giovedì 29 maggio 2014

SIERRA LEONE: LA PRIMA EPIDEMIA DI EBOLA FA 5 MORTI


Ebola virus virion (Image from wikipedia.org) 

5 i morti in Sierra Leone allo scoppio della prima epidemia del virus Ebola, secondo l' OMS Così il numero delle morti per Ebola in Africa occidentale raggiunge quota 190, nonostante alcuni ufficiali regionali dicano che è tutto sotto controllo 
"Posso affermare categoricamente che la malattia Ebola si è materializzata," ha detto il funzionario del ministero della salute  Amara Jambai.

Molti casi sospetti di Ebola, una febbre emoraggica con un tasso di mortalità del 90 percento, sono stati d'apprima registrati in Sierra Leone, ma risultarono negativi .

L'OMS hamesso sul campo 6 esperti internazionali nell'area, con forniture essenziali e reagenti. L'osservatorio della salute tuttavia ha notato che non raccomanda restrizioni di viaggi o di scambi d'affari verso la Sierra Leone.


190 le morti ad ora registrate in Africa Occidentale, incluse Guinea e Liberia e questo dall'inizio dell'anno



Health workers walk in an isolation center for people infected with Ebola at Donka Hospital in Conakry on April 14, 2014 (AFP Photo)
Health workers walk in an isolation center for people infected with Ebola at Donka Hospital in Conakry on April 14, 2014 (AFP Photo)

L'epidemia dell'africa occidentale è scoppiata nel febbraio scorso in un angolo remoto della Guinea e si è diffuso nella capitale Conakry, abitata da 2 milioni di persone.In Guinea si sono registrati un totale di 258 casi clinici da quando è stata identificata l'epidemia come Ebola.

Ebola è sttao piu' comunemente trovato  nell'Africa centrale  inclusa la Rep Democratica del Congo  e il Gabon e in Uganda Sudan del Sud, tuttavia la più recente ricercamostra che non è stato introdotto da questa rgione e percio' indica che si tratta di un nuovo ceppo di virus.

Non c'è cura o vaccinazione per Ebola, poichè è una delle malattie piu' virulente al mondo.L'infezione viene trasmessa per contatto diretto  con il sangue, con i fluidi del corpo o tessuti di animali infetti o di persone.

Fonte tratta dal sito .

lunedì 26 maggio 2014

Scie chimiche: smantellano Haarp… hanno già di meglio!

billederhaarp-hole-in-sky2
La notizia che l’Aviazione Americana si prepara a smantellare Haarp entro l’estate prossima, è stata data dall’Anchorage Daily News, un quotidiano on-line attivo in Alaska, il 14 maggio scorso.
“FAIRBANKS — The U.S. Air Force gave official notice to Congress Wednesday that it intends to dismantle the $300 million High Frequency Active Auroral Research Program in Gakona this summer.” Ossia: “Fairbanks — L’Aviazione degli Stati Uniti ha dato notizia ufficiale al Congresso mercoledì che intende smantellare il programma da 300 milioni di dollariHigh Frequency Active Auroral Research Program (Haarp) a Gakona quest’estate.” Così inizia l’articolo che ci mette al corrente della vicenda.
Il quotidiano ci informa anche che lo shutdown di Haarp, inizierà dopo un ultimo esperimento che si terrà verso la metà di giugno. In realtà l’ADN, non fa altro che informarci di un’audizione tenutasi presso il Senato americano, durante la quale, è stata particolarmente significativa una risposta data da David Walker, vice Segretario della Air Force per la scienza, la tecnologia e l’ingegneria.
Questi, rispondendo alle domande della senatrice Lisa Murkowski, ha testualmente affermato: “We’re moving on to other ways of managing the ionosphere, which the HAARP was really designed to do, to inject energy into the ionosphere to be able to actually control it. But that work has been completed.” Ossia: “Ci stiamo muovendo verso altri modi di gestione della ionosfera, cosa per cui HAARP è precisamente progettato, immettere energia nella ionosfera per poterla realmente controllare. Ma questo lavoro è già stato completato.”
Considerando che, anche in Italia, c’è un gran dispendio di energie e risorse, per tentare di dimostrare che le scie chimiche non esistono e che la geoingegneria è solo un probabile, futuro progetto, secondo sedicenti scienziati nostrani,bisogna dire che questa semplice frase dice molto di più di qualsiasi cazzata il Cicap possa inventare, pubblicandola magari anche su Le Scienze.
Capite? La U.S. Air Force è già oltre Haarp. Per un quarto di secolo si sono divertiti, con questi mezzi, a iniettare energia nella ionosfera, per poterla controllare, ma ormai la controllano già. Il lavoro è già stato completato!! Hanno fatto la malora già con quello che avevano, ma adesso hanno ben altro. Complimenti!
E noi possiamo stare tranquilli, perché tanto le scie chimiche non esistono e la geoingegneria non è applicata. Certo che devono pensare che siamo proprio stupidi, e magari hanno anche ragione, visto che in pratica ci dicono che loro controllano l’atmosfera, che vuol dire che ne fanno quello che vogliono, ma al tempo stesso ci raccontano che noi che denunciamo questo fenomeno diciamo bufale. Mah… e c’è chi ci crede.
Non credo che personalmente starò più tranquillo, anche perché osservo il cielo da tanti anni, ed è peggiorato progressivamente, per arrivare al delirio quotidiano. Ormai non passa giorno che non ci porti la sua massiccia irrorazione. Inoltre, in tutti questi anni, ho fatto ormai eseguire un numero sufficiente di analisi di tutto quello che ci è ricaduto, e ricade, continuamente sulla testa, per poter credere alle menzogne che, personaggi compiacenti,rinnegati della scienzagiornalisti e politici senza scrupoli ci raccontano, coperti dal segreto militare. Stiamo respirando un sacco di schifezze!
Stanno modificando il clima, usandolo come arma, stanno modificando geneticamente il pianeta e gli esseri che lo popolano, stanno manipolando le coscienze umane, con l’intenzione di ridurci ad appendici di un processo produttivo governato da oscuri interessi. Ma chi sono? Che cosa vogliono? Ma soprattutto: perché non ce ne liberiamo e restituiamo il mondo alla sua naturalezza?
Per farlo dobbiamo essere una maggioranza consapevole, in grado di far inceppare questo meccanismo perversoche chiamano sviluppo, e dobbiamo fare tutto questo pacificamente, nonostante i nostri carnefici usino qualsiasi forma di violenza nei confronti delle popolazioni mondiali, ma è ora, il mondo ha bisogno di amore e altruismo, perché l’odio e l’egoismo lo stanno distruggendo.
Fonte tratta dal sito .

sabato 24 maggio 2014

GRILLO COMIZIO INTEGRALE 23 MAGGIO 2014 PIAZZA SAN GIOVANNI IN DIRETTA ROMA

giovedì 22 maggio 2014

L'AUTOMOBILE ? E' MORTA


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Nella foto sopra si vedono solo alcune migliaia su decina di migliaia di auto non vendute, a Sheerness, Regno Unito. Prova a cercare su Google maps, Sheerness, Regno Unito. Guarda verso la costa orientale, tra il fiume Tamigi e il Medway, a sinistra della A249.
Esistono centinaia di posti come questo nel mondo e la pila di auto parcheggiate non fa che crescere di giorno in giorno.
Houston, abbiamo un problema! Nessuno sta comprando macchine nuove! Beh, qualcuno ancora sì, ma non nella stessa misura di un tempo. Milioni di auto nuove non vendute rimangono parcheggiate da qualche parte nel mondo. Lì, ferme, deteriorandosi lentamente senza ricevere alcuna manutenzione.


Sotto, l’immagine di un parcheggio immenso a Swindow, Regno unito, con migliaia di migliaia di macchine invendute e nessun acquirente in vista! I produttori sono costretti ad acquistare sempre più terreno per parcheggiare le auto fuori dalla linea di produzione.
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Anche questo è uno degli effetti della recessione economica che continua ad asserragliare il mondo. Le file di auto si fanno sempre più vaste e ogni anno i produttori non fanno che comprare acri e acri di terreno dove parcheggiarle.
Nota: le immagini che stiamo mostrando rappresentano sola una piccola proporzione. La vastità del problema è impressionante, pensa a quante case automobilistiche esistano sul pianeta, e quanti parcheggi come questo ognuno di essa abbia. Difficile immaginarlo, eppure queste immagine non sono state editate al computer. La parte peggiore è che il numero di auto non vendute aumenta di giorno in giorno.
È come un’epidemia che si estende a macchia d’olio e a meno che non vegano acquirenti dallo spazio, questi immensi parcheggi si vedono pure da lì, la questione non verrà risolta nel futuro immediato.
Sotto è mostrato uno squarcio delle 57.000 (in crescita) auto che attendono di essere consegnate ad un acquirente a Port of Baltimore, Maryland, USA. Dai un’occhiata su Google Mappe, cerca un parcheggio infinito a sud della Broening Hwy. Non passa inosservato!
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Una soluzione per liberarsene, hai certamente pensato, potrebbe essere svalutare il loro prezzo. Semplice, eppure le case automobilistiche non rinunceranno neppure al centesimo del loro prezzo iniziale.
Sotto è mostrata un’immagine di una pista di test della Nissan a Sunderland, Regno Unito. La pista non viene più usata per i test. La ragione? Nissan ha scelto di parcheggiarvi le sue auto non vendute.
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E la pista non basta a contenerle tutte. Nissan ha di fatti acquisito i terreni adiacenti alla pista e alla sua fabbrica. Un enorme lotto di auto è ben visibile da Google Mappe, e non è il parcheggio riservato ai dipendenti!
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Nessuna delle immagini che stiamo mostrando su questa pagina sono foto aeree di semplici parcheggi di centri commerciali, cinema multiplex, stadi, ecc.. ma solo spiane immense di automobili nuove fiammanti rimaste invendute.
L’industria automobilistica non può certo smettere di produrre nuovi modelli: centinaia di fabbriche verrebbero chiuse e decine di migliaia di loro dipendenti si ritroverebbero dall’oggi al domani senza lavoro e avrebbe terribili ripercussioni sul già fragile equilibrio economico mondiale. Ma oltre alle fabbriche dove le auto vengono assemblate, che succederebbe all’intera industria metallurgica che produce buona parte dei componenti delle auto? Gli effetti sarebbero catastrofici.
Sotto è mostrata una piccola area di un parcheggio gigantesco in Spagna, dove decina di migliaia di automobili sono immobili a prendere il sole tutto il giorno.
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Altre migliaia sono accatastate al porto di Valencia, sempre in Spagna. Sono auto che aspettano di essere esportate e altre che sono state importate ma ancora senza acquirenti.
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Decina di migliaia di veicoli vengono ancora prodotti ogni settimana ma appena una piccola parte viene venduta.
Qui sotto un’altra immagina di migliaia di macchine non vendute parcheggiate su una pista d’atterraggio vicino San Pietroburgo, Russia. Sono state importate dall’Europa e adesso parcheggiate e lasciate ad arrugginire. A causa di ciò, l’aeroporto non può più usare quella pista per il suo scopo originale.
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Il ciclo “compro, uso, compro, uso” è stato ormai spezzato. Oggi il consumatore cerca di sfruttare il più a lungo possibile il suo acquisto. Sotto, altre migliaia di auto invendute parcheggiate in una pista d’atterraggio in disuso a Upper Heyford, Bicester, Oxfordshire. Hanno letteralmente esaurito lo spazio dove parcheggiarle.
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Un’altra decina di macchine sono parcheggiate al Royal Portbury Docks, Avonmouth, vicino Bistrol, Regno Unito. Se si fa un zoom sulla zona con Google Maps, non si vedrà altro che macchine invendute per centinaia di metri. Praticamente ogni singolo spazio della zona è stato occupato da un’autovettura.
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Fai un zoom indietro sotto la stessa area, in Avonmouth. Ogni spazio grigio che si vede sono lotti di macchine non vendute. Qualcuno vuol provare ad indovinare quante siano?
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Viene stimato che nel mondo esistano circa 10 miliardi di auto, praticamente più della stessa popolazione mondiale.
Sotto un altro migliaio di auto parcheggiate, stavolta della Citroen a Corby, Northamptonshire, Inghilterra. E ogni giorno ne arrivano delle altre dalla Francia senza una successiva destinazione.

Ricordiamo che si tratta di macchine nuove di fabbrica, con i contatori che segnano forse appena il tratto di strada dalle fabbriche a queste rimesse. Questa immagine da Google Mappe è proprio del maggio 2014, nei pressi di Corby, Northamptonshire.
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Fabbricare nuove macchine va contro ogni logica, logistica ed economia ma la produzione continua, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana…
Sotto è mostrata un’altra immagine recente (Aprile 2014) del porto di Civitavecchia. Ognuno di quei puntini è una Peugeot nuova di fabbrica che ogni giorno raccoglie polvere e magari un po’ di brezza marina.
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Sotto ancora, tutte carine e sbrilluccicose, rosse, bianche, nere, argento, viola, blu, insomma auto nuove fiammanti di tutti i colori dell’arcobaleno. Fanno un bel mosaico. Magari è questa la fine che faranno: arte urbana surreale dell’era della produzione meccanizzata.
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L’economia avverte chiaramente che queste auto rimarranno invendute. Ma per quanto durerà questo ciclo? Dove verranno parcheggiate se a momenti non abbiamo più spazio neppure in strada per guidarle?
Sotto, ancora il porto di Valencia, in una suggestiva composizione di colori.
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I tempi in cui una famiglia avrebbe potuto acquistare una nuova auto ogni paio di anni, adesso sono andati.
Il risultato sono immagini come quelle proposte.
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Potremmo dire che queste macchine sono lasciate ad arrugginire. E più passano i giorni trascorsi in delle rimesse meno saranno le chance che verranno acquistate. Dopo mesi e mesi sotto qualsiasi condizioni climatica queste auto andranno in detrimento.
Nell’immagine sotto le automobili coprono l’intero orizzonte. Che svenderle sia l’unica soluzione radicale? Chissà se presto non inizino a regalarle con le confezioni dei cereali.
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Quando un’automobile è lasciata inattiva, l’olio presente nelle parti interne del motore si deposita lentamente sul fondo della coppa dell’olio, iniziando un processo corrosivo che potrebbe danneggiare il motore stesso.
La corrosione a freddo, per esempio, avviene quando la condensazione fa estendere i cilindri e si inizia a formare la ruggine al loro interno. Il motore a quel punto s’ingolferà e avrà bisogna di assistenza meccanica per ripartire. Anche i pneumatici inizieranno a perdere aria e la batteria si sarà scaricata. La lista potrebbe continuare ancora.
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Maggiore è il tempo trascorso in rimessa peggiori saranno le conseguenze. Ma allora qual è la soluzione al problema?
Le case automobilistiche continuano a produrre nuovi modelli con le ultime tecnologie a bordo. Accade quindi che il consumatore finale preferisca comprare l’ultimo modello e non quello dell’anno precedente. Per i vecchi modelli a questo punto le alternative restano poche: essere smantellate e rottamate, riciclando le sue parti meccaniche.ed.
Alcuni marchi hanno già spostato la produzione in Cina, General Motors e Cadillac né sono un esempio tra i tanti. Le macchine qui prodotte vengono poi caricate in containers e scaricati nei porti di tutto il mondo. Gli USA, per favorire la produzione interna, ne ha limitato l’importazione. La conseguenza immediata è che centinaia di migliaia di automobili americane nuove di fabbrica si trovano ora parcheggiate in China. Nessuno in Cina può permettersi di acquistarle e bisognerà attendere che l’economia mondiale migliori perché queste automobili vengano vendute… e potrebbe richiedere diverse generazioni.
Fonte tratta dal sito

mercoledì 21 maggio 2014

METODO DI BELLA: COMUNICATO DI GIUSEPPE DI BELLA

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È iniziata una campagna mediatica del regime di diffamazione, delegittimazione, disinformazione sul metodo Di Bella che anticipa il totale blocco e divieto.
In questa aggressione mediatica non abbiamo trovato un solo organo di informazione "ufficiale" né politico che abbia preso le difese del MDB, malgrado le evidenze scientifiche e le sentenze di merito basate su perizie giurate che certificano la remissione di tumori con MDB dopo il fallimento delle "cure di provata efficacia".
La diffamazione del MDB sta assumendo proporzioni tali da costituire un'indiretta e indebita interferenza e pressione di magistrati chiamati a valutare i ricorsi dei pazienti in cura con MDB e sui consiglieri regionali della Sicilia che stanno discutendo l'erogazione del MDB. Le USL hanno cominciato regolarmente a fare opposizione a sentenze di casi in cui è documentata in forma inequivocabile e completa la remissione con MDB, dopo il fallimento della chemio, questo in base alle conclusioni della PSEUDO sperimentazione del 1998....... Nessuna terapia è stata osteggiata, odiata, diffamata, e censurata come il MDB, che ebbe l'onore di decreti legge per vietare l' uso di componenti essenziali.

Nessuna terapia è stata oggetto di anatemi, scomuniche, comunicati stampa sprezzanti e intimidatori, ministeriali e di associazioni mediche e delle maggiori istituzioni sanitarie. Nessuna terapia ha avuto sanzioni, richiami, ammonizioni di ordini medici, (quasi nessun medico MDB a partire da mio padre e dal sottoscritto ne è stato esente).
Questo metodo insidia il fatturato delle multinazionali, costituisce un'inaccettabile mancanza di rispetto verso i grandi benefattori dell'umanità, i soloni della medicina, i KOLS (Key Opinion Leaders) che con tanto impegno e soldi, le multinazionali impongono ossessivamente alla pubblica opinione.
Il rifiuto delle Linee guida e dei prontuari che zelanti commissioni ministeriali di nomina politica impongono, è visto come insubordinazione, un sacrilegio, un delitto, di lesa maestà verso le immacolate, sacre vestali della medicina. In assenza di una mobilitazione, di una presa di coscienza da parte di chi non è disposto a sottostare a terapie coercitive, la fine della libertà di cura è imminente. Tranne qualche rara eccezione, pochi si sono veramente e realmente attivati, in pratica ci hanno lasciati soli a combattere questa battaglia.
Giuseppe Di Bella
Il sito del dottor Di Bella
Fonte tratta da sito

lunedì 19 maggio 2014

GEOPOLITICA DEGLI ALIMENTI BIOLOGICI: RUSSIA, CINA E FRANCIA METTONO AL BANDO GLI OGM


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L'emittente Russa RT ha riportato in un articolo intitolato “Russia will not import GMO products – PM Medvedev", che il primo ministro del paese Dmitry Medvedev, ha annunciato che "la Russia non importerà prodotti OGM", aggiungendo che "la nazione ha abbastanza spazio e risorse per produrre cibo biologico." L'articolo citava il primo ministro della Russia, che ha dichiarato espressamente, "se gli americani amano mangiare prodotti OGM,  allora lasciamoglieli mangiare a loro. Noi non abbiamo bisogno di farlo; abbiamo abbastanza spazio e le possibilità per produrre alimenti biologici”.

L'articolo sosteneva inoltre che in Russia i prodotti contenenti più dello 0,9% di ingredienti geneticamente modificati devono essere etichettati, al contrario delle leggi degli Stati Uniti, in cui non è richiesta alcuna etichettatura per i prodotti geneticamente modificati, nonostante la continua e crescente opposizione dell'opinione pubblica a questa pratica.


La posizione della Russia contro gli OGM viene rispecchiata anche altrove, sia in Francia, dove proprio recentemente il mais OGM della Monsanto è stato vietato, che in Cina, dove è stata dichiarata illegale l'importazione di mais OGM.La reazioni negative contro gli OGM sono sempre più diffuse a causa di ben fondati timori per la salute e per l'ambiente condivisi da popolazioni sempre più informate. Ma l'impulso della spinta contro gli OGM in nazioni come Russia e Cina, ha anche una dimensione geopolitica.

Un esercito marcia sul suo stomaco (proverbio attribuito a Napoleone o a Federico il Grande n.d.t)

La biotecnologia da cui gli organismi geneticamente modificati derivano, è attualmente monopolizzata da una manciata di potenti multinazionali concentrate in Occidente. Questo monopolio costituisce (in parte) il fondamento del potere egemonico occidentale. Come si è visto in Afghanistan, i monopoli delle grandi industrie delle tecnologie legate all'agricultura come la Monsanto hanno giocato un ruolo fondamentale nel tentativo di colonizzazione aziendale dello Stato dell'Asia meridionale. Gli interessi delle multinazionali e la tecnologia, unitamente alle organizzazioni umanitarie occidentali, sostenute dalla forza militare della NATO, hanno contribuito a trasformare il paesaggio agricolo dell'Afghanistan attraverso l'avvelenamento sistematico delle colture tradizionali e la loro sostituzione con la soia geneticamente modificata (una coltura precedentemente estranea al settore agricolo afgano e alla sua cucina). Le radici che la Monsanto ha affondato in Afghanistan saranno profonde e durature. Gli agricoltori che dipendono dalla soia geneticamente modificata brevettata, saranno dipendenti dalla Monsanto e da altri giganti occidentali del biotech e della grande industria delle tecnologie agricole a tempo indeterminato, e, a loro volta, così sarà anche per le persone che dipendono da quegli agricoltori per il sostentamento quotidiano. La stessa sovranità dell'Afghanistan come nazione indipendente è stata minata al livello più essenziale e fondamentale, cioè quello della sicurezza alimentare, che ora si trova in mani straniere.

E 'chiaro quindi che le nazioni come la Russia, la Cina e altre, stanno rispondendo non solo alle crescenti preoccupazioni tra le proprie popolazioni per quanto riguarda la sicurezza e l'impatto ambientale dei prodotti OGM, ma anche alla minaccia che questa tecnologia monopolizzata pone riguardo l'approvvigionamento di generi alimentari di ciascun paese e, di conseguenza, alla loro sovranità.
Le recenti sanzioni rivolte alla Russia nel tentativo dell'Occidente di cementare un cambiamento di regime nella vicina Ucraina, illustrano perfettamente quanto potenzialmente dannosa possa essere la assoluta dipendenza dalle grandi industrie delle tecnologie agricole occidentali. Se l' agricoltura russa fosse stata più dipendente dagli OGM occidentali, e se le sanzioni dell'Occidente fossero state erogate ad ampio spettro o in maniera più generale come accade contro le nazioni come l'Iran, la potenziale sopravvivenza della popolazione Russa sarebbe potuta essere messa a repentaglio, e l'instabilità politica sostenuta dall' estero in grado di minacciare Mosca, si sarebbe raggiunta  facilmente.

Ogni nazione un castello

Le sanzioni contro l'Iran hanno costretto il paese a diventare autosufficiente in una vasta gamma di attività socioeconomiche tra cui la produzione alimentare, la ricerca e lo sviluppo tecnologico, e lo sviluppo di armi. Malgrado le sanzioni che l'Occidente rivolge all'Iran siano progettate per agire come una forma moderna di assedio praticato a livello nazionale per indebolire il paese  contribuendo infine al suo crollo, queste hanno reso l'Iran più forte.

L'Iran è diventato un proverbiale "castello", resistendo all'assedio rompendolo in alcuni punti, e indebolendolo tramite una attività economica autosufficiente all'interno dei suoi confini in altre aree. Nazioni come la Russia e la Cina, direttamente affrontate da un Occidente che prova apertamente a circondarle sia con alleanze stipulate che con specifiche strategie (la NATO e il "perno verso l'Asia", nell'ordine), devono garantirsi altresì l'indipendenza e l'autosufficienza attraverso una vasta gamma di attività socioeconomiche, con necessità fondamentali come la sicurezza degli alimenti, a cui viene data la priorità.

L'agricoltura biologica, incrementata dall'uso delle moderne tecnologie, come suggerito dal premier Medvedev, ha il potere di garantire la sicurezza alimentare per la Russia oggi e anche in futuro. Con la crescente domanda globale di un cibo più salutare senza gli OGM, una politica nazionale predisposta verso il cibo biologico potrebbe diventare un vantaggio economico oltre i confini della Russia. Altre nazioni, comunità, e in effetti le persone di tutto il mondo dovrebbero guardare a questo primo passo fondamentale, garantire il proprio approvvigionamento alimentare, e capire come questa sia la chiave per la sovranità nazionale, locale e individuale, nonchè un mezzo per migliorare le prospettive economiche.

I grandi monopoli agricoli occidentali cercano di infiltrare ed invadere le forniture alimentari nazionali in tutto il mondo, mentre mirano a bloccare le sanzioni alle nazioni che tentano di influenzare o controllare geopoliticamente. Una nazione subordinata ai grandi monopoli agricoli dell'Occidente, se fosse presa di mira da sanzioni o da altri mezzi per minare e rovesciare l'ordine politico esistente, sarebbe particolarmente vulnerabile. Così, passare al cibo biologico non è solo un modo per mantenere la popolazione di una nazione sana e quindi più produttiva, ma anche un mezzo fondamentale per proteggere la sovranità nazionale.

I benefici miopi in termini di profitti dei grandi monopoli agricoli da cui i governi di tutto il mondo potrebbero essere attualmente tentati, potrebbero essere la leva utilizzata dall'Occidente un domani per estirparli quando la loro utilità sarà percepita dall'Occidente come esaurita, e verrà richiesta una nuova direzione . Per le nazioni che credono nei meriti degli OGM, i loro abitanti dovrebbero esigere che tale tecnologia venga sviluppata, attuata, regolamentata e monitorata a livello locale, precludendo la moltitudine di pericoli che la dominazione straniera della loro fornitura alimentare pone a riguardo.

Ulson Gunnar è un analista geopolitico che vive a New York e uno scrittore in particolare per la rivista online New Eastern Outlook
Fonte tratta dal sito  .

domenica 18 maggio 2014

Inghilterra,Ungheria e Polonia paesi senza Euro in forte crescita economica!

VARSAVIA – L’economia polacca ha registrato un’accelerazione della crescita nel primo trimestre del 2014 rispetto ai tre mesi precedenti, secondo una prima stima pubblicata dall’Ufficio statistico nazionale (GUS). Nei primi tre mesi del 2014 il Prodotto interno lordo polacco è aumentato dell’1,1% destagionalizzato rispetto all’ultimo trimestre del 2013, quando era cresciuto dello 0,7%. Rispetto a un anno prima il Pil è aumentato del 3,5%, dal più 2,5% dello stesso periodo
del 2013. Su base grezza l’incremento annuo è del 3,3%, superiore alle attese degli analisti, che puntavano su un più 3,1%. Si tratta del miglior risultato da due anni per l’economia polacca. Il ministero dell’Economia di Varsavia stima che il Pil aumenterà del 3,3% quest’anno, in base alla stima fatta ad aprile che migliora il 3% atteso in precedenza. La Banca centrale punta invece su un più 3,6%. La Polonia è l’unico paese dell’Unione europea non è mai andata in recessione dopo al crisi finanziaria del 2008. Nel 2011, il Pil polacco è cresciuto del 4,5%, per poi rallentare all’1,9% nel 2012 e all’1,6% nel 2013. La Polonia, va sottolineato, ha rifiutato più volte “l’offerta UE” di entrare a far parte della disastrata Zona euro e questo l’ha premiata. Insieme all’Ungheria di Orban e all’Inghilterra, forma un forte gruppo di Stati d’Europa con economie sane e in crescita grazie proprio ad aver rifiutato il boccone avvelenato dell’euro.
Fonte tratta dal sito .

venerdì 16 maggio 2014

I bambini verdi di Woolpit; leggenda urbana o realtà ?



The Green Children di Woolpit, una storia fantastica che potrebbe nascondere molte verità, ed essere legata alla esistenza di vita extraterrestre male interpretata in passato dall'ignoranza e l'incomprensione. Nel XII secolo, durante il caotico regno del re Stefano di Blois, qualcosa di strano è accaduto nel villaggio di Woolpit, Suffolk. Mentre i mietitori lavoravano nei campi durante il periodo del raccolto,due bambini emersero dai pozzi usati per cacciare i lupi. I bambini, un fratello e una sorella, indossavano degli strani abiti colorati ma quello che li rendeva davvero speciali era il colore verde della loro pelle. Secondo i racconti dell'epoca, i bambini avrebbero vagato per i campi perplessi fino a quando non furono scoperti da alcuni mietitori che li portarono in città ove una folla incuriosita si raccolse rapidamente intorno a loro per interrogarli senza che nessuno fosse in grado di comprendere la strana lingua che parlavano.

In seguito, i bambini furono portati al cospetto di Sir Richard de Calne,un proprietario terriero ch godeva di una certa autorità nella zona. Per diversi giorni i bambini rifiutarono ogni sorta di cibo, anche se era evidente che erano affamati. Infine,dopo molti tentativi, furono offerti ai bambini dei piselli crudi che hanno mangiarono in fretta.

Per diversi mesi, i piselli, divenne il loro unico pasto fino a quando non furonoin grado di iniziare a mangiare del pane e altri alimenti. Il ragazzo, che sembrava essere il piu' piccolo dei due, si ammalò e morì prima che fosse passato un anno dal loto arrivo in città. La bambina invece fu piu' fortunata; crebbe forte e trascorse il resto della sua vita in quel luogo. Con il trascorrere del tempo, il colore verde della pelle della bambina svani' assumendo l'aspetto simile a quello delle persone normali. In seguito, la bambina si adatto' alla nuova vita venendo battezzata. Dopo questo evento la sua condotta divenne oscena e licenziosa e per diversi anni presto' i suoi servizi presso la casa di Sir Richard fino a quando sposo' un uomo di nome King Lynn di Norfolk.

Dopo aver imparato l'inglese la bambina comincio' a rispondere alle frequenti domande sulla sua origine le cui risposte erano sempre piuttosto vaghe e non facevano altro che aumentare il mistero sulla sua provenienza. Secondo la versione fornita dalla bambina, ella proveniva da un posto chiamato Terra di San Martin, dove non c'era il sole ma solo un crepuscolo permanente, e dove tutte le persone erano come lei, con la pelle di colore verde. La ragazza fu in grado di fornire le indicazioni esatte del luogo da cui proveniva e della Terra di San Martin, ma da quando si accorse dell'esistenza di un altro paese molto più luminoso al di là di un "grande fiume", preferi' stabilirsi tra gli "umani" che vivevano in superfice, rifiutando di far ritorno al luogo di origine.
Fonte tratta dal sito .

mercoledì 14 maggio 2014

BILDERBERG 2014: CONFERMATO AL MARRIOTT HOTEL DI COPENHAGEN DAL 29 MAGGIO AL 1 GIUGNO SI DECIDERÀ IL DESTINO DELL'ITALIA

La polizia danese ha confermato che il Marriott Hotel a Copenhagen, sarà la sede del meeting Bilderberg 2014. C'erano alcuni dubbi su questa sede, dato che si trova vicino ad una strada molto trafficata, ma ora le autorità hanno confermato che si terrà in questo hotel dal 29 maggio al 1° giugno 2014
Hanno anche sistemato una ampia area davanti all'entrata dell'hotel, per farci stare i manifestanti, anche se la Sede Centrale della polizia è vicina a questa sede... cosi potranno tenere d'occhio da vicino quel che accade... Rispetto allo scorso anno, signifca che i manifestanti si potranno riunire a non piu' di 20 metri dall'hotel e quindi sia loro che i media potranno vedere piu' da vicino l'arrivo dei membri del Bilderberg, rispetto allo scorso anno al Grove Hotel in Watford, Inghilterra. I reporters di Infowars saranno sull'area di Copenhagen per coprire l'evento con riprese live in streaming e aggiornamenti regolari. L'organizzazione degli elitari, che annualmente si incontrano o in EU o in USA o in Canada, comprende alcuni dei pesi massimi piu' potenti dell'industria, delle banche, della politica, delle case reali, dell'accademia e tecnologia. . Nel 2010, l'ex Segretario Generale della NATO e membro Bilderberg, Willy Claes ammise che i partecipanti al Bilderberg hanno il mandato di implementare decisioni politiche che vengono formulate durante il meeting. Lo scorso anno, l'avvocato italiano Alfonso Luigi Marra richiese al Pubblico Ministero di Roma di investigare sulla organizzazione clandestina, per attività criminale, chiedendo altresì se il meeting del 2011 in Svizzera non avesse portato alla elezione di Mario Monti come Primo Ministro dell'Italia. Nel 2009, il presidente del Bilderberg Étienne Davignon persino si vantò del fatto che la moneta unica dell'euro, fosse parto mentale del Bilderberg Group.  
Fonte tratta dal sito .

lunedì 12 maggio 2014

SCIE CHIMICHE: IL 2 GIUGNO 1 MILIONE DI PERSONE AL QUIRINALE



Roma: scie chimiche
Non siamo cavie: osservate il cielo o sarà troppo tardi. Con le esplosioni nucleari hanno fatto impazzire il clima per ingordigia di dominio e bulimia di profitto. La Nato e lo Stato italiano ci stanno avvelenando da 12 anni con irrorazioni chimiche, scaricate a bassa quota da bombardieri privi di segni di riconoscimento che navigano prevalentemente nelle aerovie militari. Non si tratta di Ufo, bensì di pianificazioni criminali del governo degli Stati Uniuti d'America. Esiste una correlazione tra intossicazione di metalli pesanti e malattie neurologiche in aumento vertiginoso. Hanno inquinato aria, acqua e frutti della terra.
Siamo preda di una deriva autoritaria e totalitaria. Il 19 luglio 2001, durante la mattanza statale di pacifici manifestanti a Genova, il primo ministro Silvio Berlusconi e il presidente Bush hanno firmato un trattato segreto sulle sperimentazioni climatiche, violando leggi e normative nazionali e internazionali.
In Italia chi osa parlare dell’aerosolterapia bellica coattiva che ha trasformato i centri abitati in gigantesche camere a gas, viene denigrato e minacciato, come è accaduto in Liguria ai fratelli Marcianò, critici antesignani del fenomeno nello Stivale. Addirittura Matteo Renzi, in tv, alla trasmissione Ballarò della Rai, ha annunciato il trattamento sanitario obbligatorio per gli avvistatori di scie chimiche iscritti al Pd. Si tratta di una minaccia inaudita che deve comportare le istantanee dimissioni dell’attuale primo ministro pro tempore.
Sulla base di una rigorosa analisi della situazione, poiché la magistratura italiana non ha giurisdizione sulle attività belliche della Nato, nonché delle forze armate degli Stati Uniti d’America in Italia, è opportuno arrestare il fenomeno subito con pratiche nonviolente delle masse popolari.
Dal 2003 ad oggi, i vari governi (Berlusconi, Prodi, Berlusconi, Monti, Letta, Renzi) non hanno mai risposto alle interrogazioni parlamentari, e quando in rari casi l' hanno fatto, hanno mentito spudoratamente.
Attualmente, l’unica strada risolutiva da percorrere è una pacifica mobilitazione sociale. Il popolo sovrano sulla base di una consapevolezza critica, se intende sopravvivere e garantire un futuro alle prossime generazioni nonché alla Terra che ci dà la vita, deve obbligare con metodi nonviolenti le istituzioni dello Stato, a partire dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a far sospendere immediatamente tali attività belliche contro l’ignara popolazione e a valutare i danni sull’ambiente e sulle persone.


Il più pericoloso nemico è dentro ognuno di noi: quelli fuori ne sono solo il riflesso, Niente è ineluttabile. Il sistema di potere teme più di qualunque cosa il risveglio individuale della coscienza e la ribellione sociale. Solo uniti si vince per affermare il bene comune.
Noi tutti abbiamo il dovere morale di preservare la vita e le future generazioni. Mai più guerre! Non lasciamoci schiavizzare e sterminare.  SU LA TESTA!
Fonte tratta dal sito .

Programma in sintesi:
incontro a Roma il 2 giugno 2014, alle ore 11 nella piazza del Quirinale, pronti a mettere in atto uno sciopero generale ad oltranza che prevede astensione dal lavoro (per chi ancora ne vanta qualcuno) e sciopero fiscale a livello nazionale. Requisito fondamentale: l’evento potrà essere realizzato efficacemente soltanto se affluiranno almeno 1 milione di persone. Entro il 31 maggio sarà effettuata una conta di adesioni, e se non si raggiungerà il numero di partecipanti utile prefissato, l'evento sarà rimandato ad altra data, evitando eventuali strumentalizzazioni.
 

domenica 11 maggio 2014

UFO Le Prove Eccellenti (Gli indizi della NASA)

giovedì 8 maggio 2014

ARMI SEGRETE PER TERREMOTI E TSUNAMI: ECCO LE PROVE UFFICIALI USA


 

La teoria che il bombardamento della ionosfera con onde ad elevatissima energia possa avere ripercussioni sulla crosta terrestre, l’aveva dedotta già all’inizio del secolo scorso lo scienziato jugoslavo Nikola Tesla, provocando un terremoto a New York.
Basta compulsare la documentazione top secret anglo/americana per toccare con mano la follia disumana dei governanti yankee. What is Project Seal? The Tsunami Bomb Experiments. Provocare un terremoto oppure uno tsunami è possibile. Sono attività militari segrete, provate, collaudate da 70 anni, e sempre più perfezionate. Dalla teoria accademica alla pratica: le scie chimiche servono a schiavizzare definitivamente l'umanità, e a ordire la guerra ambientale non dichiarata. Non dimenticatelo: l'Italia è una colonia. Tradotto a beneficio dei comuni mortali: nello Stivale tricolore si può fare qualunque cosa, avendo a disposizione milioni di cavie gratuite e governi telecomandati dal 1948.

Il primo ottobre del 1968 tre ricercatori - Van Dorn W. G., Le Mehaute B., Hwang Li-San - per conto del Governo degli Stati Uniti d’America hanno pubblicato Final Report : Handbook of Explosion-Generated Water Waves. Volume I - State of the Art. Ecco un estratto: «This report summarizes the state of the art in the field of explosion-generated waves, their generation, propagation and their effects on coastal environments».

Infine negli anni ’80 con il brevetto di Eastlund viene varato High-Frequency Active Auroral Research Program. I riscaldatori ionosferici fissi e mobili ormai disseminati in tutto il globo terrestre consentono di direzionare energia ad alta frequenza verso le zone più alte dell’atmosfera. Le applicazioni di H.A.A.R.P. sono state affidate a US NAVY e US AIR FORCE.   
Esistono linee di frattura e faglie assai evidenti e note sulla superficie terrestre. Ci sono mappe precise che rivelano i punti deboli e vulnerabili, sui quali è facile poter intervenire, come a L’Aquila il 6 aprile 2009, quando gli Alleati con il loro "esperimento di guerra" causarono la morte di ben 309 persone, inclusi i bambini.
Ecco quello che avevo pubblicato in merito l’anno scorso:
L’ulteriore approfondimento si può leggere nel mio libro TERRA MUTA.
Fonte tratta dal sito .
   
 riferimenti:

martedì 6 maggio 2014

Per Herman Van Rompuy le elezioni europee non servono


Herman Van RompuyIl Presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy nel disinteresse degli Europei alle elezioni europee, riconosce l’istinto certo dei cittadini. In una intervista ha detto:
“la vera decisione” avviene altrove e non in parlamento. Una tale aperta diffamazione di una presunta istituzione democratica, indica che la EU nella sua attuale struttura è un meeting-retrobottega autoritario e tale vuole restare.
Il Presidente della EU, il premio Nobel e poeta Herman Van Rompuy cosi ha detto dei suoi ricordi di una serata a Oslo: “Non scordero’ mai come Hollande ha stretto la mano della Merkel e come lei ha fatto un balzo. E’ stato un momento molto emozionante”.
In una intervista al Süddeutschen Zeitung il Presidente del Consiglio d’Europa, Herman Van Rompuy ha gettato uno sguardo esaustivo sul significato che la democrazia oggi svolge nella EU. In breve: nessuno.
Nel gergo tecnocratico Van Rompuys, alla domanda, perché c’è cosi poco interesse in Europa per le votazioni europee, ha detto:
C’è sempre stata scarsa partecipazione alle elezioni europee, dal 1979 ad oggi, ben prima della crisi finanziaria e della euro-crisi. I cittadini non erano cosi interessati perché queste non hanno alcuna influenza sul loro quotidiano”.
Oggi è diverso, contrappone Van Rompuy al SZ:
“Si, l’Europa cambia il nostro quotidiano. E naturalmente il Parlamento europeo svolge un ruolo importante, se non altro da quando c’è il Trattato di Lisbona, ma i cittadini sanno anche che le grandi decisioni non avvengono solo il Parlamento, ma anche altrove”.
Il [quotidiano] SZ, sconvolto perché avrebbe voluto sentire tutt’altro, ovvero che tutti come buoni democratici dovrebbero partecipare alle elezioni europee, chiede quindi: “altrove, ma dove?“
Van Rompuy:
Nel Consiglio d’Europa, sotto i capi di stato e di governo. Al cittadino è molto chiara questa differenza, tra il Parlamento e coloro che veramente decidono”.
(…). Van Rompuy:
Il risultato elettorale dipende da molti altri fattori, dalle sensibilità nazionali che non hanno nulla a che vedere con l’Europa o i candidati di punta”.
(…) Van Rompuy:
“Il Trattato di Lisbona prevede che ci siano trattative. Il Consiglio d’Europa nominerà qualcuno che parla con il Parlamento. Diciamo che io quindi mi confrontero’ con i desideri del Parlamento. Il Trattato prevede anche che ho bisogno di due maggioranze. Una in Parlamento. E, cosa estremamente importante, il Consiglio farà una proposta”.
(…) alla domanda sulla crisi, cosi Van Rompuy definisce la sua visione:
“L’Europa è altro. Ci sono 28 capitali. Alcune sono piu’ importanti di altre. E ci sono le Istituzioni europee. E dipendiamo dai mercati finanziari. All’inizio della crisi abbiamo avuto spesso l’impressione che i mercati fossero anch’essi nello spazio, in cui abbiamo fatto delibere…”
Questo significa che i popoli d’Europa non sono stati in quello spazio in cui i politici, i cui nomi e le cui funzioni i cittadini spesso non conoscono, hanno deciso il destino dei cittadini europei. I mercati, invece, da cui dipende la EU, hanno mostrato una forte presenza.
Il motivo di cio’ sta nel fatto che la EU nella sua forma presente non è altro che un sindacato lobbistico per i complessi partitici che agiscono a livello internazionale.
Il modello del business sta nel fatto di illudere i cittadini di essere loro stessi a decidere del loro destino.
E per fare questo senza lavorare e affaticarsi troppo, si è riunito il cartello dei partiti dell’industria finanziaria. Insieme azionano il motore del debito: i complessi partitici si fanno finanziare i loro debiti dalle banche e per questo i “mercati” sono “nello spazio” se la faccenda si fa dura.
Bisogna lodare Van Rompuy, il burocrate di legno che in Europa non avrebbe mai l’1% dei voti dei cittadini, per saper menare il can per l’aia. Il Parlamento EU non serve alla formazione delle volontà democratiche in Europa. E’ una riserva aggiuntiva delle Spa partitiche perché per esprimere un “desiderio” al Consiglio, non servono 751 funzionari.
Nella logica di Van Rompuys basterebbe infatti che 28 parlamenti delle nazioni avessero un voto non vincolante, come quello del mostruoso Parlamento europeo.
Quindi si risparmierebbe denaro al contribuente europeo che potrebbe darlo per le cose per cui desidererebbe decidere privatamente, senza una tutela statale.
(…) la frase di Herman Van Rompuys: “al cittadino è molto chiara la differenza tra il Parlamento e coloro che veramente decidono”. – è un appello al voto, che non ha bisogno di frivolezza dialettica.
Chi va a votare si rende scimmia, dato che gli viene chiarito prima del voto che il suo voto non vale nulla. Chi non va, rafforza tuttavia la frazione dei tecnocrati nella EU.
Fonte tratta dal sito.

lunedì 5 maggio 2014

Beppe Grillo intervistato da SkyTg24

sabato 3 maggio 2014

È ufficiale: la Russia approva un sistema nazionale di carte di credito


Vladimir Putin credit cardÈ ufficiale, il parlamento russo ha approvato dopo la terza lettura, l’istituzione di un sistema nazionale di carte di credito. Questo evento non è banale, e le conseguenze renderanno molto nervoso il mondo delle imprese, a partire dai sistemi di pagamento negli Stati Uniti, che li priverà del 40% del mercato globale.
RIA Novosti rivela le ragioni delle preoccupazioni sollevate dai leader del sistemo bancario vigente, informazioni riprese timidamente da alcuni media ufficiali come Les Echos, Le Figaro e Le Parisien
MasterCard preoccupata
Il gruppo delle carte di credito MasterCard, fortemente criticato da Mosca per aver bloccato con le sanzioni le operazioni delle banche Rossija e SMP, ha espresso preoccupazione per la decisione della Russia di creare un proprio sistema di pagamento nazionale. “La Russia è un mercato strategicamente importante per MasterCard. In Russia, come nel resto del mondo, lavoriamo in stretta conformità con la legislazione locale. Ecco perché siamo profondamente preoccupati dell’adozione di modifiche alla legge federale sul sistema dei pagamenti nazionale e attualmente studiamo le possibili conseguenze di questi sviluppi per le nostre attività commerciali e quelle dei nostri partner“, leggiamo sul comunicato di MasterCard.
La Duma (camera bassa del parlamento russo) ha adottato dopo la seconda e la terza lettura un disegno di legge che prevede la creazione in Russia di un sistema nazionale di carte di credito (NSPK). Dopo l’annessione della Crimea alla Russia, Stati Uniti ed Unione europea hanno imposto una serie di sanzioni contro politici e uomini d’affari russi, così come contro la banca Rossija e la sua controllata SMP. I gruppi per le carte di credito Visa e MasterCard hanno sospeso senza preavviso i propri servizi di pagamento ai clienti di queste istituzioni finanziarie. Il Presidente Vladimir Putin ha detto che i gruppi Visa e MasterCard potrebbero perdere il mercato russo “cedendo alle pressioni politiche estere“. Secondo alcuni economisti, Visa e MasterCard attualmente forniscono il 90% dei pagamenti effettuati con carte di credito in Russia, secondo RIA Novosti.
Altre informazioni confermano un’implementazione relativamente veloce, spiega Andrej Nesterov, direttore delle comunicazioni aziendali delle carte di pagamento universale: “Il sistema di pagamento PRO 100 è tecnologicamente pronto a fornire prestazioni nazionali nel prossimo futuro. Stimiamo che ci vorranno un paio di mesi con le principali banche russe, che rappresentano oltre il 40 per cento del mercato, già collegate al sistema di pagamento PRO 100…”, secondo Russia Today.
Ciò si aggiunge alle sanzioni energetiche che possono essere imposte dalla Russia all’Unione europea , non ancora verificatesi ma che potrebbero concretizzarsi rapidamente in caso di conflitto, o se nessuno paga il conto ucraino. Inoltre, la nuova alleanza economico-energetica forgiata tra Mosca e la Cina a sua volta abbandona il dollaro . Mosca e Pechino affermano la loro cooperazione per costruire un porto in acque profonde in Crimea , indicando ancora che non hanno nessuna intenzione di cedere alle pressioni politiche dell’occidente, né di sacrificare i propri interessi commerciali per la crisi ucraina. Come se non bastasse, la Russia e l’Iran hanno annunciato negoziati sulle forniture di prodotti russi in cambio di petrolio iraniano L’accordo interessa anche gli Stati Uniti, perché ignora le sanzioni contro Teheran.
Questa è un’opportunità per Putin di ricordare che è in vantaggio nell’attuale equilibrio di potere. A meno di mutamenti, sembra che sia ormai questione di mesi prima che l’aquila stellata si afflosci sul suo trespolo, trascinandosi le economie basate sul dollaro statunitense e senza alternativa. La caduta dell’impero statunitense è stata annunciata molte volte, ma potrebbe avvenire da se con Obama che, come si dice, “ingoia un boccone più grande di quanto possa masticare”, ritorcendoglisi contro le sanzioni brandite contro la Russia. Il mese scorso l’argomento fu già sollevato da un esperto statunitense che espresse preoccupazione su ciò che sta per accadere, annunciando il crollo economico temuto e ripetutamente respinto degli Stati Uniti
Una bomba sui petrodollari
La Russia è in grado di distruggere l’economia degli Stati Uniti, ha detto il famoso trader Jim Sinclair. Noto per l’accuratezza delle sue previsioni, l’economista dice che la forza del dollaro risposa sull’accordo con l’Arabia Saudita, secondo cui i contratti petroliferi devono essere in dollari USA. Mosca è perfettamente in grado di sbarazzare i petrodollari. Adottando le sanzioni contro la Russia ci si “spara sui propri piedi”. Le sanzioni spingeranno Mosca a creare un proprio sistema di pagamenti internazionale e ad adottare altre misure di ritorsione, è convinto Jim Sinclair. I petrodollari sono ora l’unico valuta reale, dice l’esperto, e la Russia potrebbe facilmente abbatterli richiedendo pagamento non in dollari, ma euro o yuan, per le sue forniture di petrolio.
Mosca vuole che la situazione prenda questo corso? L’occidente rischia di escludere la Russia dal sistema di pagamento interbancario SWIFT per punirla per la sua politica in Ucraina. Ma in questo caso di dovrà passare a un’altra valuta, dato che le sanzioni si rivolteranno contro coloro che le adotteranno, è convinto il professor Aleksandr Abramov del Dipartimento Borse della Scuola di Studi Avanzati in Economia.
“Da un punto di vista tecnico è abbastanza facile escludere la Russia dal sistema bloccando gli indirizzi delle banche russe. Ma è uno dei principali sistemi utilizzati dalle banche per i pagamenti internazionali. È improbabile che oggi Stati Uniti o Europa desiderino utilizzare tale misura, perché i sistemi bancari sono intrecciati e se le banche russe non potranno più utilizzare questo sistema, saranno in ritardo nei pagamenti verso i loro partner occidentali. Ciò sarebbe uno shock per il sistema finanziario e di gran lunga un pericolo più grave del pagamento del petrolio in euro. Mi sembra che il settore finanziario stia emergendo dalla crisi, e non abbia alcun interesse a subire questo tipo di shock”.
Il destino dei petrodollari è nelle mani della Russia, che può causare il più grande crollo del Dow Jones della storia. Se ne ha di agitare stelle e strisce, ma la realtà è questa: i russi possono distruggere l’economia statunitense, avverte Jim Sinclair.
Mosca non ha fretta di adottare misure, ma intende rispondere “simmetricamente”. Sulle sanzioni economiche, non saranno efficaci e potranno solo spingere i russi ad agire. Il rifiuto temporaneo dei sistemi Visa e MasterCard nel fornire servizi ad alcune banche mondiali, ha già spinto le autorità russe a decidere d’istituire un sistema di pagamenti russo. I vecchi partner come Siemens, per esempio, dovranno presto concludere nuovi contratti con i russi. Loro non sembrano “spararsi sui piedi”. Fonte La Voce della Russia.
Così sembra che la macchina si avviata e nulla possa fermarla, perché anche una de-escalation della situazione in Ucraina non potrà più invertire il processo di de-americanizzazione economica della superpotenza russa dal grande peso negli equilibri…
Fonte tratta dal sito .