martedì 29 aprile 2014

VIRUS MERS, MORTALE, FUORI CONTROLLO IN ARABIA SAUDITA, ARRIVA IN EGITTO. PANDEMIA GLOBALE?

Saudi Arabia

Osservatori intelligenti considerano da tempo che una pandemia globale è inevitabile. L'umanità ha creato la perfetta condizione perchè cio' accada: carenze nutrizionali generali, sistema immunitario debole, alta densità di popolazione, viaggi internazionali ad alta velocità, abuso sistematico di antibiotici da parte dei medici professionisti. 

Un superbatterio resistente alle medicine, come il MERS (Middle East Respiratory Syndrome - Sindrome Respiratoria del Medio Oriente) è immune al 100% da ogni trattamento medico convenzionale, che ci sia noto. Non c'è antibiotico, vaccino, medicina o trattamento usato dalla medicina occidentale che possa fermarlo...e le infezioni sono mortali.

Veniamo ora a sapere che si sta diffondendo fuori controllo in Arabia Saudita, con uno schema pandemico che ha fatto si che esperti di malattie infettive  diffondessero l'allarme.

Ian MacKay, professore associato alla Australia Infectious Diseases Research Centre alla università del Queensland, ora sta mettendo in guardia sull località dove il virus si sta dirigendo. Negli ultimi 30 giorni, i casi di MERS in Arabia Saudita sono esplosi da 1-3 al giorno a 10 al gorno mostrando un trend preoccupante.(1)

"MERS è particolarmente insidiosa per coloro che hanno già una malattia cronica," scrive Ian MacKay sul suo blog. (2) "Queste includono diabete, malattie renali, cardiache, ipertensione problemi polmonari, obesità, malattie maligne, per chi fuma o usa steroidi."

MERS si è ora diffuso in Egitto

LA Times(3) riporta che  MERS si è diffuso dalla Arabia Saudita all'Egitto:
(..) La Tv di stato...ha detto che il paziente che è stato ospedalizzato al Cairo, di recente ha viaggiato in   Arabia Saudita , dove è stato identificato il virus per primo.

La medicina occidentale impotente contro MERS

Gli ospedali d'Occidente sono obbligati (indebitati) verso le case farmaceutiche e cosi si rifiutano di riconoscere e prescrivere dei trattamenti che non siano brevettati dalle case farmaceutiche.Questo significache gli ospedali si rifiuteranno di prescrivere dei trattamenti erboristici che possono bloccare le infezioni di MERS, come per esempio la formula del "Minor Blue Green Dragon" , che contiene un ingrediente anti-pandemico molto efficace, che è stato messo fuori legge dalla FDA (anti-pandemic ingredient that has been outlawed by the FDA.)

La medicina occidentale ucciderà milioni si persone nella prossima pandemia

Se questa infezione si diffonde globalmente, coloro che faranno riferimento solo alla medicina occidentale moriranno in massa, vitime di un sistemadi medicina che opprime e persino mette fuori legge dei sistemi di medicina concorrenti , che offrono soluzioni ben piu' efficaci per la difesa pandemica. 

Coloro che abbracciano diversi sistemi di medicina (come ad esempio la Medicina Tradizionale Cinese) hanno già a disposizone rimedi anti-pandemici, che contengono composti potenti sintetizzati dalle piante piuttosto che dai laboratoiri.

Chiunque sminuisca il potere della medicina erboristica naturale è altamente ignorante  dato che il 25% delle medicine di Big Pharma derivano originariamente da piante medicinali in primo luogo, poi modificate per essere brevettabili

Le statine, per esempio, sono state modellate sulla scia della lovastatina naturale, scoperta originariamente nel riso rosso.

Se si diffonde la nuova  pandemia globale, il rifiuto di rimedi naturali da parte della medicina occidentale monopolistica finirà con lo sfociare quasi certamente in morti di milioni di vittime potenziali: persone che avrebbero potuto essere salvate se a loro fosse stata detta la verità   sui trattamenti non farmaceutici contro malattie respiratorie infettive.


Non sto dicendo che le persone non debbano usare la medicina occidentale in una pandemia ma il mio suggerimento è che si usino tutti i mezzi possibili e non solo la medina occidentale.
Fonte tratta dal sito .

lunedì 28 aprile 2014

Dott. Franco Berrino: la prevenzione delle malattie croniche


sabato 26 aprile 2014

PERU': DAI CARTELLONI PUBBLICITARI SI PRODUCE ACQUA POTABILE


Il caretellone pubblicitario che vediamo in questo video, si trova a LIMA, la capitale del Peru' e produce ca 100 litri di acqua al giorno...dalla umidità : un sistema di filtri ed una piccola ingenuità gravitazionale. 
Non è completamente autosufficiente, dto che richiese elettricità per far funzoinare i 5 dispositivi che compongono  il sistema di filtrazione a somosi inversa del cartellone; ogni dispositivo genera 20 litri


L'acqua viene poi trasportata attraverso dei piccoli dottit, ad un serbatoio centrale, alla base del cartellone pubblicitario, dove si trova...un rubinetto. Il cartellone pubblicitario ha già prodotto 9450 litri di acqua in appena 3 mesi, che corrisponde al consumo di acqua di centinaia di famiglie al mese. 

Imamginate cosa potrebebro fare centinaia e migliai di queste cose messe strategicamente in città e paesi . Ad immagina cosa potresti fare tu in tutti quetsi angoli in difficoltà e ristrettezze e che hanno bisogno di una soluzione come questa.
Fonte tratta dal sito .
 

giovedì 24 aprile 2014

UNIONE BANCARIA CON FRODE: SE FALLISCONO PAGHIAMO NOI


  unione-bancaria

Vi hanno raccontato che con l’Unione Bancaria non saranno più i contribuenti, ma gli investitori, a pagare per i disastri degli istituti di credito? «Bieche menzogne», replica Paolo Barnard. «Quello che è veramente stato messo nero su bianco dai tecnocrati neofeudali di Bruxelles, e che viene imposto all’Italia prona e schiava come legge suprema, è questo: voi banche avete fatto disastri, e siete quasi tutte fallite (specialmente la Deutsche Bank), ma non lo diciamo a nessuno. Facciamo un patto: voi adesso obbedite a noi, i vostri nuovi Signori, e in cambio noi vi salviamo il deretano con soldi pubblici mentre raccontiamo a tutti che non è vero. Diremo a tutti che i soldi li metteranno gli investitori, ma non è vero. Per spacciare questa frode facciamo l’Unione Bancaria con una serie di regole false, che tanto nessuno ci capisce un cazzo. Quindi il patto è: noi siamo i vostri Signori e vi comandiamo, voi continuate a maciullare la massa dei cittadini-cani, ma noi ora siamo i Signori assoluti”». In altre parole: «Neofeudalesimo».


«I signori neofeudali di quest’ennesimo crimine contro il diritto, la democrazia e contro noi persone», scrive Barnard nel suo blog, «sono la Commissione Ue nella persona del commissario al Mercato Unico, Michel Barnier, la Bce con Mario Draghi, le maggiori lobby bancarie del mondo come l’Institute of International Finance di Washington e la European Banking Federation, e il cancelliere tedesco Angela Merkel». Le regole sovranazionali adottate dall’unione bancaria hanno nomi astrusi. Il Single Rulebook? «Un insieme di regole per le banche, uguali per tutti i paesi Ue». Il Single Supervisory Mechanism: è quello del «super-poliziotto che controlla tutte le banche, cioè la Bce». Poi il Single Resolution Mechanism: «Il metodo comune di affrontare il fallimento di una grande banca europea per non far partire il contagio e il panico nei mercati». Quindi il Single Resolution Board, cioè «i tecnocrati incaricati di compiere gli atti concreti del punto 3». A seguire: Single Resolution Fund. Ovvero «un fondo europeo pagato dalle banche aderenti all’Unione Bancaria, di 55 miliardi di euro, che dovrebbe soccorrere il fallimento dell’eventuale banca». E infine il National Resolution Fund: «Un fondo simile, sempre pagato dalle banche, ma per i paesi Ue che non sono nell’Unione Bancaria».
Secondo Barnard, «il punto politico e storico di maggior importanza di questa truffa di Unione Bancaria è che i governi nazionali vengono totalmente esautorati da qualsiasi possibilità di regolamentare le proprie banche e di gestire eventuali fallimenti nell’interesse pubblico, ridotti a chiedere il permesso per qualsiasi legislazione al Consiglio Europeo e alla Commissione Ue», quella dei super-tecnocrati non eletti. Di fatto, si delinea un quadro molto preoccupante, perché «le maggiori banche europee – tra cui Deutsche, Unicredit, Intesa, Ubi, Bnp Paribas, Credit Suisse – sono tutte tecnicamente fallite». Vuol dire che se veramente i regolamentatori andassero a esaminare il loro libri contabili, «scoprirebbero buchi visibili da Giove». Punto cruciale: «Una banca deve sempre avere un rapporto minimo fra il suo capitale di sicurezza e i prestiti che fa, ma in tutte le maggiori banche europee questo rapporto è tragicamente sballato, cioè le banche hanno troppo poco capitale e hanno emesso oceani di prestiti, di cui almeno un totale di 1.500 miliardi sono prestiti ormai marci, inesigibili, quindi buchi nei bilanci».
Banche fallite, assicura Barnard. «I tecnocrati neofeudali europei sanno bene che la gente, almeno in teoria (mai in pratica, purtroppo) è esasperata all’idea che sui giornali si legga di miliardi dati per salvare le banche, vedi Mps in Italia, mentre – allo sfigato della strada – Renzi dà la gran cifra di 80 euro». Di qui «questa gran mossa teatrale dell’Unione Bancaria». Obiettivi: «Da una parte, illudere i cittadini che saranno le banche a pagare i buchi, ma dall’altra fare esattamente il contrario e salvare le banche con soldi nostri, banche che da oggi saranno le “cameriere dei Neofeudali”». In collaborazione con il “Corporate Europe Observatory” di Olivier Hoedman, Barnard dimostra quello che sostiene, smontando le asserzioni di Bruxelles, che chiama «menzogne». A cominciare dal Single Rulebook, le nuove regole: il capitale di sicurezza deve ammontare almeno all’8% dei prestiti erogati. Problema: «Deutsche Bank è a un misero 2,5% reale, Unicredit e Intesa sono alla canna del gas». L’8%, poi, è un cuscinetto debole: «Quando Lehman Brothers e Dexia fallirono avevano “ottimi” rapporti capitale-prestiti, rispettivamente l’11% e il 10%. Persino un falco delle banche come l’ex governatore della Fed Alan Greenspan aveva chiesto che dall’8% si passasse almeno al 14%». Conclusione: regole di tutela inefficaci, «persino patetiche». Domanda: ma allora perché non le fanno fallire, le banche decotte? Perché sono “troppo grandi per fallire”, troppo interconnesse tra loro («impossibile districare la spaventosa rete di intrecci finanziari che hanno messo in piedi» e troppo complesse da smontare e ripulire: solo per “bonificare” la Lehman «ci sono voluti 3 anni e mezzo, dopo che fu scoperto che era composta da 3.000 entità».
Quanto al Single Supervisory Mechanism, cioè il ruolo del super poliziotto (la Bce) che dovrebbe spulciare i libri contabili di ogni banca, la mistificazione appare lampante: le mega-banche «hanno il privilegio di fare delle specie di auto-certificazioni dello stato di quei libri, ed è qui che casca l’asino». Inoltre «stanno facendo un trucco sporchissimo per far quadrare i libri, cioè il solito rapporto tra capitale e prestiti emessi: per far salire la percentuale del capitale sui prestiti, semplicemente si sbarazzano di tonnellate di prestiti emessi impacchettandoli in prodotti finanziari “tossici”, “marci”, e li vendono agli speculatori, che è esattamente ciò che ha causato il collasso finanziario mondiale del 2007». Poi, subito dopo, «riducono drammaticamente i nuovi prestiti che dovrebbero concedere». Risultato: «Le aziende e le famiglie restano a secco, senza soldi, e l’economia va a puttane». Problemi? Non per Francoforte: «La Bce su questo non sembra aver nulla da dire, Draghi se ne sta zitto: altro che supervisore». Inoltre, dato che la Bce persegue «una missione fanatica», cioè «mantenere l’euro in vita a tutti i costi», mai ammetterrebbe il collasso della  Deutsche Bank. Piuttosto, «manterrà in vita un bubbone pestilenziale che continuerà a infettare banche su banche».
Alla farsa vera e propria, continua Barnard, si arriva col Single Resolution Mechanism, cioè le modalità in base alle quali affrontare il fallimento di una banca. «La versione per il popolo-cane data dei Neofeudali suona grandiosa: per la prima volta, saranno gli investitori a smenarci il deretano per primi – non il pubblico, non gli Stati». Menzogne: le nuove regole stabiliscono che azionisti e creditori (quindi anche ordinari correntisti, cittadini, risparmiatori) saranno sì chiamati a perderci per primi se la banca va sott’acqua, ma solo fino all8% dei debiti della banca. Assurdo: «In qualsiasi normale procedura fallimentare, le perdite sono sempre molto superiori per gli investitori, come è giusto che sia». E non è finita: si prevede inoltre che le autorità tecnocratiche possano chiedere a una mega-banca di accollarsi il fallimento di una “sorella”, acquisendola. Come se Bnp Paribas assorbisse – ovviamente a prezzi stracciati, da asta fallimentare – una Unicredit fallita. «Ma questo non fa altro che peggiorare il problema di fondo di queste banche», che sono “too big to fail”, troppo interconnesse, troppo complesse da smontare.
«E i tecnocrati incaricati di fare tutto il lavoro chi sono? Sono per caso legittimati da noi cittadini nell’interesse pubblico? No. Sono tizi incaricati dalla solita Bruxelles e di cui noi non sapremo mai nulla, anche se decideranno del nostro destino». Saranno loro, i soliti uomini-fantasma, a gestire il Single Resolution Fund e il National Resolution Fund, cioè i due fondi da cui si dovrebbe andare a pescare per salvare le mega-banche fallite, «dopo il ridicolo prelievo dagli investitori di cui sopra». Ma sono spiccioli. «Pensate che il primo fondo sarà di 55 miliardi, contro – come già detto – almeno 1.500 miliardi di buchi bancari a rischio in Ue». Il secondo fondo, continua Barnard, si otterrà tassando le banche dell’1% dei loro depositi. «Di nuovo: il resto del caffè a fronte del problema generale». E non solo: i due fondi «non saranno disponibili per almeno 10 anni». E nel frattempo se accade qualcosa chi ci mette i soldi? «Indovina indovinello? Ma gli Stati, ovviamente. E qui arriva la catastrofe finale: perché il fondo di salvezza finanziato dagli Stati che già esiste e che sarà quello in cui si andrà a pescare in questi 10 anni è il notorio Meccanismo Europeo di Stabilità, il famigerato Mes».
Famigerato, perché è un fondo «creato con soldi che l’Italia (per la sua quota) deve prendere in prestito dai mercati a tassi micidiali, per cui poi Roma ci tassa a morte». E poi perché tecnocrati “neofeudali” che hanno creato il Mes «hanno scolpito sul marmo la seguente regola: chiunque attinga al Mes per qualsiasi motivo dovrà poi assoggettarsi alle austerità della chemio-tassazione e dell’economicidio che hanno già portato alla rovina nazionale». Tutto questo, naturalmente, è stato «firmato e ratificato dal Parlamento italiano». Ricapitolando: per salvare le banche che falliranno, l’Unione Bancaria «pescherà per pochi spiccioli dagli investitori, e poi per almeno 10 anni dalle tasche di cittadini e aziende per tutto il resto del colossale malloppo». Conseguenza: «Ci beccheremo altre orrende, mortali austerità». E c’è di peggio: «Neppure il Mes, coi suoi 500 miliardi di salvadanaio (nostri soldi spremuti con la chemio-tassazione) sarebbe sufficiente a salvare neppure un quarto di una banca come la Deutsche», aggiunge Barnard. Per cui, «gli Stati dovranno trovare altri soldi», e sempre «dal sangue dei nostri figli, che saranno servi della gleba nel terzo millennio».
E’ l’ultimo, inevitabile “regalo” dell’euro: con moneta sovrana – spesa pubblica, deficit positivo – l’uscita dall’incubo sarebbe invece immediata. Fine della super-tassazione, del tracollo dell’economia, della devastazione sociale. «Non ci sarebbe bisogno di nessuna Unione Bancaria, né di regole astruse e truffe», perché «non esiste crisi finanziaria che una saggia spesa a deficit di un paese sovrano nella moneta non possa curare». L’Italia? «Torni alla sua sovranità monetaria, abbandoni questo mostro ributtante di Eurozona neofeudale, torni a regolamentare le sue banche», come fanno Giappone, Cina, Usa. «Torni a poter raddoppiare i bilanci della nostra Banca d’Italia dal giovedì mattina al giovedì a mezzogiorno con un colpo di tastiera di un computer, per nazionalizzare la nostre banche fallite di cui Roma diviene azionista con diritto di voto. Le salva, le ripulisce, e le rivende facendoci una grassa pluslvalenza». Non ci credete? E allora, conclude Barnard, chiedete a Washington o a Londra: «Dopo aver speso a deficit di Stato per salvare le loro banche senza nessuna Unione Bancaria truffa, il Tesoro Usa ha incassato profitti per 9 miliardi di dollari, quello inglese ha incassato 5 miliardi. La banca centrale americana ha incassato 24 miliardi di plusvalenze, la Banca d’Inghilterra 33 miliardi, tutti soldi pubblici ritornati a casa. Così dovrebbe fare Roma».
Fonte tratta dal sito .

martedì 22 aprile 2014

I Segreti Di Leonardo Nella Mente Di Un Genio 2013 Documentario Italiano

domenica 20 aprile 2014

NON MOLLANO MAI, MAI, MAI, STI MASTINI. E VINCONO: TTIP

baroabb
E’ un orribile risveglio per me, o forse dovrei dire un orrendo richiamo al passato, che suona così: “Noi non molliamo mai, noi siamo infermabili, non sentiamo fatica, coscienza, rimorso, pietà, e alla fine vinciamo sempre”. Firmato: il Vero Potere.
Di fatto c’è una nuova offensiva del Vero Potere chiamata Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP). E’ micidiale, potenzialmente devastante come mai prima per l’esistenza stessa di democrazia e Interesse Pubblico. Seguitemi.


Era il 1999, da giornalista di Report (RAI 3) fui il primo e unico in Italia ad avvisare il pubblico con un’inchiesta sui pericoli della Globalizzazione, intesa proprio come sistema di accordi segreti e potentissimi creato da una elite di capitalisti per ricacciare indietro decenni di progressi democratici a favore del pubblico, nelle aree dei commerci, della finanza e dei servizi. Allora il ‘mostro’ si muoveva, mastodontico, nella stanze dell’Organizzazione Mondiale del Commercio a Ginevra, cioè il WTO. Col Trattato sovranazionale, cioè più potente delle leggi dei singoli Stati, chiamato di Marrakech, l’ignorante politica del mondo occidentale aveva firmato e ratificato regole micidiali tutte a favore delle mega Corporations e tutte a sfavore di qualsiasi intervento politico nazionale o anche locale per proteggere i lavoratori, le famiglie, le aziende nazionali, le cooperative, i Comuni ecc., nella spietata guerra dei commerci globali. L’Italia ratificò Marrakech con un solo, uno solo!, politico che l’avesse letto fra Camera e Senato.
Non sto a rispiegare qui cosa comportava Marrakech, fatevi un google con I Globalizzatori di Paolo Barnard, e buona visione. Ma ora devo sottolineare alcune cose utili a capire cosa sta accadendo oggi col TTIP:
Il Trattato di Marrakech del WTO in pratica stabiliva regole di potere superiore alle leggi degli Stati aderenti che, ad esempio, avrebbero potuto limitare qualsiasi intervento della politica in campo economico e finanziario se esso avesse rappresentato una barriera al Libero Commercio, al Libero Profitto, ai diritti delle Corporations. Ad esempio: se una multinazionale americana riteneva che le leggi italiane gli impedissero di vendere in Italia un suo prodotto contenente una plastica per noi tossica, poteva chiedere al governo USA di denunciare Roma al tribunale del WTO, per ottenere l’abolizione della legge italiana, ritenuta ‘una barriera’ al Libero Commercio, al Libero Profitto, ai diritti delle Corporations. Ancora: se un Comune italiano indiceva una gara d’appalto per un servizio pubblico, qualsiasi mega-Corporation mondiale dei servizi poteva reclamare lo stesso diritto a partecipare di un’azienda locale, quando magari il Comune avrebbe preferito dar lavoro e reddito a italiani locali. No, quella preferenza rappresentava ‘una barriera’ al Libero Commercio, al Libero Profitto, ai diritti delle Corporations, e di nuovo l’Italia poteva essere trascinata in tribunale. Ok.
Questo sistema ha segretamente, cioè sotto al naso disattento di milioni di cittadini, fatto danni immensi alle economie nazionali ma soprattutto ai distretti piccolo-medi industriali italiani che ci fecero ricchi dopo la II guerra mondiale, con valanghe di fallimenti e licenziati a cascata. Ma danni anche ai diritti dei cittadini alla tutela della salute, per non parlare dell’orrore inflitto al Terzo Mondo.
Ora, qui va ricordato questo passaggio, attenzione!: la multinazionale poteva chiedere al governo USA di denunciare Roma al tribunale del WTO, per ottenere l’abolizione della legge italiana, ritenuta ‘una barriera’ al Libero Commercio, al Libero Profitto, ai diritti delle Corporations. Ok? Cioè, DOVEVA ESSERE IL GOVERNO AMERICANO A FAR CAUSA AL GOVERNO ITALIANO, LA MULTINAZIONALE NON POTEVA FARLO DIRETTAMENTE.
Per anni un piccolo gruppo di bravi attivisti internazionali (me incluso, ma ricordo in Italia l’eccellente Roberto Meregalli di Retelilliput) ha lottato contro queste mostruosità che i nostri politici, e anche il solito pubblico bue, ignoravano. E qualche piccolo risultato l’avevano ottenuto… Per carità poca roba, come ricordato sopra, ma almeno non il peggio del peggio era accaduto ancora… che arriva adesso. Perché i mastini del Vero Potere non si fermano mai.
La solita lobby d’elite finanziaria e grande industriale si è formata, come le decine da me descritte nel mio Il Più Grande Crimine 2011, e ha fatto quello che doveva fare: vincere. Si chiama S2B, acronimo dell’inglese Seattle to Bruxelles Network. Ci trovate: J.P. Morgan, Chevron, BNP Paribas, Microsoft, Uniliver, Philip Morris, Glaxo, Ford, Shell, Monsanto, Goldman Sachs… devo continuare? Ora hanno messo assieme un patto transatlantico sui commerci assieme alla solita Commissione Europea col gran nome di Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP). Questo accordo vuole armonizzare le regole del commercio e della finanza fra USA e UE, liberalizzare gli scambi, eliminare barriere ecc.
Naturalmente la vendita alle masse di sta ennesima schifezza bastarda viene fatta, come fu con l’euro, con gran promesse di crescita, milioni di posti di lavoro e cazzate del genere –quando poi si vanno a leggere le stime della Commissione UE stessa sull’affare, si vede che non ci credono manco per il piffero, e stimano un impatto ridicolo dello 0,01% del PIL UE, come ha detto Karel de Gught, Commissario al Commercio. Ma rimane il fatto che si tratterebbe di un blocco di Libero Scambio immenso, perché almeno un terzo degli scambi globali avviene fra USA e UE.
E cominciamo con il meno peggio del TTIP, che è sempre una tragica porcheria per l’Interesse Pubblico:
A) La bella parola ‘armonizzazione’ delle regole significa di fatto solo questo: che in Europa verranno imposte le miserrime regole di protezione dell’ambiente e dei consumatori degli USA, e in America verrà imposta la miserrima regolamentazione della finanza che abbiamo noi europei. Quindi una gara al ribasso ovunque.
B) Il TTIP propone la totale liberalizzazione del settore sei servizi, particolarmente quelli pubblici come sanità, asili e scuole, assistenza anziani, trasporti, utilities comunali ecc. E qui ci casca naturalmente l’acqua potabile.
C) I diritti sindacali europei, assai meno forti che in USA, vengono diluiti ovviamente dalla solita ‘armonizzazione’ delle regole, col risultato che ci troveremo coi lavoratori italiani che già oggi con la bastardata dell’euro devono vedersela con una deflazione dei redditi da incubo, e che domani saranno anche in gara a tagliarsi i diritti del lavoro per competere con i lavoratori USA, dove licenziare è più facile che fare un peto. Tutto questo per il solito infame motivo che dipendiamo tutti dagli Investitori per avere economia, e gli Investitori investono QUASI SEMPRE dove i diritti sono minori.
Come se non bastasse, ora invece arriva il peggio del TTIP:
A) Ricordate la prefazione che ho fatto sul 1999, il WTO e le regole del commercio a favore delle Corporations e a sfavore del pubblico? Vi ho detto sopra di badare a questo passaggio: la multinazionale poteva chiedere al governo USA di denunciare Roma al tribunale del WTO, per ottenere l’abolizione della legge italiana, ritenuta ‘una barriera’ al Libero Commercio, al Libero Profitto, ai diritti delle Corporations. Ok? Cioè, DOVEVA ESSERE IL GOVERNO AMERICANO A FAR CAUSA AL GOVERNO ITALIANO, LA MULTINAZIONALE NON POTEVA FARLO DIRETTAMENTE…
… Ora questo è drammaticamente, catastroficamente cambiato nel TTIP. Ora…
… POTRANNO ESSERE LE CORPORATIONS STESSE A FARE CAUSA A INTERE NAZIONI se ritengono che i Parlamenti di quelle nazioni hanno legiferato nell’Interesse Pubblico e non nel loro interesse. Ci si rende conto di cosa significa questo?
Significa che abbiamo centinaia di multinazionali che possono aggredire con cause costosissime il nostro Paese (gli studi legali per questo tipo di affari prendono parcelle da 3.000 euro al giorno per ciascun avvocato e sono in media una quindicina, per tempi biblici, e moltiplicateli per una pioggia di cause infinita) senza limiti di sorta, imponendoci spese di Stato rovinose, e di fronte alle quali un governo finisce quasi sempre per cedere e cambiare la legislazione d’Interesse Pubblico. Questo significa. E il ricatto è micidiale anche perché, si badi bene, con il dogma economico Neoclassico (vedi Eurozona) non è più lo Stato che può intervenire con la sua spesa a dar lavoro, reddito e protezione a cittadini e aziende. Oggi quel ‘pane’ a tutti ce lo danno i MERCATI, cioè quelle Corporations di beni e finanza, per cui esse ci infilano anche la minaccia che se perdono le cause ritireranno gli investimenti (il pane) dalle nostre tavole nazionali e noi siamo fottuti. Già a questo stadio un governo finisce per cedere. Ma c’è di peggio.
B) Il TTIP prevede che le Corporations possano indire queste cause PRESSO TRIBUNALI OFF-SHORE, cioè non europei, dove difendersi è tutto un altro film, capite?
In tutti gli aspetti del vivere governati, o anche solo lambiti, dai commerci di beni e servizi, il TTIP può divenire letale per famiglie, cittadini, piccole medie aziende, democrazia e Stato stesso. Ancora un’altra mazzata catastrofica all’idea di Mondo Migliore che tanti di noi sognavano o sognano per i propri bambini. Noi che sappiamo queste cose, noi che capiamo cosa fa e come si comporta il Vero Potere, noi che Renzi, i tagli Irpef, le europee, Grillo, Confindustria e i sindacati sappiamo essere fuffa, zero, nulla in grado di proteggerci da nulla.
Fonte tratta dal sito  .

venerdì 18 aprile 2014

Traffico internazionale di virus fra laboratori


Virus - laboratorioAccordi segreti tra scienziati e aziende, con ceppi di virus di aviaria spediti in Italia per posta in un traffico illegale.
È l'ipotesi dell'inchiesta dei Nas e della Procura di Roma. Indagata anche la scienziata Ilaria Capua, in parlamento con Scelta Civica, che si difende: “Solo diffamazioni”.
Ilaria Capua si difende e nega alcun illecito in merito all'inchiesta della Procura di Roma su un traffico di virus che, secondo 'L'Espresso', la vedrebbe indagata. “Mi ritengo gravemente offesa dalle notizie palesemente diffamatorie divulgate sull'ultimo numero dell'Espresso sui trafficanti di virus” replica la scienziata e deputata di Sc. “La mia storia professionale - prosegue - dimostra che ho costantemente combattuto le epidemie con grandissima dedizione ed innegabile impegno morale”.
L'articolo pubblicato dall'Espresso ipotizza un traffico internazionale di virus, con ceppi dell'aviaria spediti dall'estero in Italia in plichi anonimi, senza nessuna autorizzazione e violando tutte le norme di sicurezza, per produrre vaccini. E con il rischio di diffondere l'epidemia.
Il sospetto degli inquirenti, secondo l'Espresso, è l'esistenza di un business delle epidemie che, correndo il rischio di gravi conseguenze sanitaria, segue una strategia commerciale. Gli inquirenti ipotizzano perfino che la diffusione dell'influenza tra il pollame del Nord Italia sia stata direttamente legata alle attività illecite di alcuni manager.
Nell'indagine, secondo il settimanale, sono finiti anche nomi illustri, primo fra tutti quello di Ilaria Capua, oggi deputata in forza a Scelta Civica. La Capua e alcuni funzionari dell’Istituto zooprofilattico sperimentale (Izs) di Padova sarebbero stati iscritti nel registro degli indagati per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, all’abuso di ufficio e inoltre per il traffico illecito di virus. Ilaria Capua respinge tutte le accuse: conferma di conoscere il manager della filiale italiana di Merial coinvolto nella vicenda ma spiega “di non aver mai venduto ceppi virali. Sono dipendente di un ente pubblico e non vendo nulla personalmente”.
Fonte tratta dal sito  .

lunedì 14 aprile 2014

COLPO DI MANO A BRUXELLES: GRAVISSIMO VOLTAFACCIA DELLA COMMISSIONE EUROPEA SULLE POLITICHE ENERGETICHE. UN APPELLO A TUTTI I CANDIDATI ALLE EUROPEE CON UNA COSCIENZA AMBIENTALE

magritte




Era nell'aria, e ... zac! è successo.

La Commissaria Europea al Clima Connie Hedegaard me l'aveva quasi detto quando è venuta a Roma a febbraio scorso, e infatti da quell'incontro uscii abbastanza perplesso tanto che scrissi questo post (che alla luce di quello che è successo oggi assume un nuovo significato)
http://www.angeloconsoli.blogspot.it/2014/02/il-clima-sul-clima-e-cambiato-ritornare.html)

"Contrordine compagni! Su energia, clima e ambiente abbiamo scherzato per otto anni, adesso la ricreazione è finita e si ritorna a un sano realismo fossile. Fra un po' anche nucleare, tranquilli! Così i gruppi finanziari che fanno soldi sulla nostra pelle e sulla nostra salute saranno contenti!"



Oggi la Commissione Europea con un inatteso colpo di mano da parte del Commissario alla Concorrenza, lo spagnolo Joaquìn Almùnia, ha praticamente cancellato otto anni di politiche energetiche virtuose e, cedendo alle lobby dell'energia, ha  approvato le sue nuove "linee guida" sulle deroghe possibili al divieto generale di aiuti di Stato nel settore dell'energia (*). 

Un'interpretazione delle regole di concorrenza che in realtà si traduce in una vera e propria decisione politica, che avrà conseguenze gravi sull'intero sistema Ue di promozione e sostegno pubblico delle fonti rinnovabili, spostando quasi completamente sulle spalle dei consumatori i costi della transizione energetica, come rilevato in un articolo comparso oggi su "La Stampa" (**)
Tutte le grandi industrie energivore vengono esentate retroattivamente dal contribuire agli incentivi per le rinnovabili che vengono praticamente cancellati mentre non vengono minimamente toccati i molto più corposi incentivi alle fonti fossili ormai pari al 2,5 % del PIL mondiale - vedi (***)  
Inoltre sarà anche possibile finanziare con fondi pubblici i cosiddetti "capacity mechanisms", vere e proprie sovvenzioni ai monopoli dell'energia fossile erogati con la scusa del pagamento della riserva di capacità installata per garantire un "back-up"  in caso di emergenza e in realtà compensati per aver sbagliato investimenti ed essere stati messi in crisi dal... sole!  In pratica il famoso "capacity payment" approvato molto timidamente  dal governo Monti e reclamato a gran voce da Sorgenia con l'avvicendamento Letta/Renzi per salvarsi dai suoi cattivi investimenti nel fossile (cosa della quale si è occupato Sergio Rizzo in prima pagina sul Corriere della Sera del 2 marzo scorso).
E comunque questo colpo di mano a un osservatore attento, tanto inatteso non doveva essere. 

IL GRUPPO "MAGRITTE"

Le prime avvisaglie si erano avute a maggio 2013 quando i principali monopoli fossili d'Europa, dopo la pubblicazione della Comunicazione della Commissione sugli obiettivi energetici di medio periodo (cioè al 2030 - Vedi link 1 in fondo al post), costituirono un gruppo di lobby per attaccare le rinnovabili. Il gruppo venne immaginificamente chiamato "Magritte". E infatti surrealiste sono le loro richieste: stroncare le rinnovabili perchè mettono in crisi economicamente il loro modello di produzione elettrica basata sui fossili (nella loro "neolingua" loro la chiamano "stabilità del sistema termoelettrico" così chiunque si azzardi a criticarlo potrà essere preso per un pericoloso terrorista che vuole destabilizzare il sistema termoelettrico...  (vedi link numero 2 in fondo al post).

Ma qualcuno storce il naso,  alcune industrie della Green economy, creano il gruppo delle "progressive energy companies" a sostegno di una più ambiziosa politica climatica e energetica Europea. (vedi link numero 3 in fondo al post), denunciando che non di stabilità del "sistema termoelettrico" si tratta ma di stabilità di un business model basato sulle fonti fossili e concentrate messo in crisi dalla più conveniente e abbondante energia solare (vedi link 4 in fondo al post).    A quel punto i "fossilisti" cambiano strategia  e non parlano più di stabilità del sistema termoelettrico ma di "avenire énergétique de l'Europe" (vedi link nr 5 in fondo al post).

I tempi sono maturi per sferrare la più grande controffensiva mediatica giusto il 19 marzo, il giorno prima del Consiglio Europeo del 20 e 21 marzo scorso (quello che Renzi confuse con il Consiglio d'Europa facendo ridere mezzo mondo), avanzando un pacchetto di 9 punti fra cui la detassazione dei settori industriali più energivori, incoraggiandoli a servirsi di energia fossile praticamente gratis (tanto per loro pagheranno i cittadini e i consumatori, che non hanno lobby capaci di scrivere le regole nella Commissione Europea), l'eliminazione degli incentivi alle rinnovabili, la legalizzazione del capacity payment (su cui pendeva un sospetto di illegittimità ai sensi della legislazione sugli aiuti di Stato alle imprese private, oggi "sanato"con questa pazzesca decisione (si veda il link nr 6 alla fine del post).
Le richieste del gruppo Magritte vengono oggi esaudite con una decisione in forte odore di illegittimità sotto molti profili. 
Vediamo meglio: le "linee guida", presentate oggi non sono misure legislative, non devono essere approvate in co-decisione dal Parlamento europeo (che rappresenta i cittadini) e dal Consiglio Ue, (che rappresenta i governi), e non possono dunque essere emendate.  Sono elaborate, approvate e applicate immediatamente dalla Commissione, in quanto Autorità antitrust europea indipendente. Eppure, le decisioni prese oggi potrebbero cambiare in profondità la politica energetica, ambientale e climatica dell'Ue, che era stata stabilita con il pacchetto 20/20/20 del 2007/2008.

Si tratta di una surrogazione indebita della tecnocrazia al potere legislativo per cui un parlamento europeo guidato da un Presidente conscio delle sue prerogative dovrebbe immediatamente consultare il servizio giuridico per valutare la possibilità di un ricorso alla corte Europea di Giustizia del Lussemburgo. 
 L'esenzione parziale o, in certi casi, perfino totale, dal pagamento della parte delle fatture elettriche dovuta al sostegno alle rinnovabili potrà riguardare un numero imprecisato di comparti industriali, quali: attività minerarie, trasformazione di alimenti e bevande, attività manifatturiere riguardanti tessili, cuoio, legno, carta, farmaceutici, plastica, vetro, ceramica, alluminio, rame a altri metalli, batterie e accumulatori, cemento, elettronica, fertilizzanti, chimica e raffinerie, petrolio e gas, combustibili nucleari. Tutti settori che non possono essere lasciati in una specie di zona franca rispetto alla strategia energetica europea, pena il suo svuotamento totale. Infatti, come hanno ammesso proprio oggi fonti qualificate della stessa Commissione europea, aumenterà in modo rilevante la fattura da pagare per i consumatori, che dovranno compensare di tasca loro il mancato contributo alle energie rinnovabili delle industrie più inquinanti, più consumatrici di energia e più responsabili di emissioni di gas a effetto serra.  E saranno penalizzate, paradossalmente, le industrie con le più alte performance di efficienza energetica, quelle che hanno investito di più in questo campo, che non potranno godere delle esenzioni (a meno di non essere fortemente esposte alla concorrenza internazionale).  Tutto questo rappresenta una inversione di tendenza di una strategia virtuosa e sostenibilie iniziata otto anni fa con il 20 20 20 durante la presidenza tedesca, e questa strategia non può essere rimessa in discussione con una decisione di oscuri tecnocrati, ma deve essere sottoposta a revisione, secondo lo stesso processo legislativo che l'ha stabilita. Anche questo è sicuramente da valutarsi come oggetto di ricorso giurisdizionale.

Infine il Commissario Almùnia,  opera una  sostanziale armonizzazione dei diversi sistemi nazionali di sostegno alle rinnovabili (cosa che non gli compete come responsabile dell'Antitrust Europeo) con decisioni relative alla quantità, qualità e modalità di erogazione degli incentivi, che si prevede vengano addirittura messi all'asta  tramite "competitive bidding processes" e non più  concessi a chiunque ne faccia richiesta.  Ora, a parte che così gli incentivi alle rinnovabili diventano una lotteria, è del tutto evidente che qui siamo in violazione delle regole che separano le competenze fra diversi Commissari europei e c'è da aspettarsi (o da esigere) che il Commissario all'Energia Oettinger faccia valere le sue prerogative, visto che contro il "capacity mechanism" aveva preso posizione! (al riguardo si può approfondire leggendo il mio post sulla comunicazione da lui presentata a Novembre 2012 sul funzionamento del mercato dell'energia e potrete trovare al nr 7 in fondo alla pagina). 

ANCORA UNA VOLTA SI IMPONGONO REGOLE FAVOREVOLI AI TEDESCHI
Ma non c'è da sperarci. Infatti il colpo di mano dello spagnolo, cava le castagne dal fuoco al tedesco. Nel caso specifico, le esenzioni dal divieto di aiuto di Stato sono state oggetto di un negoziato serrato, durato due anni, fra la Commissione e in particolare il governo tedesco, con la sostanziale esclusione degli altri e la totale assenza del Parlamento europeo.  Il risultato finale è che gli aiuti di Stato che la Germania ha fornito - contro le norme Ue - a gran parte delle sue industrie, alleggerendo la loro fattura energetica, non solo non verranno sanzionati in futuro, ma sono stati condonati retroattivamente.  E quel tipo di esenzioni sarà ora esteso a tutti gli altri Stati membri, che finora avevano rispettato le normative Ue, non aiutando le proprie imprese e penalizzandole rispetto a quelle tedesche.   
Gli aiuti di Stato ora permessi in questo settore sono una possibilità, non un obbligo per gli Stati membri, ma è chiaro che pochi paesi lasceranno le proprie industrie esposte al "dumping energetico" dei paesi vicini, e tutti si affretteranno a uniformarsi al sistema tedesco. Proprio quando invece si sta raggiungendo la grid parity nei paesi del Sud dell'Europa con grande scorno dei monopoli fossili del nord Europa.

Tutto questo rappresenta un gravissimo, ribaltamento della politica Ue a colpi di decisioni insidacabili dei tecnocrati della Direzione Concorrenza della Commissione, dettate dalle lobby. Infatti è chiaro che il Commissario alla Concorrenza è andato molto al di là di una pura interpretazione delle norme sulla concorrenza (del resto quando lo abbiamo incontrato con Rifkin nel 2007, non ha fatto altro che lamentarsi del costo eccessivo delle rinnovabili, un mantra tipico delle lobby dei fossili che evidentemente già da allora -era il 2007-  lo "imbeccavano").

Perchè questa accelerazione proprio adesso? Forse le lobby fossili a Bruxelles si sono rese conto che il vento sta cambiando, e che dopo queste elezioni europee potrebbero non avere più una Commissione di "camerieri" (socialisti compresi) pronti a esaudire ogni loro desiderio, e allora hanno preferito forzare la mano subito, sperando di farla franca e e di poter imporre questo  scandaloso abuso di potere contro lo stato di diritto e le regole della democrazia Europea.  La Commissione non puo' arrogarsi il diritto di cambiare la politica Ue sulle rinnovabili con una decisione di mera interpretazione dei Trattati.

RICAPITOLANDO

1  - L'Antitrust della Commissione Europea, eccedendo i suoi poteri, entra d'imperio a gamba tesa nelle strategie energetiche europee, capovolgendole, e adotta un atteggiamento estremamente permissivo verso le fossili e il nucleare e estremamente punitivo verso le rinnovabili

2  - I  tedeschi hanno violato per tre anni le norme sugli aiuti di Stato, gli altri non lo hanno fatto, e si premiano i tedeschi con una decisione retroattiva!!!
3 - Mentre quelli che  hanno creduto nella strategia Ue e hanno investito nelle rinnovabili e nell'efficienza energetica vengono penalizzati, quelli che non ci hanno creduto, e hanno investito nel gas, sbagliando tutto, tanto che ora sono in sovraccapacità produttiva e sono costretti a mendicare un "aiutino" pubblico per compensare le perdite economiche dovute esclusivamente a loro scelte industriali miopi e sbagliate, vengono invece  premiati  (Vale la pena di ricordare che questo è esattamente il caso di Sorgenia a cui la legalizzazione del "capacity mechanism" sembrerà una manna dal cielo).
4  - Le esenzioni delle grandi industrie energivore dal contributo al finanziamento delle rinnovabili, sono esattamente il contrario di quello che si dovrebbe fare, e provocheranno un aumento notevole delle bollette per i consumatori. 
5  - A quel punto i monopoli energetici avranno buon gioco nel dire che l'energia rinnovabile  costa troppo ai consumatori e insisteranno per  togliere definitivamente gli incentivi. Nel frattempo, le industrie sono comunque esentate, le utilities ricevono i sussidi per le riserve di capacità (centrali a gas) e magari si riesce anche a ottenere dei sussidi per promuovere nucleare e gas per raggiungere le riduzioni di emissioni che (si affermerà) non si possono più raggiungere con le rinnovabili.
Le esternazioni "fossili" del Ministro Guidi

6 - Così i  monopoli energetici continueranno a spremere il limone dei fossili e a fare profitti stratosferici sulla pelle e la salute dei cittadini europei che continueranno allegramente ad ammalarsi e a morire a centinaia di migliaia, la Germania non sarà più costretta a farsi rimborsare dalle proprie imprese centinaia di milioni  di euro di aiuti di stato improvvidamente concessi, e legalizzati retroattivamente da una Commissione generosa a senso unico.

7 - A questo punto il cerchio si chiude. E si capiscono meglio le uscite del Ministro Guidi di questi ultimi giorni.

CONCLUSIONI

Ci sarà qualcuno a Bruxelles o al Lussemburgo, che si renderà conto della violazione bella e buona allo stato diritto perpetrata con questa decisione che confonde di tutto, aiuti di stato e incentivi alle rinnovabili,  decisioni tecniche (di competenza della DG Concorrenza)  e decisioni di armonizzazione normativa (di competenza del potere legislativo, cioè del Consiglio e del Parlamento)?  Ci saranno associazioni di consumatori, o  ambientaliste,  o sindacati, o imprese straniere sfavorite dagli aiuti di Stato alle imprese tedesche che si faranno sentire? 

E soprattutto,  i candidati italiani alle elezioni europee che ne pensano di questa invasione di campo dell'organo legislativo al quale ambiscono, da parte di un potere tecnocratico non eletto da nessuno?  Trovano tutto normale?  O hanno intenzione di battere un colpo?  
Fonte tratta dal sito .

domenica 13 aprile 2014

Mangiare salmone? Meglio di no


Salmone tossicoAttenzione il contenuto di questo post potrebbe mettere in difficoltà gli stomaci più delicati… se invece siete temerari fan di Orrori da gustare proseguite pure con la lettura.
Vi avvisiamo però che oggi non parliamo di prelibatezze locali e preparazioni tradizionali, ma di uno dei cibi che forse più di tutti rappresenta la globalizzazione alimentare che stiamo vivendo: il salmone di allevamento intensivo.
Prima lusso natalizio, ora si trova in grandi quantità in ogni stagione: gli allevamenti intensivi si sono moltiplicati a dismisura, mentre gli stock di salmone selvatico sono ben lontani dal ripopolamento: quello Atlantico è addirittura in estinzione, mentre quello del Pacifico è in grave calo.
Ma l’allevamento intensivo non costituisce una buona alternativa, né per noi, né per ambiente ed ecosistemi.
Ecco perché:
  1. Negli allevamenti intensivi i reflui non vengono mai lavati via e si lasciano semplicemente cadere attraverso le reti. Pensateci, è come se non cambiaste mai la sabbietta al vostro gattino… Il risultato sono migliaia di tonnellate di escrementi e rifiuti che si depositano nel fondale intorno agli allevamenti che non vengono mai rimossi… Per saperne di più
  2. 600 000 salmoni che nuotano in una zuppa di muco ed escrementi alimentano le mutazioni di agenti patogeni che si diffondono dall’Atlantico fino al nostro supermercatino sotto casa Più info,  ancora info.
  3. Uno scienziato statunitense dopo un lungo studio sugli allevamenti intensivi di salmone ha dichiarato ai media: «Si dovrebbe evitare il salmone di allevamento come la peste». Lo studio, i media che ne parlano e un secondo studio sul tema
  4. I salmoni di allevamento spesso sono colorati di rosa per imitare i salmoni selvaggi. I produttori utilizzano Salmo Fan per ottenere il colore che il mercato richiede. Come fanno? Aggiungono il colorante nel mangime, facile. Ecco qualche dettaglio
  5. Ad aprile 2013, la Norvegia ha ottenuto il consenso dell’Unione Europea per aumentare le quantità di Endosulfano nei mangimi. Sapete che cosa sia? Un pesticida mega tossico bandito in numerosi Paesi… leggi l'articolo
  6. Se il mangime dato ai salmoni contiene derivati animali (soprattutto dai maiali) il salmone affumicato è Kosher? Per saperne di più
  7. Foche, uccelli e leoni di mare spesso rimangono intrappolati nelle reti che delimitano gli allevamenti Info, il problema
  8. Una cosa che vi ripetiamo sempre: gli allevamenti intensivi non sono assolutamente efficienti e per ottenere un kg di salmone ne servono almeno 5 di altri pesci. E contribuiscono largamente alla riduzione degli stock ittici che sta portando all’estinzione di molte specie.
  9. Ovunque ci siano allevamenti di salmone intensivi si è registrato un calo drastico dei salmoni selvatici. Lo studio
  10. I medici norvegesi consigliano alle mamme in attesa di evitare il salmone a causa dell’alto livello di tossine contenute in quelli da allevamento intensivo. Sostanze conosciute per provocare danni allo sviluppo del cervello nei bambini. La dottoressa Anne-Lise Bjørke Monsen ha rischiato la sua carriera per aver divulgato questa informazione. Ma dal momento che migliaia di persone mangiano salmone convinti che faccia bene alla loro salute dovrebbero invece conoscere tutti i rischi collegati… Traduzione dal Norvegese (in inglese)
Per saperne di più ecco la nostra guida al consumo consapevole sull'acquacoltura A cura di Michela Marchi
Fonte tratta dal sito .

venerdì 11 aprile 2014

In Italia terremoti bellici targati North Atlantic Treaty Organization

Pur facendo politica da quasi trent’anni, non sono mai diventato un deputato, nonostante ne abbia avuta più volte l’opportunità, per non essermi voluto piegare ai ricatti del ‘sistema’ e per potermi mantenere liberodi esprimere le mie idee e il mio pensiero. Ma, se oggi fossi un parlamentare,non avrei esitato questa mattina ad incatenarmi fuori da Montecitorio perdenunciare un fatto gravissimo

che da anni viene perpetrato ai danni dell’Italia e degli Italiani, un’operazione deliberata che va avanti da tempo e che ha avuto definitivo campo libero con gli ignominosi accordi, firmati nel 2002 da Bush e Berlusconi, per la sperimentazione tecnologica dei mutamenti climatici. Accordi la cui natura ed i cui contenuti sono stati solo parzialmenteresi noti all’opinione pubblica e che hanno trasformato la nostra penisola, giàdal 1945 sotto totale occupazione militare ‘alleata’, in un immenso poligono disperimentazione per nuove e micidiali armi climatiche della NATO.
Come ho già denunciato in miei precedenti articoli, sitratta di questioni scottanti, coperte da Segreto di Stato, fino a poco tempofa appannaggio di pochi ‘addetti ai lavori’ del mondo dellacontro-informazione, ma che adesso stanno finalmente emergendo in tutta la lorogravità e drammaticità.
Che sia in atto da tempo una vera e propria guerrafinalizzata al controllo climatico, guerra che ci riguarda e ci coinvolge ormaiin pieno, ci è stato confermato anche dal Generale Fabio Mini, nel corso diun’intervista rilasciata lo scorso anno ad una nota emittente radiofonica.
L’innaturalità delle sempre più frequenti catastrofi chestanno colpendo il nostro Paese, dai terremoti dell’Aquila e dell’Emilia finoal disastro della Sardegna, accompagnati da un’abnorme intensificazione delleoperazioni di geoingegneria clandestina, lascia del tutto indifferente lanostra asservita casta politica, che si dimostra totalmente complice. A partepoche e sporadiche interrogazioni parlamentari sulla question e dellageoingegneria – che peraltro non hanno sortito alcun effetto – i nostri’onorevoli’ sono troppo impegnati a salvaguardare lo stipendio e la poltronaper trovare il tempo (ed il coraggio) di dedicarsi ad i reali problemi che piùda vicino ci riguardano, e, come tanti struzzi, si cimentano in massa nel lorosport preferito: nascondere la testa sotto la sabbia.
Coraggiosi personaggi come Rosario Marcianò, Lorenzo DeCurtis e il giornalista investigativo Gianni Lannes, che da anni tentano di faraprire agli Italiani gli occhi sulla realtà, restano purtroppo delle voci neldeserto, delle voci strangolate dal silenzio e dall’indifferenza dei grandimedia di regime. Eppure, essi continuano senza sosta a denunciare quello chesta accadendo, quello che ci appare ormai come una realtà inconfutabile: ilfatto che il clima mondiale viene modificato artificialmente attraverso unanuova generazione di sofisticate armi tecnologiche chiamate ipocritamente’not-lethal-weapons’. Sia gli Stati Uniti che altre nazioni hanno infatti ormaida anni sviluppato le capacità di manipolare a loro piacimento il clima,operando sia su scala mondiale che su aree mirate e delimitate. E stannoemergendo continue prove e conferme della non naturalità di molti altri eventicatastrofici verificatisi, su scala globale, negli ultimi anni, come lo tsunamiche ha devastato l’Oceano Indiano e la catastrofe di Fukushima.
L’Italia, come denuncia con forza Gianni Lannes in un recentearticolo uscito l’8 Aprile sul suo blog Sula testa!, rientra pienamente in questo quadro, un quadro, nello specificodel nostro Paese, che sta prendendo sempre più la connotazione di uno scenariostrategico: dove gli ‘alleati’ (legasi ‘occupanti’) sperimentano ogni genere diarmamenti a danno dell’ambiente e del popolo italiano. È infatti in atto unaguerra ambientale non dichiarata e la nostra penisola svolge in tale contestoun ruolo di primo piano, perché presenta una sismicità naturale che funge daperfetto paravento e schermo per il genere di attività belliche che la NATO staqui sperimentando. A rafforzare questo ruolo di primo piano, come rileva sempreGianni Lannes, è inoltre la nostra casta di politicanti, penosamente subordinataai voleri americani e incapace di reagire per paura, senso di sudditanza o perconvenienza.
Non mi stupisce che, se è palese che Silvio Berlusconi siastato attaccato e indagato in questi ultimi anni dalla magistratura per unnumero spropositato di pretesti e di ipotesi di reato, dal falso in bilancio alpeculato, dallo sfruttamento della prostituzione alla corruzione, a nessunmagistrato sia venuto in mente di metterlo sotto accusa per gli accordi siglaticon Bush nel 2002. Eppure essi si configurano come un palese attentato allaCostituzione. Evidentemente anche per la magistratura esistono delle frontiere ‘invalicabili’e, come nessun pubblico ministero si fa avanti per mettere sotto sequestro lequote private della Banca d’Italia, è altrettanto vero che nessuna toga puòpermettersi di mettere a repentaglio la propria carriera per scoperchiare unapentola molto, molto pericolosa quale quella delle guerre climatiche. Neanchegli oltre trecento morti dell’Aquila, che ancora oggi gridano giustizia acinque anni dal terremoto, sono serviti a scuotere la coscienza dei magistrati.
Eppure il precipitare della situazione è sotto gli occhi ditutti: come denuncia Gianni Lannes, l’attività sismica indotta dagli esperimentibellici della NATO sta avendo in questi giorni un forte incremento. L’IstitutoNazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato terremoti in serie con ipocentrosuperficiale, ovvero a profondità standardizzata. Terremoti palesementeprovocati, che di naturale non hanno neanche le sembianze, per quanto possanopontificare a riguardo gli sciacalli negazionisti, sedicenti esperti del ramo,che spesso non distinguono nella loro foga negatoria, addirittura ilsignificato dei termini ipocentro ed epicentro.
Qualche esempio illuminante, riferito alle giornate di Lunedì 7 e Martedì 8 Aprile, aiuteràanche i più refrattari e i cosiddetti esperti del ramo, sovente venduti almiglior offerente o timorosi di esprimere un’opinione libera, a capire laportata di questa follia distruttiva.
1) Mar Ligure – 7 Aprile 2014: sisma di magnitudo 2.1 con profondità(ipocentro) di 10 chilometri (ora UTC: 15:41:28 – ora italiana: 17:41:29).
2) Alpi Cozie – 7 Aprile 2014: sisma di magnitudo 5.0 conprofondità (ipocentro) di 5 chilometri (ora UTC 19:27:00 – ora italiana:21:27:00), seguito a breve lasso di tempo da un altro sisma di magnitudo 2.0con profondità (ipocentro) di 8,7 chilometri (ora UTC: 21: 10:52 – ora italiana23:10:52). Da rilevare che l’area delle Alpi Cozie, ai confini con la Francia,è considerata non sismica.
3) Tirreno Meridionale (a largo di Palermo) – 7 Aprile 2014:sisma di magnitudo 2.7 con profondità (ipocentro) di 9,7 chilometri (ora UTC23:26:10 – ora italiana 01:26:10 dell’8 Aprile).
4) Alpi Cozie – 8 Aprile 2014: nuova scossa di magnitudo 2.1con profondità (ipocentro) di 10 chilometri (ora UTC 00:25:21 – ora italiana02:25:21).
5) Umbria – 8 Aprile 2014: sisma di magnitudo 2.1 conprofondità (ipocentro) di 8,8 chilometri (ora UTC 00:54:01 – ora italiana02:54:01).
6) Tirreno Meridionale (a largo di Paolo, costa calabrese) -8 Aprile 2014: sisma di magnitudo 2.2 con profondità di 56,8 chilometri (oraUTC 01:36:49 – ora italiana 03:46:39).
7) Isola di Ustica – 8 Aprile 2014: sisma di magnitudo 2.9con profondità (ipocentro) di 10 chilometri (ora UTC 02:17:27 – ora italiana04:17:27).
8) Umbria (Metauro) – 8 Aprile 2014: sisma di magnitudo 2.3con profondità (ipocentro) di 7,8 chilometri (ora UTC 03:18:32 – ora italiana05:18:32).
9) Umbria (Metauro, con epicentro localizzato fra Città diCastello e Gubbio) – 8 Aprile 2014: nuova scossa di magnitudo 2.3 conprofondità (ipocentro) di 7 chilometri (ora UTC 03:29:45 – ora italiana05:29:45).
Ben dieci scosse sismiche in totale, quindi, rilevatenell’arco di poche ore da un capo all’altro della penisola!
I dati che ho riportato sono stati fedelmente tratti dalsito dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e sono tranquillamenteverificabili. Da testimonianze ricevute dopo la pubblicazione dell’articolo diGianni Lannes, nella mattinata dell’8 Aprile, è stato possibile verificare chequesto anomalo sciame sismico sta continuando con nuove e ripetute scosse.
L’anomalità di queste scosse e il lampante indizio di unaloro non naturalità, tranne che per il sisma al largo delle coste calabresi,caratterizzato da una profondità di gran lunga maggiore, è proprio la loroscarsa profondità ipocentrica: un ipocentro pari o infariore ai 10 chilometrirappresenta in natura non la regola ma l’eccezione; un’eccezione assolutamenterara e improbabile, ma che, guarda caso, per l’Italia sta diventando la regola!
Lavori in corso, quindi, lavori militari e segreti.Esperimenti e prove di guerra climatica che non promettono niente di buono eche in un Paese ‘normale’ scatenerebbero indignazione negli scienziati e neipolitici, intensi dibattiti e manifestazioni di piazza. Ma in questo martoriatoPaese di  ’normale’, a quanto pare, c’èrimasto decisamente poco. E le vittime che, inevitabilmente e inesorabilmente, provocherà una scossa ben più forte di quelle che ho riportato difficilmente sveglieranno l’opinione pubblica, i nostri politici e la magistratura.
Fonte tratta dal sito .

mercoledì 9 aprile 2014

L'UNIVERSO E' UN SOGNO (EPIGENETICA) - A. Pensotti

L'Universo è un Sogno"Noi siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni."
W. Shakespeare

Cos'è l'epigenetica? E' possibile riprogrammare le cellule?

Siamo abituati a sentir parlare di genetica e codice genetico. La scienza oggi ha scoperto come il DNA da solo non possa spiegare la genesi di tutti i fenomeni biologici noti.

Esiste un'informazione che sta sopra il codice genetico e che ordina e controlla l'accensione e lo spegnimento dei geni. L'epigenetica.

Uno dei pionieri in questi studi è il dott. Pier Mario Biava che da più di 20 anni fa ricerca sulle cellule staminali e sui loro meccanismi di differenziazione. Lavorando su un piccolo pesce, lo zebrafish, è riuscito ad identificare i meccanismi che mediano il trasferimento dell'informazione epigenetica al DNA. Sono i fattori di differenziazione staminale.
A seguito di queste scoperte Biava ha iniziato a fare dei test per verificare la domanda di partenza: è possibile riprogrammare le cellule?
Il concetto dell'informazione che sta alla base della materia e che ordina e regola l'espressione dei geni è molto simile all'antico concetto dell'akasha, tema intorno al quale il filosofo Ervin Laszlo da anni porta avanti ricerche ed iniziative di divulgazione.
In questo documentario troverete molte risposte sia sulla natura di questi fenomeni che sulle prime applicazioni pratiche di queste ricerche. (Fonte)

Due citazioni dal documentario:

"Oggi, la distruzione del pianeta a cui stiamo assistendo evidenzia in tutta la sua drammaticità, gli aspetti della morte. La cancellazione del cielo in molte metropoli del mondo, dovuta all'inquinamento ambientale (e non solo - n.d.r.) è il simbolo concreto della morte. Una società che cancella il cielo è votata all'estinzione."

"La conoscenza ci fa capire che noi siamo parte del mondo, e che il rispetto di tutti gli esseri viventi e del mondo coincide con il rispetto di noi stessi e della vita. Il danno fatto agli altri e all'ambiente coincide con il danno che noi ci procuriamo. Noi apparteniamo al mondo. Dobbiamo riacquistare questo senso di appartenenza per ampliare la nostra coscienza e ridare senso alla nostra esistenza, sconfiggendo così la morte."
Fonte tratta dal sito .
Buona visione.

martedì 8 aprile 2014

Controllo totale delle masse: tutti microchippati alla nascita entro 10 anni


Neonati microchippatiDopo aver fatto le prove tecniche con i nostri animali domestici, sono pronti per il salto di qualità.
Gli increduli avranno un’altra decina di anni per dire che si tratta di una bufala e che noi siamo complottisti, paranoici e visionari.
Poi, quando verranno microchippati i loro figli, cambieranno il preamobolo e diranno qualcosa tipo: “Ma che male c’è, lo fanno per la salute dei nostri bambini, siete i soliti complottisti, paranoici e visionari”.
Veniamo ai fatti: Leslie Saxon, capo della divisione di cardiologia della University of Southern California, in una conferenza organizzata dall’Institute of Electrical and Electronic Engineers, ha detto che entro dieci anni i neonati riceveranno un tatuaggio contenente un microchip in grado di monitorare tutti i parametri vitali.
I dati potranno essere trasmessi direttamente allo smartphone dei genitori e dei pediatri per monitorare la salute dei bimbi in tempo reale [Fonte: Il Secolo XIX]
Avevamo già parlato di una proposta simile nel lontano 2012 (leggi qui) ma ora sembra che la proposta sia diventata ufficialmente una tappa del progetto mondialista di controllo totale delle masse.
Ovviamente, se ci fosse bisogno di specificarlo, all’élite che finanzia queste iniziative non importa nulla della nostra salute. Occorre fare attenzione altrimenti, attraverso la propaganda, cominceranno a farci desiderare l’idea di avere un microchip sottocutaneo.
Non vogliono imporcelo con la forza, vogliono fare in modo che siano i cittadini stessi a chiederlo, dopo averci convinti che se non impianti un chip a tuo figlio, che genitore sei?
Fonte tratta dal sito .

domenica 6 aprile 2014

LA BARILLA E' DIVENTATA AMERICANA



La Barilla non è più italiana ma americana e usa grano con tassi di micotossine altissimi (ammuffito), derivante da lunghi stoccaggi al prezzo più basso possibile. L’UE nel 2006 ha alzato con un colpo di mano i livelli accettati di micotossine presenti nel grano duro, di modo che tanti paesi potranno produrre grano duro in climi non adatti badando solo alla quantità, distruggendo i contadini del sud Italia il cui grano non contiene micotossine e portando al fallimento le industrie sementiere mediterranee.

Per esportare pasta in USA e Canada il grano deve avere un tasso di micotossine di circa la metà di quello che la UE accetta per le importazioni di grano duro dagli stessi paesi, così succede che: I prezzi internazionali del grano duro crollano. i commercianti italiani e i monopolisti internazionali acquistano al prezzo più basso possibile da contadini che hanno bisogno di soldi per pagare i debiti, per poi speculare quando tutto il grano è nei loro magazzini (ammuffito) – gli stessi commercianti esportano il grano migliore italiano all’estero lucrandoci sul prezzo e importano grano ammuffito e radioattivo dall’estero per avvelenare il pane e la pasta venduti in Italia.

*Barilla è presente anche con i seguenti marchi:*
*Motta, Essere, Gran Pavesi, le Tre Marie, le Spighe, Mulino Bianco,
Pavesini, Voiello, Panem.*

Fonte tratta dal sito .

venerdì 4 aprile 2014

Esoterismo e Misteri: convegno Dei Alieni - Roma 16-03-2014

giovedì 3 aprile 2014

L’ultima follia dell’Unione Europea: coltivare il proprio orto è illegale!

UNIONE EUROPEA – Adesso coltivare ortaggi nel giardino o in balcone può diventare causa di severe multe grazie ai tecnocrati di Bruxelles.

I tecnocrati di Bruxelles stanno davvero esagerando! Non contenti di avere lasciato sul lastrico milioni di cittadini europei, adesso vogliono imporre leggi e regolamentazioni anche contro coloro che hanno cercato di farsi un orticello a casa per almeno avere un po’ di verdura e frutta…


L’Agenzia delle Varietà Vegetali europee infatti starebbe per presentare la proposta di legge “Plant reproductive material law”, la quale costringere i cittadini a utilizzare semi approvati dall’Unione Europea. Gli orticelli che non hanno utilizzato questi semi, come riporta l’associazione Libre, rischiano di diventare illegali e rischiare quindi severe condanne.

Questo sembra essere un regalo delle multinazionali dei semi, che potranno così avere il monopolio assoluto. Ma, come spiega Ben Gabel del “Real Seed Catalogue”, questa mossa “uccide completamente qualsiasi sviluppo degli orti nel giardino di casa in tutta la comunità europea, dato che conservare i semi sarà visto addirittura come un atto criminale”

“Questo è un esempio di burocrazia fuori controllo – continua Gabel -. Tutto quello che produce questa legge è la creazione di una nuova serie di funzionari dell’Ue, pagati per spostare montagne di carte ogni giorno, mentre la stessa legge sta uccidendo la coltura da sementi prodotti da agricoltori nei loro piccoli appezzamenti e interferisce con il loro diritto di contadini a coltivare ciò che vogliono”.
Fonte tratta dal sito .

martedì 1 aprile 2014

PENSATE CHE IL NUOVO REPORT SUL CLIMA SIA SPAVENTOSO? L’APOCALISSE ALIMENTARE È GIÁ ALLE PORTE

 
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Rivolte. Città a secco. Impennata dei prezzi. Fame devastante. Se questo vi sembra allarmismo dgli scienziati, parlate con gli agricoltori
La madre di tutti i report sul clima è così spaventosa che uno dei suoi autori si è dimesso dal Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC) in segno di protesta. "Gli agricoltori non sono stupidi",  ha detto la scorsa settimana l'economista della Sussex University Richard Tol, mentre centinaia di ricercatori si sono ritirati a Yokohama, in Giappone, per elaborare il testo finale di un documento che lui ha definito "allarmista" quando tratta delle tante minacce del riscaldamento globale. La gente che coltiva il nostro cibo troveranno il modo di adattarsi, ha detto l’isolato scienziato del clima alla più importante riunione sulla scienza del clima degli ultimi sette anni.


 Ma cambiare non è facile, soprattutto quando non si parla della tettonica terrestre. Il testo finale è arrivato oggi, e le le più allarmanti proiezioni del report dell’IPCC chiariscono ciò che avevano ipotizzato tanti altri studi: il futuro dell'agricoltura - della fame nel mondo, della vostro conto dal droghiere – è fottuto. O, come ha detto il Segretario Generale dell’ONU Ban-Ki Moon in modo un po’ più educato all'inaugurazione dei primi incontri per il report dell’IPCC nello scorso settembre: "Il caldo si fa sentire. Dobbiamo agire."
I ghiacciai continueranno a ridursi in Himalaya, secondo l'IPCC, impattando seriamente la disponibilità di acqua per l'agricoltura in vaste aree dell'Asia meridionale e della Cina. Il cambiamento climatico potrebbe danneggiare le colture sensibili al calore come il grano e il mais, e avere un impatto minore sulla produzione di riso e soia. I prezzi per i raccolti essenziali saliranno nel mercato globale. La fame aumenterà in gran parte dell'Asia e dell'Africa. "Nessuno su questo pianeta sarà immune dagli effetti del cambiamento climatico", ha previsto il capo dell'IPCC Rajendra Pachauri alla conferenza stampa della mattina.
Il nuovo rapporto dice che tutte queste cose pessime accadranno nei prossimi decenni, mentre il cambiamento climatico si rafforza. Ma, come ho potuto verificare nell’Africa orientale il mese scorso, questo futuro è già il presente per tanti agricoltori di tutto il mondo. In Tanzania le piogge stagionali biannuali. da cui dipendono tanti produttori, non arrivano mai al tempo giusto, e sono sporadiche, alternando acquazzoni torrenziali a periodi di siccità prolungate. I picchi di calore stanno facendo appassire le colture di mais, mentre i pozzi e i corsi d'acqua si stanno sempre più prosciugando.
La zona in cui le fattorie di Dephath Omondi nel sud del Kenya sembrano lussureggianti, con i campi di mais color smeraldo delimitati dalle alte acacie. Ma lui mi dice che l’apparenza inganna.
Venticinque anni fa, qui il tempo era prevedibile: le lunghe piogge iniziavano a metà marzo fino a maggio, poi le brevi piogge iniziavano a fine agosto, o ai primi di settembre. Negli ultimi dieci anni queste precipitazione non sono mai arrivate in tempo. Abbiamo avuto inondazioni, e poi settimane e settimane senza pioggia. Gli agricoltori sono confusi su quando e cosa piantare. È una cosa davvero preoccupante.
Sconvolgimenti simili sono già una sfida per gli agricoltori di tutto il mondo. Nel delta del Mekong in Vietnam, le popolazioni rurali stanno perdendo i terreni perché le acque salate del mare stanno salinizzando troppo i fiumi per poter crescere il riso. In Nicaragua l'aumento delle temperature sta diffondendo "il fungo della ruggine del caffè”, una malattia che sta uccidendo migliaia di alberi e che potrebbe rendere inutilizzabile l'80% delle aree per la coltivazione del caffè da qui al 2050. E nelle Filippine centrali gli agricoltori di cocco stanno lottando per riprendersi dal tifone novembrino Haiyan, che ha gravemente danneggiato o divelto circa 33 milioni di alberi.
Così come non ci sono atei in trincea, ci sono pochi scettici del cambiamento climatico tra coloro che coltivano il cibo del mondo, se non nessuno. Gli agricoltori non devono leggersi i resoconti delle Nazioni Unite per sapere quanto radicalmente sta cambiando il loro clima. E i consumatori non hanno bisogno di studi accademici o di prove provate per sapere che i prezzi degli alimenti sono in costante aumento.
Ma forse potrebbe essere utile sapere che un report pubblicato dall’Institute of Development Studies nel Regno Unito prevede uno spaventoso aumento dal 20% al 60% dei prezzi degli alimenti per il 2050, a seconda del tipo di cibo, principalmente per la diminuzione della resa dovuta al cambiamento climatico. E se pensate che la cosa sarà dolorosa, il mondo intero potrebbe dover affrontare uno shock ancora più grave: l’IPCC prevede che un aumento di a 2,5°C nelle temperature globali costerà all’economia globale fino al 2% della sua produzione, con una stima di 1,4 trilioni di dollari all’anno.
E potreste anche voler sapere che un report pubblicato la scorsa settimana dal gruppo Oxfam ci avverte che il riscaldamento globale potrebbe far posticipare la lotta contro la fame nel mondo per decenni, mettendo a rischio la vita di altri 50 milioni di persone. Il mondo "è assolutamente impreparato" per l’impatto sul cibo, ha detto Oxfam. Più del 75% della varietà dei semi in tutto il modo è scomparso nell’ultimo secolo, e la spesa di ricerca e sviluppo per l’agricoltura è ai minimi storici.
Lester Brown, il controverso fondatore dell’Earth Policy Institute, afferma che ci troviamo di fronte un incombente "crisi alimentare", non solo a causa del cambiamento climatico, ma anche per le sempre maggiori scarsità d'acqua e per la conversione di terreni agricoli verso usi non alimentari. Le grandi quantità di terreno utilizzate per la produzione di biocarburanti e di grano per nutrire il bestiame stanno riducendo i raccolti dei cereali di base, di cui le persone hanno bisogno per sopravvivere.
Ma non ci sbagliamo: le tensioni più forti per il nostro approvvigionamento alimentare verranno dal cambiamento climatico. "Il sistema agricolo odierno è stato progettato per massimizzare la produzione all'interno del sistema climatico che è esistito negli ultimi mille anni", ha detto Brown all’Harvard Crimson: "Ora, improvvisamente, non sappiamo cosa succederà esattamente nel futuro. Sappiamo che abbiamo bisogno di frenare il prima possibile."
Tol, il ricercatore che ha lasciato l'IPCC in segno di protesta, ha detto che i contadini "si adatteranno". Ma è come aspettarsi che gli scoiattoli si adattino a un incendio boschivo. Come potrà Amani Peter, un giovane agricoltore che ho incontrato in Tanzania, adattarsi se il suo pozzo si prosciuga? Come farà a adattarsi al mais che appassisce, quando le piogge si fermano un mese in anticipo, come hanno fatto lo scorso anno? E cosa faranno i nove agricoltori su dieci della Cina occidentale che non hanno un’assicurazione sui raccolti quando i raccolti di grano cominceranno a mancare? Anche l’agricoltore più brillante potrebbe non farcela.
Sono cattive notizie, e sono parecchie. Quella buona? Che ci saranno anche i vincitori nella roulette globale del cambiamento climatico. I rendimenti per alcune colture che amano il caldo sono in aumento negli Stati Uniti e in Canada, anche se l’agricoltura sta già soffrendo per i raccolti rinsecchiti nel sud-ovest degli Stati Uniti e per una siccità estrema in California.
E l'IPCC ha invitato i politici a prepararsi, da subito: "Gli adattamenti del cambiamento climatico non sono un bizzarro ordine del giorno che non è mai stato provato", ha detto Chris Field, co-presidente di uno dei gruppi di lavoro. Ricordate il costo annuale di 1,4 trilioni di dollari del cambiamento climatico? Se una piccola frazione di questa somma venisse spesa per la ricerca sull’agricoltura locale, sarebbe di grande aiuto. Gli agricoltori hanno bisogno di nuove varietà di semi, resistenti al calore, che tollerino le frequenti siccità. Hanno bisogno di programmi di sensibilizzazione per la loro formazione nelle tecniche di coltivazione più all’avanguardia. E, naturalmente, dobbiamo smettere di vomitare sempre più CO2 nell'aria. Proprio mentre suona l'allarme.
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