domenica 10 agosto 2014

FUNZIONA ANCHE LA BANCA DEL CIBO DEI BRICS

brics

Nonostante il President Obama continui a dichiarare che la Russia sia sempre più "isolata," sembra che i russi abbiano trovato una nuova comitiva di amici con cui giocare sul prato del commercio globale. Come rappresaglia per le sanzioni occidentali, ieri Putin ha decretato il veto alle importazioni di cibo provenienti da tutte le nazioni che impongono sanzioni, e, visto che i BRICS hanno creato un loro FMI-light" lontano dagli occhi indiscreti di Washington, la Russia prevede di sostituire le merci vietate non solo con prodotti interni ma anche con importazioni dall'America Latina, dalla Cina e da parecchie altre nazioni.



Russia sta già richiamando i camion che aspettavano alle frontiere e sta cancellando già gli ordini (come si legge su FruitNet)

L'associazione dei Produttori Catalani Afrucat sta invitando i suoi soci a non mandare più camion verso la frontiera per la Russia fino a quando la situazione sul divieto di importazioni dalla UE non sarà stata definitivamente chiarita, dopo che i primi camion di frutta e verdura sono già stati respinti ai valichi di ingresso di frontiera.
“All'inizio sembrava che il governo russo volesse decidere prodotto per prodotto in base al paese di provenienza, dopo aver valutato con le associazioni di produttori russe la possibilità di soddisfare la domanda interna con la produzione locale, ma durante la mattinata, sono cominciati ad arrivare ordini di annullamento da un numero sempre crescente di importatori russi – prima come misura precauzionale e subito dopo è stato confermato che i camion sarebbero stati respinti alle frontiere” ha dichiarato Afrucat in un comunicato.
Come scrive Bloomberg,
La Russia programma di sostituire le merci vietate con prodotti interni, forniture dall'America Latina, dalla Cina, dal Nordafrica, da Israele, dalla Turchia e da paesi ex alleati dell'Unione Sovietica - è quanto ha dichiarato il Ministro dell'Agricoltura Nikolai Fedorov in un'intervista rilasciata a Mosca.
La Russia per il momento può rivedere o ridurre le restrizioni di importazioni di cibo, ma ancora non prevede di aumentarle.
Le restrizioni avrebbero potuto essere ben più dure: “Questa è stata una misura necessaria, siamo stati obbligati a prendere una decisione di questo  genere”
Non non ci si aspetta nessuna spinta inflazionistica a medio termine; Le restrizioni sulle importazioni potrebbero solo portare a qualche sussulto “emozionale” sui prezzi dei prodotti al consumo.
 Non ci si aspetta nessuna penuria di cibo
Nei prossimi tre/ quattro anni la Russia dovrebbe affrontare una spesa addizionale per l'industria agricola di  137 miliardi di rubli, secondo quanto dichiarato dal Ministero.
Il paese è pronto a difendere la propria posizione al WTO
 Il veto alle importazioni non riguarda la Svizzera
         I Russi non si dovranno sottoporre a drammatici cambiamenti nelle loro abitudini , nemmeno nei ristoranti :  “ Bon Appetit ”  a tutti dice Fedorov
  • La Russia può sostituire le importazioni di carne da U.S.A, EU, Canada, Australia con forniture da Brasile, Uruguay, Paraguay, Argentina, Bielorussia e quelle di pesce della Norvegia con pescato interno e con forniture da altri paesi.
  • Manzo  - consumo  2.345 m totale annuo   vs   59 kt   importato  da 5 fornitori con il veto
  • Maiale:                 3.415m t/totale annuo  vs 450 kt   importato da 5 fornitori sanzionati
  • Pollo:                    4.28m                        vs 338 kt   importato dai paesi con il veto 
  • Pesce:                   3.44m                         vs 457 kt  importato dai paesi con il veto 
  • Latticini:            ~36.00m                        vs 459k   - formaggio, burro e latte in polvere possono essere importati dal Sud America e dalla Nuova Zelanda.
  • Vegetali:              16m                            vs 900 kt - sostituzioni possibili dalla Turchia, Argentina, Cile, Cina, Uzbekistan, Azerbaijan
  • Frutta e bacche:   11,00m                      vs 1.6m t - mele e pere possono essere importate da  Argentina, Cile, Cina, Serbia; ciliegie, albicocche e pesche da Uzbekistan, Azerbaijan, Armenia, Israele, Turchia, Iran; i Limoni da Egitto, Marocco, Turchia e Sud Africa
*  *  *
Ancora una volta sembra che le sanzioni applicate dagli USA  abbiano obbligato la Russia ad azioni di rappresaglia che avranno un impatto economico sulle economie degli stessi Americani (e degli Europei)  - proprio il contrario di quanto il Capo dello Staff della Casa BIanca, Jack Lew, aveva detto che non sarebbe successo .....
Fonte tratta dal sito .

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