domenica 6 luglio 2014

AFRICA OCCIDENTALE: L’EPIDEMIA DI EBOLA E’ TOTALMENTE FUORI CONTROLLO




Lunedì 23 Giugno Médecins Sans Frontières (MSF) ha dichiarato che l'epidemia di Ebola in Guinea, Liberia e Sierra Leone è ormai fuori controllo, ed ha aggiunto che sono necessarie delle risorse ingenti, sia da parte dei governi che delle agenzie umanitarie, per evitare che si diffonda ulteriormente.
MSF ha avvertito che i medici stanno lottando duramente per contenere la seconda ondata della malattia fra i poveri della regione, anche attraverso il monitoraggio e l’informazione. Ha aggiunto che per la lotta contro l'epidemia di Ebola in Africa Occidentale, l'azione medica immediata non è assolutamente sufficiente.
La malattia, che continua a diffondersi attraverso la Guinea, Sierra Leone e la Liberia, ha finora causato 350 vittime, dati OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Il numero totale dei casi confermati, probabili o sospetti sono 567.


Questa malattia può uccidere fino al 90% di coloro che si infettano,  ed è stata individuata in più di 60 località dei tre paesi.
Il Dottor Bart Janssens, Direttore Operativo di MSF, ha detto che aveva già trattato 470 pazienti, e che stava lottando per far fronte all’emergenza. Ha inoltre sostenuto che: "l'epidemia è fuori controllo. Abbiamo raggiunto i nostri limiti. Nonostante le risorse umane e le attrezzature distribuite da MSF nei tre paesi colpiti, non siamo in grado di inviare ulteriori nuclei operativi nei nuovi focolai d’infezione".
MSF ha detto che la società civile e le autorità politico/religiose ancora non riconoscono la portata dell'epidemia, e ha continuato dicendo che queste dovrebbero fare molto di più per promuovere la lotta contro questa malattia. I messaggi-chiave, in effetti, non stanno diffondendosi fra le popolazioni che, seppur spaventate, continuano a partecipare ai funerali, senza attuare le misure necessarie per il controllo delle infezioni.
Il Dottor Janssens ha continuato dicendo che l’Ebola deve ormai essere considerata, in tutta l’Africa Occidentale, come un problema di salute pubblica: "l’OMS, i paesi colpiti ed i paesi vicini, devono dispiegare tutte le risorse necessarie a fronteggiare un’epidemia di questa portata. In particolare, deve essere messo a disposizione del personale medico qualificato, e si deve far formazione su come trattare l’Ebola. Devono inoltre essere intensificati sia il tracciamento della malattia, che la sensibilizzazione della popolazione".
Sabato 21 Giugno l'OMS ha dichiarato che la valutazione sulla gravità del focolaio iniziale è stata sottostimata. Tutto ciò ha causato l’allentamento delle contromisure, e ha contribuito a dar vita alla "seconda ondata" della malattia.
"Quando l'epidemia ha avuto inizio, essa è stata sottovalutata, e gli Stati si son concessi un po' di tempo per prepararsi sul serio", ha sostenuto il Dottor Pierre Formenty, uno specialista dell’OMS.
"Alla fine di Aprile (2014) abbiamo cominciato a vedere una diminuzione dei casi, ma anche un certo rilassamento dei nuclei d’intervento nei tre paesi colpiti. Tutto ciò ha permesso all’Ebola di riavviarsi. In aggiunta, ci sono stati alcuni problemi (di comprensione) con le popolazioni colpite, che a volte non sono state completamente ascoltate".
In un'intervista concessa ad AFP (Agence France-Presse), il Dottor Formenty ha detto che l'OMS, MSF ed altri ancora avevano mobilitato decine di esperti, ma che i medici da soli non sarebbero stati in grado di contenere l'epidemia.
"Le cose più importanti sono il monitoraggio e l’informazione", egli ha detto. "Gli Stati stanno migliorando, ma i problemi di comunicazione continuano ad esserci. Il corpo medico non può fermare da solo quest’epidemia. E' solo con l'aiuto della popolazione che possiamo combattere e fermare questa malattia".
Il Dottor Formenty ha ammesso che doveva essere fatto di più per spiegare i pericoli dell’infezione a coloro che vanno ai funerali, o che si prendono cura dei malati.
"Il verificarsi di un solo caso può far ricominciare l'intera epidemia", egli ha detto. "In un’area geografica in cui la qualità dei servizi sanitari non è ottimale, le popolazioni hanno fatto fatica a capire il motivo per cui abbiamo chiesto loro di fare un tale sforzo. Non siamo stati in grado di spiegare alle popolazioni le caratteristiche di questa malattia, e quali sono gli strumenti necessari per metterla sotto controllo".
Fonte tratta dal sito .

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