giovedì 9 giugno 2016

Polo Nord: ipotizzato lo sciogliemnto dei ghiacci nel 2017



Cambiamenti climatici al Polo NordAllarme degli scienziati: nel 2017 il ghiaccio del Polo Nord potrebbe sparire e sulla Terra si abbatteranno cataclismi climatici
L’allarme arriva dal Polo Nord. Studiando gli ultimi dati del “National Snow and Ice Data Center”, il professor Peter Wadhams dell’Università di Cambridge si è infatti accorto che la superficie ghiacciata intorno al Polo Nord, si è ridotta a 11,1 milione di chilometri quadrati, mentre la media degli ultimi 30 anni è stata di 12,7 milioni.
Nel giro di un lasso di tempo brevissimo si è sciolta nel nulla un’estensione di ghiaccio pari a cinque volte l’Italia. Un cataclisma che ha portato lo studioso a credere che la catastrofe sia vicina.
A Cambridge il professor Peter Wadhams è docente di Oceanografia fisica ed è il responsabile del Polar Ocean Physics Group. E, dopo anni di studio, ha lanciato una previsione a dir poco allarmante: a settembre o al più tardi all’inizio del 2017, il ghiaccio potrebbe completamente sparire dal Polo Nord.
“La mia previsione – ha detto Wadhams al quotidiano Independent – è che il ghiaccio artico scompaia o si riduca a meno di un milione di chilometri quadrati. In ogni caso è sicuro che quest’anno si stabilirà un record sotto i tre milioni di km quadrati, che sarà battuto di nuovo il prossimo anno”. L’ultima volta che il ghiaccio è sparito dal Polo Nord, sulle montagne siberiane dell’Altai viveva l’uomo di Neanderthal.
Mentre in Russia il ghiaccio non riesce più a formarsi, secondo lo studioso dell’Università di Cambridge, le acque e i fondali del Mar Glaciale Artico si surriscaldano liberando il metano rimasto congelato per millenni.
In un articolo sulla rivista Nature, Wadhams ha spiegato che questi fenomeni incrociati porteranno a un riscaldamento della temperatura globale di 0,6 gradi nel giro di cinque anni.

Gli effetti su tutto il mondo, che non tarderanno certo a farsi sentire, saranno cicloni e tornado molto potenti e fuori stagione, poi ci saranno inondazioni e instabilità di eventi meteo. Non solo. “Il livello dei mari s’innalzerà – spiega Wadhams – e l’acqua dolce immessa negli oceani modificherà il ciclo delle correnti, con conseguenze devastanti.” Insomma uno scenario molto simile al film L’alba del giorno dopo (The Day After Tomorrow).
Fonte tratta dal sito .


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