzioni i cittadini spesso non conoscono, hanno deciso il destino dei cittadini europei. I mercati, invece, da cui dipende la EU, hanno mostrato una forte presenza.
Il motivo di cio’ sta nel fatto che la EU nella sua forma presente non è altro che un sindacato lobbistico per i complessi partitici che agiscono a livello internazionale.
Il modello del business sta nel fatto di illudere i cittadini di essere loro stessi a decidere del loro destino.
E per fare questo senza lavorare e affaticarsi troppo, si è riunito il cartello dei partiti dell’industria finanziaria. Insieme azionano il motore del debito: i complessi partitici si fanno finanziare i loro debiti dalle banche e per questo i “mercati” sono “nello spazio” se la faccenda si fa dura.
Bisogna lodare Van Rompuy, il burocrate di legno che in Europa non avrebbe mai l’1% dei voti dei cittadini, per saper menare il can per l’aia. Il Parlamento EU non serve alla formazione delle volontà democratiche in Europa. E’ una riserva aggiuntiva delle Spa partitiche perché per esprimere un “desiderio” al Consiglio, non servono 751 funzionari.
Nella logica di Van Rompuys basterebbe infatti che 28 parlamenti delle nazioni avessero un voto non vincolante, come quello del mostruoso Parlamento europeo.
Quindi si risparmierebbe denaro al contribuente europeo che potrebbe darlo per le cose per cui desidererebbe decidere privatamente, senza una tutela statale.
(…) la frase di Herman Van Rompuys: “al cittadino è molto chiara la differenza tra il Parlamento e coloro che veramente decidono”. – è un appello al voto, che non ha bisogno di frivolezza dialettica.
Chi va a votare si rende scimmia, dato che gli viene chiarito prima del voto che il suo voto non vale nulla. Chi non va, rafforza tuttavia la frazione dei tecnocrati nella EU.
Fonte tratta dal sito.

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