giovedì 31 marzo 2016

La Russia ha una nuova tecnologia missilistica avanzatissima


Putin_ arsenali belliciGli statunitensi raramente eccellono negli scacchi quanto i russi. L’ultimo grande maestro mondiale di scacchi degli Stati Uniti fu Bobby Fischer all’apice nel 1971. Per lo più, negli ultimi decenni, Washington ha fatto affidamento su un’arrogante forza bruta, forza che le da il diritto d’imporre la sua agenda globalista che Michael Ledeen, un neo-conservatore, una volta chiamò fascismo universale.
Il totale controllo assoluto di persone, nazioni, flussi commerciali, della vita stessa da parte di un cartello corporativista globale. L’ultimo gioco brutale degli USA contro la loro vecchia nemesi, la Russia, è la creazione dello “scudo missilistico” contro la Russia. Nel 2007, George W. Bush annunciò che Washington stava per schierare ciò che definì Ballistic Missile Defense. Fu più o meno l’inizio di una profonda ed fondamentale diffidenza di Russia e Vladimir Putin sull’onestà delle intenzioni di Washington. Ora Mosca, in ciò che sembra una mossa scacchista geniale, svela la risposta a sorpresa. Un breve sguardo alla situazione all’inizio degli anni ’90, su come fu destrutturata l’Unione Sovietica, è utile per capire le dinamiche della politica estera e militare russa di oggi.
Il segretario di Stato James Baker III incontrò l’ultimo leader sovietico, Mikhail Gorbaciov, e gli fece la promessa che, in cambio del permesso dei sovietici di riunire le due Germanie, Washington non avrebbe mai esteso la NATO verso est. In risposta al solenne impegno degli Stati Uniti, l’ex-Unione Sovietica, ora notevolmente ridotta alla Federazione Russa, promise a Washington e NATO che avrebbe smantellato sistematicamente l’arsenale nucleare. A questo scopo, la Duma russa ratificò il trattato START II per la riduzione delle armi nucleari operative. Fu contingente la ratifica di Stati Uniti e Russia, aderenti dal 1972 al trattato antimissili balistici, che vietava lo schieramento dell’attiva difesa antimissile ad entrambe le parti.
‘Usare la mano destra per raggiungere l’orecchio sinistro’
United states s crevision03 Il 13 dicembre 2001 il presidente degli Stati Uniti George W. Bush annunciò, per la costernazione di Mosca, che Washington si ritirava dal trattato antimissili balistici del 1972. Silenziosamente portava avanti un piano coltivato dal segretario della Difesa Don Rumsfeld, la costruzione di un sistema di difesa antimissile balistico statunitense. La maggior parte degli statunitensi fu tenuta all’oscuro dal pericolo creato da Washington con l’abrogazione unilaterale del Trattato. Nel luglio 1998, un periodo in cui le minacce dei missili balistici nucleari verso gli Stati Uniti erano lontane o addirittura inesistenti, Rumsfeld consegnò un rapporto della Commissione per la valutazione delle minacce dei missili balistici per gli Stati Uniti al presidente Bill Clinton.
La relazione della Commissione di Rumsfeld delineò ciò che vedeva come pericolo strategico per gli Stati Uniti: “Gli sforzi concertati da numerose nazioni apertamente o potenzialmente ostili per acquisire missili balistici…sono una minaccia crescente per gli Stati Uniti… di recente, le minacce da Corea democratica, Iran e Iraq si aggiungevano a quelle poste dagli arsenali dei missili balistici di Russia e Cina...”
Nel 2004 Don Rumsfeld attuò il CONPLAN 8022 mettendo i bombardieri a lungo raggio B-52 ed altri dell’US Air Force, in stato di ‘allarme’, come al culmine della guerra fredda. Il comandante dell’8.th Air Force dichiarò che i suoi bombardieri nucleari erano “essenzialmente in allerta per pianificare ed eseguire attacchi globali“, per conto del Comando Strategico degli Stati Uniti o STRATCOM, con sede a Omaha, Nebraska. CONPLAN 8022 incluse non solo armi nucleari e convenzionali a lungo raggio lanciate dagli Stati Uniti, ma anche bombe nucleari e altre schierate in Europa, anche nella base aerea di Buchel in Renania Palatinato, Germania, in Giappone e in altri luoghi. CONPLAN8022 diede agli Stati Uniti ciò che il Pentagono chiamò “Global Strike”, capacità di colpire qualsiasi punto della Terra con una devastante forza nucleare e convenzionale. CONPLAN8022 non fu praticamente dichiarato ai media statunitensi, ma Mosca certamente ne prese atto. Poi, nei primi mesi del 2007, il terzo passo per lo sviluppo del sistema di difesa antimissile balistico statunitense nei Paesi UE fu svelato.
Chiarì alla leadership politica e militare della Russia che Washington sviluppava una strategia a lungo termine per circondare militarmente e cancellare la Federazione Russa con una mortale mossa potenzialmente termonucleare. Ora il campanello d’allarme su una prova di forza potenzialmente nucleare, come nel leggendario film di Kubrick, Il Dottor Stranamore, suonava al Cremlino. Il 29 gennaio 2007, il Generale di Brigata dell’US Army Patrick J. O’Reilly, vicedirettore della Missile Defense Agency del Pentagono, annunciava i piani degli USA per dispiegare un sistema di difesa antimissile balistico in Europa entro il 2011. Il Pentagono sostenne che lo schieramento era volto a proteggere le installazioni USA e NATO contro le minacce dal Medio Oriente, in particolare l’Iran, e non dalla Russia. Nel febbraio 2007, in occasione della Conferenza annuale internazionale sulla sicurezza di Monaco di Baviera, il presidente russo Putin pronunciò un discorso che svelò i veri motivi di Washington per la nuova difesa antimissile in Europa.
Distruggendo le argomentazioni menzognere di Washington di mirare a “Stati canaglia” o Paesi problematici, Iran e Corea democratica, Putin dichiarò: “Armi con gittata di 8000 chilometri che minaccerebbero l’Europa non esistono in alcuno dei cosiddetti Paesi problematici. E nel prossimo futuro… questo… non è nemmeno prevedibile. E qualsiasi ipotetico lancio di, per esempio, un missile nordcoreano sul territorio statunitense attraverso l’Europa occidentale contraddice le leggi della balistica. Come diciamo in Russia, sarebbe come usare la mano destra per raggiungere l’orecchio sinistro”. Nonostante l’insistenza di Washington che la sua nuova Difesa antimissile fosse solo difensiva mirando a “Stati canaglia” come Iran o Corea democratica, in realtà militarmente non lo era per nulla, anzi era un importante vantaggio offensivo di Washington in un futuro scontro militare con Mosca. Il colpo di Stato degli Stati Uniti a Kiev nel febbraio 2014, e la successiva azione ostile di Washington contro la Russia, furono una prova di forza militare molto più di quanto molti comprendono. Nel 2007 Washington iniziò a schierare missili antimissile nucleare in Polonia, Paese della NATO, e avanzati sistemi radar nella Repubblica Ceca, altro membro della NATO. Erano puntanti contro l’unica sofisticata potenza nucleare capace di lanciare un efficace contrattacco nucleare, la Federazione russa. L’arsenale nucleare della Cina non rappresentava allora una minaccia paragonabile.
La BMD è offensiva non difensiva
In un’intervista al Financial Times del 1° gennaio 2006, l’allora ambasciatrice degli USA presso la NATO, ed ex-consigliera di Cheney, Victoria Nuland, la stessa che diresse il colpo di Stato degli Stati Uniti a Kiev nel 2014, riguardo la nuova dottrina del Pentagono del “Global Strike”, dichiarò che gli Stati Uniti volevano un “forza militare dispiegabile globalmente” attiva “in tutto il nostro pianeta”, dall’Africa al Medio Oriente e oltre. Combinando Global Strike con Ballistic Missile Defense (BMD) gli Stati Uniti creavano uno squilibrio allarmante nel rapporto strategico tra Russia e Stati Uniti. Lungi dall’essere “difensiva”, la BMD è estremamente offensiva. Washington faceva sul serio.
I piani sulla “difesa missilistica” emersero negli anni ’80 quando Ronald Reagan propose di schierare sistemi satellitari, stazioni radar e missili intercettori in tutto il mondo, volti a monitorare e abbattere i missili nucleari sovietici prima che colpissero il loro bersagli. Furono soprannominati ‘Star Wars‘ dai critici, ma il Pentagono ufficialmente vi spese più di 130 miliardi di dollari fino al 2002. George W. Bush, a partire dal 2002, aumentò in modo significativo tali spese. Tra il 2002 e il 2014 l’Organizzazione governativa di controllo della contabilità generale stimò che il governo degli Stati Uniti avesse speso altri 98 miliardi per lo sviluppo del sistema di difesa antimissile balistico, escludendo i miliardi dirottati verso la difesa missilistica dai fondi segreti della ‘scatola nera’ del Pentagono.
L’importante è sapere che la difesa missilistica degli Stati Uniti non è affatto difensiva, ma è estremamente offensiva. Se gli Stati Uniti potessero proteggersi in modo efficace da una possibile rappresaglia russa a un primo colpo nucleare dagli USA, la logica della guerra nucleare imporrebbe i dettami degli Stati Uniti a tutto il mondo, non solo alla Russia. Sarebbe la supremazia nucleare. Era il vero senso dell’insolito discorso di Monaco nel 2007 di Putin. Non era paranoico, era crudamente realistico. Il Tenente-Colonnello Robert Bowman, direttore del Programma di Difesa Missilistica dell’US Air Force durante l’era Reagan, in un’intervista telefonica con l’autore, poco prima di morire, definì a difesa missilistica, “l’anello mancante del primo attacco”. Il Pentagono la chiama supremazia nucleare. Qualunque sia il nome, è un male per il mondo e il futuro della civiltà.
La sorpresa della Russia
Ora la Russia ha rivelato la sorpresa, una forma geniale di scacco matto, annunciando la risposta all’espansione dei siti della “difesa” antimissili balistici di Washington oggi esistenti non solo in Polonia e Repubblica Ceca, ma anche Romania e Turchia. Il governo della Russia ha appena annunciato di aver sviluppato una nuova tecnologia missilistica “avanzatissima” che vanifica le centinaia di miliardi di dollari che gli Stati Uniti hanno speso per circondare Russia (e Cina) con installazioni della BMD.
Il nuovo ultra-avanzato ICBM RS-26. L’avanzato missile balistico intercontinentale RS-26 ha una gittata di 11000 km. Per capirsi, Washington DC è a 7843 chilometri da Mosca. Il nuovo RS-26 è anche capace di cambiare di continuo la traiettoria, penetrando anche i più avanzate scudi di difesa antimissile. Secondo un rapporto dei media cinesi, dopo che ai loro capi militari hanno assistito a una dimostrazione, anche se pesa solo 80 tonnellate, rispetto al modello precedente da 120 tonnellate RS-24 Jars, il Rubezh ha una spaventosa potenza da 1,2 megatoni con quattro testate da 300 kiloton.
Inoltre, la fase del lancio dura meno di cinque minuti, il che significa che i radar della NATO in Europa non avranno il tempo di registrarne il lancio. Inoltre, aggiungendo i problemi alla BMD della NATO, durante la fase di discesa della traiettoria, a poche centinaia di chilometri al bersaglio, le testate del missile improvvisamente si tuffano, perdendo quota ed avvicinandosi come un missile da crociera. Ora, sotto questa luce, la recente dichiarazione di Mikhail Uljanov, direttore del Dipartimento per la non proliferazione e il controllo degli armamenti del Ministero degli Esteri russo, riguardo lo schieramento in Europa annunciato dagli Stati Uniti di bombe nucleari B61-12 aggiornate, assume una luce interessante.
Uljanov, senza dire altro, aveva detto in una recente conferenza stampa a Mosca, “la reazione russa al dispiegamento delle nuove bombe statunitense sarà sufficiente, e i suoi parametri saranno decisi con un’analisi approfondita di tutte le circostanze…” Se il recente intervento militare russo in Siria ha dimostrato una cosa al mondo, è la capacità militare russa di oggi ha poco o alcuna somiglianza con quella degli anni ’80, quando i barbari chiamati Mujahidin, armati di missili TOW e sostenuti da CIA, forze speciali e miliardi di dollari degli USA, riuscirono a scacciare l’Armata Rossa dall’Afghanistan. È giunto il momento di porre fine a tali stupidi giochi di guerra, che hanno ossessionato Washington. Sarebbe molto più sano per noi mutare le nostre spade, e bombardieri nucleari, in aratri.
Fonte tratta dal sito .

mercoledì 30 marzo 2016

Marco Masini - Vaffanculo

martedì 29 marzo 2016

UN CHIP PER UNA COMUNICAZIONE ULTRA-SICURA, ALLA PORTATA DI TUTTI


È la scoperta annunciata pochi giorni fa sulla rivista Science da parte di un team di ricercatori diretti da David Moss, direttore del Centro di Micro-Fotonica alla Swinburne University of Technology, e da Roberto Morandotti, dell'Istituto Nazionale per la Ricerca Scientifica di Montreal. 
Il "quantum computing chip" si distingue per la complessità senza precedenti. Il principio alla base è quello dell'entanglement quantistico, per cui due particelle, in questo caso fotoni, che hanno interagito tra loro, continuano ad influenzare i reciproci stati anche dopo essere state separate. 
La struttura del chip implica centinaia di livelli paralleli in cui vengono prodotte simultaneamente coppie di fotoni entangled. Nell'ambito delle telecomunicazioni, questo comporta una sicurezza estremamente elevata. Si prevedono possibili applicazioni nell'informazione quantistica e nell'ambito della microscopia. 
Ma non è tutto: il processo di creazione del "quantum computing chip" è compatibile con quello utilizzato nella comune industria di computer, cosicchè un'ulteriore applicazione di questa sofisticata tecnologia potrebbe essere rappresentata da laptop e smartphone, oggetti di uso quotidiano.
Finalmente una scoperta avanzata di cui potranno beneficiare tutti i comuni mortali. 
Fonte tratta dal sito .

lunedì 28 marzo 2016

Chemtrails - Scie Chimiche - La Conferma di Rosalind Peterson alle Nazioni Unite

domenica 27 marzo 2016

Gianni Lannes: E' in atto una guerra segreta e non dichiarata contro l'umanità.

sabato 26 marzo 2016

TOP 5 TERRIBILI FATTI SULLA COCA-COLA

venerdì 25 marzo 2016

Il chip Nato che spia gli scolari e fa schiantare le auto


http://sapereeundovere.com/Michael Hastings, giornalista investigativo pluripremiato, è morto tra le fiamme il 18 giugno 2013 a Los Angeles mentre guidava una Mercedes del 2013. La notte prima aveva chiesto a un’amica, Jordana Thigpen, di prestargli la sua Volvo, poiché credeva che la sua Mercedes C250 fosse stata manomessa. Secondo la vedova, Elise Jordon, Michael aveva cominciato a indagare la “nuova guerra alla stampa” del direttore della Cia, John Brennan. Facendo eco allo scandalo Watergate, Hastings ha sostenuto che la Cia, con o senza autorizzazione, abbia iniziato a usare sofisticate tecniche militari diguerra psicologica contro giornalisti e politici. Anche per l’ex coordinatore dell’antiterrorismo Usa, Richard Clarke, un incidente stradale come quello costato la vita a Michael Hastings sarebbe “coerente con un attacco informatico all’auto”. Come per gli infarti, dice Tony Gosling, si ritiene ormai che questi “incidenti” ai freni delle vetture siano i preferiti dal crimine organizzato e dai servizi di intelligence, dal momento che sono così facili da spacciare per fatali guasti tecnici.
«Il nostro sistema giudiziario, la polizia e i nostri giornalisti investigativi – sostiene Gosling in un post su “Rt”, ripreso da “Come Don Chisciotte” – non sono capaci di capire la tecnologia complessa», in continua evoluzione, «per non parlare della raccolta di prove sufficienti a decidere se questi eventi disastrosi siano incidenti o omicidi». La strana morte di Hastings? Un monito: le nostre libertà stanno andando in frantumi. Succede, dice Gosling, perché «in Occidente la tecnocrazia sta lentamente rimpiazzando lademocrazia». Da quando «i mercati finanziari e gli oscuri gnomi di Zurigo hanno cominciato a scegliere i nostri leader politici», i super-tecnocrati, «strozzini e simpatizzanti della Goldman Sachs, la piovra che sta venendo fuori quale vero potere del mondo occidentale», utilizzano anche compagnie poco note, che però «detengono brevetti di valore» e, come prestigiatori, «producono e immettono sul mercato nuovi sfavillanti dispositivi scientifici».
Tecnologia che in mano pubblica sarebbe liberatoria, mentre in mano ai “predoni” può fare disastri. E senza che ce ne rendiamo conto: «Quando i nostri deputati, giornalisti e avvocati memorizzano i dati della loro rubrica telefonica usando un servizio di sincronizzazione, o fanno un backup di documenti su “The Cloud”, non hanno nessuna idea di dove vada a finire il loro prezioso lavoro. Condividono i loro dati senza pensarci troppo con aziende che potrebbero tranquillamente copiarli, rivenderli a terzi o perfino corromperli prima di farglieli riavere». I super-tecnocrati della “rivoluzione digitale”, continua Gosling, hanno precisi progetti per i prossimi decenni: «Rubano terreno ai governi eletti usando la “riservatezza commerciale” per tenere all’oscuro la stampa, i politici e il pubblico». E oggi, cioè nell’era della sorveglianza di massa, con l’opinione pubblica narcotizzata dal mainstream, «possono acquistare le informazioni per sapere ciò che i politici eletti stanno per fare, o perfino quello che hanno intenzione di fare, e investire così vaste risorse in contromosse».
Fonte tratta dal sito .

giovedì 24 marzo 2016

Carne di maiale? NO, grazie


Alert cande di maialeQuello che stai per leggere probabilmente non l’avevi mai sentito prima, ma è molto probabile che a fine articolo ci penserai due volte prima di consumare nuovamente carne di maiale.
La carne di maiale, per chi segue la dieta del gruppo sanguigno sa che non è indicata, ed infatti è risaputo, come afferma un mio amico medico che fa i test di intolleranza, che quasi tutti i suoi pazienti risultano che non devono consumare maiale.
Questo non dovrebbe sorprendere se si considera come in moltissime culture antiche fosse proibito consumare carne di maiale e la motivazione è più pratica che religiosa.
Le leggi Bibliche, come del resto in parte anche il Corano, affermano che si possa mangiare rispettando, tuttavia, rigidi rituali di macellazione (dissanguamento), soltanto carne di ruminanti, volatili e non animali con unghie bipartite.
Questo precetto non è assolutamente frutto superstizioni infatti, oltre a considerare come il suino vive e viene allevato nella sporcizia e nell’impurità, esistono delle motivazioni più profonde.
Quando George Orwell scriveva nella sua novella “La fattoria degli animali” che l’uomo e il maiale erano pressocché identici era più vicino alla verità di quanto sapesse.
Il motivo per cui la carne di maiale va evitata è che ha troppo DNA in comune con l’uomo e proprio per questo che il nostro corpo non lo assimila completamente.
Gli studenti di medicina, fin dal medioevo, per le loro esercitazioni di anatomia, utilizzavano un animale di disposizione, forma, pelle e struttura degli organi interni molto simile a quella umana: ovviamente usavano il maiale.
Una ricerca dell’Università dell’Illinois ha preso da una parte il genoma umano e dall’altra quella del maiale e hanno scoperto incredibili somiglianze. “Abbiamo preso il genoma umano, diviso in 173 pezzi e riorganizzati per renderlo come quello di un maiale”, spiega la genetista animale Lawrence Schook. “Tutto combacia perfettamente. Il maiale è geneticamente molto simile all’uomo”.
Gli scienziati hanno pubblicato uno studio su Nature nel 2013 in cui hanno eseguito il più imponente studio sul genoma del maiale sequenziandolo completamente, e aprendo le porte allo xenotrapianto (trapianti di organi dal maiale all’uomo).
Il Prof. H.Reckeweg nel suo libro di Omotossicologia, fa un lungo e complesso discorso di similitudine biologica della carne di maiale con quella umana, che creerebbe reazioni cellulari complesse ed improprie, quello che viene chiamato“cannibalismo filogenetico”.
Chi si è abituato a consumare questa carne, rimane sottoposto ad una specie di assuefazione (come nel caso di tabacco, alcool, caffè ed altre droghe). Il Prof. H. Reckeweg afferma che quando diceva ai suoi pazienti di rinunciare al maiale se volevano guarire tutti rispondevano: “Però, dottore, è così buona!” “come posso farne a meno?”.
Sapevi che i maiali vivono pochi anni? In primo luogo perché la loro età biologica è limitata a pochi anni, e poi, perché vengono creati per essere uccisi intorno ai sei anni al massimo. È risaputo inoltre che se i maiali vivono più di sei anni sviluppano inevitabilmente qualche tipo di tumore o degenerazione. Non senza ragione, per tutto ciò che abbiamo detto finora, possiamo affermare che il maiale dovrebbe essere evitato.
Il Dott. Cosimo Bagnulo, medico di Medicina Generale a Casamassima, in provincia di Bari e autore del libro “Dalla mucca pazza all’Alzheimer” (Nuova Palomar) afferma che il 60% delle persone colpite da patologie come Alzheimer, cancro, sclerosi multipla, vive in Paesi in via di sviluppo; mentre chi vive nel Terzo Mondo, in particolar modo inPaesi di religione islamica, questo tipo di malattie sono assenti. Solo un caso?
Bisogna anche considerare che nel maiale albergano virus e parassiti, soprattutto nei polmoni. Secondo il Prof. Shope dell’Istituto di Virologia di Londra il virus influenzale alberga primariamente nel polmone del maiale, e per questo i pazienti grandi mangiatori di maiale e specialmente salsicce (che contengono polmone di maiale) soffrono in particolare di influenza.
Lo studio del 2013 già menzionato ha anche scoperto che i maiali hanno 112 sequenze di DNA che corrispondo a quelle responsabili delle malattie croniche come Alzheimer e Parkinson. Il Dott. Claudio Viacava (a cui rimando per approfondimenti), biologo e nutrizionista, spiega che quando mangiamo il maiale i mucopolisaccaridi, presenti in una grande quantità di strutture del tessuto connettivo dell’animale, una volta penetrate nel nostro organismo, si dirigono soprattutto verso quelle strutture a cui biologicamente appartengono, causando tossicità fisica, psichica e quindi spirituale. Inoltre, se consideriamo anche gli studi sul DNA del Dott. Bruce Lipton, possiamo dire che i geni del maiale che sequenziano queste malattie innescano nell’uomo (fattore ambientale) l’attivazione degli stessi geni e quindi lo sviluppo della malattia (epigenetica).
Ora che conosci tutto questo sei libero di mangiare il maiale, e quindi anche di sapere come staresti meglio senza.
Fonte tratta dal sito .

mercoledì 23 marzo 2016

Suicidio da Monsanto


L'India ha deciso di porre fine allo sfruttamento da parte della Monsanto delle proprie coltivazioni di cotone, tagliando le loro percentuali sulle royalties dei semi venduti di quasi il 70%.
"E' ora di mettere fine a questa avidità basata sulle percentuali", ha dichiarato il ministro dell'agricoltura indiano, Sanjeev Kumar Balyan.
Imponendo sul mercato il proprio seme geneticamente modificato, infatti, la Monsanto è arrivata ormai a controllare il 90% della produzione indiana di cotone, fornendo il proprio prodotto ad oltre 7 milioni di piccoli coltivatori indipendenti. Ma il costo delle royalties, sommato all'alto prezzo dei semi stessi, e ai costi aggiuntivi richiesti da questo tipo di coltivazione, hanno portato centinaia di migliaia di piccoli coltivatori in bancarotta.

Il problema principale delle coltivazioni OGM, infatti, è che richiedono una quantità di acqua per l'irrigazione molto superiore alla norma, e questo naturalmente comporta costi aggiuntivi per i contadini locali, che spesso abitano in zone scarsamete irrorate.
Alexis Baden-Mayer, direttore della "Organic Consumers Association", sostiene che il costo della coltivazione del cotone OGM è dell'8000 % più alto di quello della coltivazione del cotone normale. Ma i semi di cotone normale in India sono ormai diventati impossibili da trovare, proprio perché è la stessa Monsanto a controllarne il mercato.
Dopo essere stati obbligati a convertire le proprie coltivazioni in OGM, quindi, gli agricoltori indiani sono costretti ad affondare nei debiti per mantenerle. E il suicidio del coltivatore indiano, che perde le proprie terre perchè impossibilitato a ripagare i debiti, ormai è diventato un fatto di cronaca quotidiana.
Secondo i dati dell'ufficio nazionale del crimine, circa 290.000 contadini indiani si sono tolti la vita negli ultimi 20 anni. Naturalmente, non si saranno suicidati tutti per aver accettato le coltivazioni OGM, ma è chiaro che siamo comunque di fronte a cifre esorbitanti.
Ora il governo indiano ha deciso di intervenire, cercando almeno di alleggerire la situazione dal punto di vista delle royalties. Ma la Monsanto, invece di abbozzare, ha risposto portando in tribunale la stessa commissione governativa che vorrebbe decurtare i loro guadagni perché, sostengono, "il governo non ha diritto di interferire nelle regole del libero mercato".
Per chi vuole un assaggio di quello che potrebbe diventare la situazione in Europa con il passaggio del TTIP ( grazie al quale le multinazionali potranno portare in tribunale gli stessi governi che ostacolano il loro business), quello dell'India può essere certamente un caso esemplare.
Fonte tratta dal sito .

martedì 22 marzo 2016

COSA STA SUCCEDENDO ALLE API?


Dal 2000 al 2016 il numero delle api si è dimezzato in quasi tutto il mondo. 
Negli Stati Uniti, in particolare dal 2004, è scomparso circa un quinto degli alveari, il doppio del tasso naturale, mentre in Gran Bretagna 25 specie si sono estinte e le rimanenti si sono ridotte di circa il 70%.
Insomma, stiamo assistendo a un vero e proprio sterminio, anche se nessuno ne parla.
Le api sono di fondamentale importanza in quanto permettono l'impollinazione di circa un terzo di tutti i raccolti del Pianeta, creando abbondanza e soprattutto varietà. 
Si calcola che il 70% delle specie vegetali derivi dalle api: l'apicidio di massa condannerà tutte queste varietà, e forse è proprio quello che vogliono certe multinazionali, pronte a "nutrire" il pianeta con i loro OGM.
Si sa che a pensare male spesso ci si azzecca: in un momento storico come questo, dove si creano sementi modificate geneticamente che distruggono la fertilità dei terreni a patto che si reimpiantino – in alcuni casi – le stesse (negli altri casi i terreni devono essere abbandonati, cosa che sta portando al suicidio milioni di contadini in tutto il mondo) in cui si può manipolare sempre di più il clima, e in cui si imbottisce il cibo di veleni pur di aumentarne la quantità e il prezzo, be' non deve scandalizzare l'idea che si voglia ridurre ancora di più la diversità naturale per far posto a cibo creato in laboratorio che avrà tutti principi nutrizionali... stabiliti da pochi (e senza nessun controllo né etichette, dato che gli OGM sono davvero allergici a questo tipo di accortezze). 
Il problema quindi, principalmente, sarebbe l'uso di pesticidi in questa agricoltura sempre più finta e chimica, cosa che avvelenerebbe le api proprio mentre bottinano, impedendo loro perfino di tornare ai loro alveari (in pratica muoiono durante il viaggio di ritorno). 
Una cosa è certa, ovvero che nei paesi con gli OGM le api sono quasi del tutto scomparse: l'indiziato numero uno è il Roundup, l'erbicida della Monsanto, immancabilmente usato in grandi quantità in congiunzione proprio con gli OGM. 
Negli USA le persone che abitano in città, lontano dalle coltivazioni, hanno il Roundup perfino nelle urine: l'erbicida è stato anche rilevato nel sangue delle donne incinte e nei feti. 
Dennis van Engelsdorp, entomologo dell’università del Maryland, ha condotto un'importante ricerca rilevando che nel paese, tra il 2012 e il 2013, gli apicoltori hanno perso il 31% delle colonie: secondo lo studioso "siamo sempre più vicini al punto in cui non avremo abbastanza api per soddisfare il fabbisogno di impollinazione complessivo". 
Il punto è che negli USA accade di peggio: diversi apicoltori, infatti, hanno dichiarato che i loro alveari sono stati portati via in modo subitaneo e minaccioso per essere distrutti dal Dipartimento dell'agricoltura degli Stati Uniti, ufficialmente per via di malattie trasmissibili all'uomo. 
Naturalmente non è stata fornita alcuna prova di tutto questo, e agli apicoltori, alla fine, non è stato più restituito nulla: la verità è che alcuni alveari sembrerebbero resistere a tutte queste irrorazioni – magari perché sviluppano una forma di resistenza al Roundup – e per questo vengono immediatamente distrutti, aggravando ancora di più il problema. 
La morìa di api in tutto il mondo è collegata anche alle irrorazioni per eradicare le zanzare, cosa che sta uccidendo non solo le api, ma anche pipistrelli, pesci, e potenzialmente l'uomo, anche se a piccole dosi.
Le sostanze chimiche nei diserbanti, del resto, producono danni al cervello, epatici e renali, oltre che il cancro.
Per le api, infine, si parla anche di "sindrome dello spopolamento degli alveari": questa sindrome fa collassare improvvisamente tutti gli alveari più prossimi, e i primi sintomi si manifestano con scorte di cibo lasciate a perire, larve abbandonate e con la presenza ancora nell'alveare della regina. 
Anche in questo caso si parla di veleni aerei, che provocherebbero danni sia neurologici che fisici alle api, le quali morirebbero in massa. 
Insomma, è evidente: siamo davanti all'ennesima centralizzazione delle multinazionali per distruggere la nostra salute e far sempre più soldi. 
Sterminare le api è diventato importante, perché' sono il veicolo fondamentale della trasmissione "naturale" per frutta e verdure.
Tutto questo, quindi, non è un caso, e il silenzio dei governi – ormai posseduti da banchieri e multinazionali – davanti a uno sterminio di tale portata è tutt'altro che incomprensibile.
Fonte tratta dal sito .

lunedì 21 marzo 2016

Spirometra Erinaceieuropaei: un verme che ci mangia il cervello


Spirometra ErinaceieuropaeiUna volta che li consumiamo possono muoversi in tutto il corpo, nei tuoi occhi, nei tessuti e più comunemente nel cervello. Lasciano perplessi persino i medici, come migrano e si depositano per nutrirsi del corpo che stanno invadendo: una parassita che ci mangia il cervello.
Sembra una notizia da film di fantascienza e invece è apparsa sulla prima pagina del sito della CNN.
Se hai mai avuto la sensazione che il cibo che stai mangiando ti è entrato nella tua testa, potrebbe essere perché contiene parassiti che fanno proprio questo.
“Si era spostato da un lato del cervello all’altro… e davvero poche cose possono muoversi nel cervello” dice il Dott Effrossyni Gkrania-Klotsas di un uomo britannico che è stato scoperto aveva una tenia che si muoveva dentro il suo cervello nel 2013. Questa forma di tenia non era mai stata visto prima d’ora nei paesi occidentali. I farmaci purtroppo non sono efficaci ed è stato estratto chirurgicamente.
Questa GIF mostra una tenia che si muove attraverso il cervello umano.
È una specie conosciuta come Spirometra Erinaceieuropaei, è presente in alcune parti del mondo, come la Corea del Sud, Giappone, Thailandia e Cina, e propria in quest’ultima nazione era stato l’uomo britannico prima di scoprire di avere una tenia nel cervello!
L’infezione causata da Spirometra Erinaceieuropaei ha spesso ha origine in cani e gatti, in cui il verme può raggiungere una lunghezza spaventosa di 1,5 metri! In parole povere, non è il genere di cosa che ci si vuole incontrare in un vicolo buio di notte.
Considerando che noi non mangiamo cani e gatti (perlomeno la maggior parte di noi), questo parassita non sarebbe un problema se esistesse solo in questi animali. Ma purtroppo, c’è un altro animale che ospita questi vermi, uno per cui il nostro sistema digestivo è fin troppo familiare – i maiali.
L’uomo britannico tuttavia non si è ammalato mangiando maiale ma ingerendo dell’acqua mentre nuotava in un lago in Cina dove erano presenti le larve di questo verme.
Sono state registrate solo 300 infezioni di tenia Spirometra tra il 1953 e il 2013 in Occidente, ma queste sono molto più comuni in alcune parti dell’Asia. Purtroppo con l’aumentare degli scambi con questi paesi e il fatto che la loro carne comincia ad essere importata (la carne allevata in Cina comincia ad arrivare in Europa, attenzione all’etichetta), i numeri di queste infezioni crescono.
E quante persone in tutto il mondo sono stati gravemente colpiti da tenia infiltrazione del cervello? Il Dr. Theodore Nash affermo che 5 milioni sono fino i casi a livello globale.
Questo non è molto sorprendente se si considera le condizioni diaboliche e disumane con cui vengono allevati i maiali, che inevitabilmente li porta a sviluppare le più strane malattie.
La carne di maiale, a prescindere dal verme in questione, non è indicata per l’uomo, ed è per questo che in numerose culture antiche veniva vietato di mangiarlo. Le motivazioni che sono dovute al DNA le ho spiegate nell’articolo. Ecco perché dovresti evitare la carne di maiale.
FONTE TRATTA DAL SITO .

domenica 20 marzo 2016

VITAMINA C: BREVE STORIA DI UNA CURA SOPPRESSA

L'impiego delle alte dosi di Vitamina C nella cura di diverse malattie (infettive, cardiovascolari e cancro), risale agli anni '40.
Frederik Klenner, medico americano di origine austriaca, alla fine degli anni '40 scrive un articolo scientifico nel quale riferisce di 60 casi di poliomielite bulbare, trattati con Vitamina C ad alte dosi, somministrata in contemporanea per bocca, per via intramuscolare e per via endovenosa. Nell'articolo, lo scienziato afferma di essere in grado di curare la poliomielite bulbare in 96 ore, posto che la Vitamina C venga somministrata senza interruzioni.
I suoi risultati, seppure confermati da altri illustri colleghi, passano del tutto inosservati, sebbene lo stesso Sabin, che poi diventerà famoso per il vaccino anti polio, abbia usato la Vitamina C per trattare le scimmie in laboratorio, ma (a suo dire) senza successo.
Negli anni '70, Irwin Stone, con una serie di articoli scientifici e un libro, intitolato "The healing factor", porta all'attenzione del mondo il problema dell'"ipoascorbemia" (ossia della carenza cronica di Vitamina C. È noto che la carenza acuta di Vitamina C determina lo scorbuto, malattia gravissima e fatale se non trattata. Ma la scoperta fondamentale, fatta da biochimico americano, è che  il nostro fabbisogno di Vitamina C non è affatto nell'ordine dei milligrammi, ma dei grammi al giorno. L'uomo è uno dei rarissimi mammiferi non più in grado di produrre la Vitamina C per proprio conto e poiché con la sola dieta non è possibile raggiungere quantità nell'ordine dei grammi, tutti ci troviamo in una condizione di carenza subacuta di Vitamina C, che l'Autore definisce "scorbuto cronico subclinico", ritenendolo il principale responsabile di tutte le malattie che affliggono la specie umana, da quelle cardiovascolari, al cancro.

Sopra: Irwin Stone
Quando Stone, negli anni '70, conosce Linus Pauling, (unico uomo al mondo premiato due volte con il Nobel), inizia l'epoca d'oro della Vitamina C che vede proprio in Pauling il più fervente ed accanito sostenitore dell'impiego delle alte dosi della Vitamina per curare praticamente tutte le malattie, cancro incluso.
Nel 1976 - 78, insieme a Ewan Cameron, Pauling pubblica due articoli nei quali dimostra che 10 grammi al giorno di Vitamina C, somministrati inizialmente per via endovenosa e successivamente per via orale, prolungano la sopravvivenza e migliorano la qualità della vita dei pazienti affetti da cancro in fase terminale. Ma questo è un grave colpo inferto all'industria dei farmaci; nel caso specifico, a quella dei chemioterapici, ormai divenuti la terapia sistemica standard del cancro.
Il sistema si difende! Con due articoli, successivi a quelli pubblicati da Cameron e Pauling, gli oncologi della Mayo Clinic riportano un insuccesso clamoroso della Vitamina C nel trattamento del cancro e vengono accettati dall'establishment medico internazionale, come la prova definitiva dell'inefficacia della Vitamina C nel trattare il cancro. Gli articoli sono chiaramente "truccati" e Pauling non manca di farlo notare agli Autori. Nel primo studio pubblicato, in deroga alle raccomandazioni fatte da Pauling, gli oncologi della Mayo arruolano pazienti precedentemente trattati con chemioterapici, nonostante Pauling avesse raccomandato di evitare questo tipo di pazienti, perché il loro sistema immunitario non è più in grado di rispondere all'azione stimolante della Vitamina C. Nel secondo studio, gli oncologi della Mayo arruolano solo pazienti affetti da cancro del colon retto, mentre Cameron e Pauling avevano arruolato pazienti con diversi tipi di tumore; inoltre, in deroga alle procedure standard di sperimentazione clinica controllata, tutti i pazienti arruolati vengono informati sul trattamento al quale sarebbero stati sottoposti. La conclusione dei due studi clinici pubblicati dagli oncologi della Mayo Clinic è che l'ascorbato di sodio non è superiore al placebo, nel trattamento del cancro.
Solo nel 2005, gli studi di Chen e coll. riportano alla luce gli effetti anti tumorali dell'ascorbato di sodio (Vitamina C) con degli studi in vitro che dimostrano, inequivocabilmente, la marcata efficacia delle alte concentrazioni di Vitamina C, nel distruggere le cellule tumorali in vitro. Gli studi in vitro si moltiplicano ed iniziano, sulla base di questi esperimenti, una serie di "trials" clinici volti a dimostrare l'efficacia della Vitamina C anche in vivo. Ma rimangono dei problemi, legati soprattutto alle modalità di somministrazione e ad alcuni aspetti che devono essere meglio indagati.
La sopravvivenza di Big Pharma è in grave pericolo e si afferma sempre di più il principio secondo cui la Vitamina C ad alte dosi può essere usata, ma solo in associazione con la chemioterapia standard. In realtà, la Vitamina C ad alte dosi è una sostanza naturale, poco costosa, non brevettabile, di nessun interesse per Big Pharma, efficacissima nel distruggere le cellule tumorali, priva di qualsiasi effetto collaterale e, soprattutto, selettiva ossia in grado di uccidere solo e soltanto le cellule tumorali!
Tutte queste caratteristiche, rendono la Vitamina C ad alte dosi assolutamente indesiderabile per la terapia del cancro, oggi sempre di più basata su farmaci di dubbia efficacia, molto tossici e soprattutto estremamente costosi.
La controversia sulla reale possibilità di sfruttare la Vitamina C ad alte dosi nel trattamento del cancro rimane aperta fino a quando, nel 2015, Science pubblica un articolo nel quale si dimostra che nei tumori del colon retto (quelli usati dagli oncologi della Mayo Clinic per valutare l'efficacia della Vitamina C!) con mutazioni dei geni KRAS e BRAF, la Vitamina C ad alte dosi distrugge selettivamente le sole cellule tumorali. Il cerchio si chiude! Dopo 40 anni, gli autori sono costretti ad ammettere che Linus Pauling aveva ragione!!!
FONTE TRATTA DAL SITO .

sabato 19 marzo 2016

Geoingegneria: ecco come hanno ridotto la Terra



GeoingegneriaIl pianeta Terra è diventato una bolla gigantesca, composta da sostanze volatili molto pericolose, diciamola tutta…una sorta di camera a gas.
La Nasa ha recentemente diffuso le ultime immagini della Terra e sorpresa qualcosa è cambiato rispetto all’immagine della Terra registrata dalla ISS nell’anno 2000.
Oggi non abbiamo più quel cielo limpido e azzurro come una volta, tutto quello che c’era un tempo ora è soltanto un lontano ricordo di quando non eravamo contaminati da chi sa quale schifezza irrorata.
Infatti nel 2015, quel colore “blu” si è trasformato in un pallido e mortifero colore grigio-celestino, come del resto le nuvole, che vengono sistematicamente “divorate” dalle sostanze chimiche rilasciate da aerei cisterna 24 ore al giorno e tutto davanti ai nostri occhi.
IL NOSTRO PIANETA SI E’ TRASFORMATO IN UN AMMASSO DI ANOMALIE… E NOI NE SUBIAMO LE CONSEGUENZE.
Le foto che vi mostriamo arrivano direttamente dalla Nasa e se messe a confronto sono davvero raccapriccianti per la evidente differenza, esse infatti mostrano chiaramente cosa sta accadendo al nostro pianeta,o meglio cosa gli stanno facendo. I nostri cieli fino a pochi anni fa erano di un blu terso che facevano da contrasto a quelle nuvole ovattate che all’orizzonte stanziavano sui rilievi.
Siamo avvelenati da anni, un cambiamento graduale che non è stato percepito all’istante dai nostri occhi ma se messo a confronto con le varie foto scattate anno per anno mostrano la tristezza e la desolazione dei nostri cieli.
Per non parlare dei drastici cambiamenti climatici che stanno scatenando variazioni profonde stagione dopo stagione e anno dopo anno…
DOVE SONO FINITI I CIELI E LE NUVOLE DI UNA VOLTA?
PER NON PARLARE DEL CLIMA MITE E DELLE STAGIONI DI UNA VOLTA…
Oggi e’ tutto diverso e noi siamo immersi in un pianeta che si sta spegnendo gradualmente grazie agli interessi di chi sa chi!
GUARDA TU STESSO LE IMMAGINI E GIUDICA CON I TUOI OCCHI…
FONTE TRATTA DAL SITO .
TUTTO QUESTO TI SEMBRA NORMALE?

venerdì 18 marzo 2016

CHI E' L'UOMO? INTERVISTA A CORRADO MALANGA.

giovedì 17 marzo 2016

Sale il tasso di mortalità. La geoingegneria è una causa



GeoingegneriaIn questi ultimi anni è stato rilevato un incremento del tasso di mortalità: sorprende (ma neanche tanto) che gli indici più preoccupanti riguardino stati occidentali in cui, stando alla propaganda, le condizioni di vita sarebbero migliori grazie alle vaccinazioni, l’assistenza sanitaria e meraviglie simili.
Si noti che il tasso di mortalità è più elevato in Italia, Grecia, Germania etc. piuttosto che in Bangladesh, considerato un paese “in via di sviluppo”.
E’ palese che le miscele di veleni somministrate ad ignare popolazioni del mondo occidentale, veleni che spaziano dagli organismi transgenici ad i mille inquinanti ambientali, in primis il nanoparticolato di metalli, polimeri e vetro delle scie chimiche, costituiscono la spiegazione dell’arcano.
I picchi di Russia e Bielorussia sono probabilmente un’onda lunga dell’esplosione del reattore nucleare sito a Chernobyl, incidente occorso il 26 aprile 1986.
Precisiamo che il tasso di mortalità è il parametro che indica il numero medio annuo di decessi ogni 1.000 abitanti, rilevato a metà anno, anche noto come tasso generico di mortalità.
Riportiamo qualche valore del 2014 in ordine di incidenza dal più elevato al più basso:
Russia: 13,83
Bielorussia: 13,51
Germania: 11,29
Grecia: 11,00
Congo: 10,17
Italia: 10,10
Gran Bretagna: 9,34
Francia: 9,06
Spagna: 9,00
Stati Uniti: 8,15
Svizzera: 8,10
Aruba: 8,10
Cuba: 7,64
Cina: 7,44
Australia: 7,07
Brasile: 6,54
Albania: 6,47
Antigua e Barbuda: 5,70
Bangladesh: 5,07

Fonte tratta dal sito .

mercoledì 16 marzo 2016

Intervista a Solange Manfredi: la strategia della tensione in Italia

Solange ManfrediSolange Manfredi è una giurista, ma non solo. Da anni si occupa di analizzare con un metodo storico i meccanismi psicologici usati per condizionare le popolazioni.
Ha raccolto le sue ricerche nel libro Psyops che spiega le operazioni psicologiche attuate in Italia.
Dopo gli attentati del 13 novembre, l’Europa è crollata in un clima di paura. Abbiamo chiesto a Solange Manfredi di spiegarci perché.
1. Nel libro “Shock Economy”, Naomi Klein parla dell’utilizzo di eventi traumatici come gli attentati per incutere timore nei cittadini e indurli a cedere parte delle loro libertà. Le sembra che stia avvenendo questo processo dopo la strage di Parigi del 13 novembre e la crescita del pericolo terrorismo?
Da molto tempo c’è la precisa volontà di scatenare la paura nella popolazione. Si può vedere ovunque. Facciamo un esempio banale: la televisione. “Non c’è una cosa che sia positiva. A parte i telegiornali che devono dare notizie e magari non sono sempre positive, se guardiamo le trasmissioni di approfondimento siamo arrivati a dei livelli assurdi. Parlano solo più dell’ISIS e di feroci terroristi. Poi decidiamo di passare ai documentari e troviamo Chi diavolo ho sposato, Anatomia di una mente criminale, Nightmare Next Door. Poi finalmente ci rilassiamo con una serie televisiva: Criminal Mind, Dexter, Bonds. Oggi non abbiamo neanche un minuto di televisione che non sia violenza pura o, per lo meno, aggressione. Anche nelle trasmissioni di cucina c’è un’aggressione verbale, una violenza psicologica paurosa. Tutto questo è assolutamente voluto.”
Lasciando perdere la TV, basta prendere un giornale. Lunedì c’è l’ebola, martedì il terrorismo, mercoledì il clima impazzito che combinerà disastri e così via. Si arriva a venerdì che il parterre delle nostre paure è completamente alimentato. Perché? Quando una popolazione ha paura, la sua capacità di analisi viene meno. “Anche la notizia più incredibile può essere creduta.”
Inoltre, la paura si autoalimenta perché si attivano delle piccole abitudini quotidiane, come controllare di aver messo l’antifurto, che sostengono la paura. Gli atti terroristici sono la manna per il potere perché sono eventi a cui seguono misure (spesso inutili e inadeguate per fronteggiare il problema) che hanno un altro scopo. “La paura è oggi un bacino molto importante per i partiti.”
Su cosa possono fare presa partiti oggi in forte calo?
Di nuovo, sulla paura. I partiti di destra e sinistra da anni continuano a dirci che cosa dobbiamo temere perché non hanno programmi. “Quelli di destra sulla criminalità e sugli immigrati, quelli di sinistra sulla sanità e ambiente.” Manfredi sottolinea che: “uno stato che ha paura è uno stato pericoloso.” La Storia insegna che la paura non si riesce a controllare. Non a caso, i maggiori intellettuali mondiali mettono in allarme su questo, ma lo fanno con i pochi mezzi a disposizione (spesso solo libri) e alcuni in Italia non vengono pubblicati. “Il momento che stiamo vivendo è molto pericoloso. Per noi. Probabilmente il pericolo maggiore sarà rappresentato da noi.”
2. Rimanendo sempre in Francia, crede che la paura sia stata usata pure nelle elezioni regionali del mese scorso in cui il premier Valls ha addirittura parlato di “guerra civile” in caso di vittoria del Front National? In quali altri casi si è fatto un uso “politico” del terrore?
Queste affermazioni dettate dal momento sono affermazioni che delle figure istituzionali dovrebbero fare attenzione a pronunciare. Quello che è successo in Francia, quello che tempo fa accadde con Alba Dorata, quello che succederà in Europa, se non si cambia, è la normale conseguenza di questo tipo di politica. Tutte le volte in cui si induce terrore nella popolazione, questa tende a rinchiudersi su se stessa e tende a cercare quello che le è familiare. Inoltre, non dimentichiamoci che la paura si innesta in un momento di crisi economica in un’Unione Europea che si è costruita su dei presupposti sbagliati e in un periodo storico in balia dell’incertezza provocata da una globalizzazione parassitaria.
Quando c’è una situazione di questo tipo, c’è sempre qualche leader che coglie la palla al balzo per ottenere il potere. Il loro identikit è simile poiché chiamano all’unità nazionale (invocando un’identità etnica, razziale o culturale). Infatti, sanno che in questo periodo storico funziona e porta loro molti voti. Le conseguenze sono tragiche, ma al leader che in quel momento vuole il potere non interessa.
Quello che è successo in Francia o con Alba Dorata non deve sorprendere. “Hitler tira fuori la superiorità della razza quando la scienza aveva già dimostrato che l’unione fra razze diverse fortifica. L’assunto di base era falso, ma con la propaganda condiziona l’intera Germania, un popolo colto rispetto ad altri.” Oggi c’è un continuo richiamo all’identità, ma è stato dimostrato che possiamo svilupparci solo attraverso gli scambi culturali. “Ogni cultura è diventata grande solo con l’incontro con altre culture”. Oggi, taluni invocano una chiusura rispetto all’Islam (gli stessi che, intanto, votavano per le “missioni di pace” e il Trattato di Lisbona, nda). Solange Manfredi ricorda che: “La nostra cultura deve all’Islam tantissimo: geometria, matematica, musica.”
Parlare oggi di difendere l’identità culturale rispetto all’Islam è sbagliato perché l’assunto di base è falso. Il riconoscimento (concetto inclusivo) è diverso dall’identità (concetto assoluto che non ammette discussioni), sostiene la Dott.ssa Manfredi.
3. Appunto, soprattutto sull’Islam c’è molta ignoranza e tanta strumentalizzazione.
Il presupposto della guerra psicologia è agire su una massa ignorante, cioè che non conosce. Ora ci parlano dell’Islam, del Medio Oriente, e mostrano gli Arabi come se fossero delle persone retrograde. Noi abbiamo creato tutto questo. Nel primo Novecento, il Medio Oriente era quasi completamente laico. “Fu dopo la Seconda Guerra Mondiale, nel 1951, con il presidente Eisenhower che gli Stati Uniti decisero che, per evitare il contagio del comunismo in Medio Oriente, bisognava puntare sulla guerra santa, la jihad. Fu decisa un’operazione di guerra psicologica per fomentare il fondamentalismo islamico.” Prima, era una zona all’80% laica e avanzata.
Basti pensare che nel 1958 in Iraq c’era un ministro donna, ma chi lo direbbe dopo tutte quelle riprese di donne velate?
Baghdad è stata per lungo tempo la città più ricca e più grande al mondo. Durante i nostri “secoli bui”, a Baghdad c’era la Casa della Saggezza dove si riunivano tutti i più grandi saggi del mondo e conteneva una biblioteca di mezzo milione di libri. In più, c’era assoluta tolleranza religiosa. “Bisognerebbe conoscere la storia del Medio Oriente, ma non ascoltando quello che ci dicono in televisione”.
4. Dopo gli attentati e il divagare del motto “Je Suis Paris”, il comico Maurizio Crozza ha svelato l’inganno della strumentalizzazione dell’onda emotiva in prima serata. Altri personaggi hanno dichiarato di non voler lasciarsi intimidire dal terrorismo, appellandosi a rifiutare compromessi sulla sicurezza. Questi possono essere dei segnali sul fatto che la consapevolezza su queste “operazioni psicologiche”, come le ha chiamate nel suo libro, sta crescendo?
Da una parte c’è più consapevolezza, però bisogna fare un distinguo all’interno di questa fetta di popolazione. Da una parte, ci sono persone che “si costruiscono” per resistere agli attacchi; dall’altra c’è chi invece di “costruirsi” cerca “nomi e cognomi” di chi li sta prendendo in giro, ricadendo nell’inganno. Cercare i nomi, cercare la riunione, cercare il club segreto è, alla fine, inutile. Questo non significa che non esistano organizzazioni che si mettono d’accordo per organizzare taluni eventi, anzi.
Qual è il problema?
Il tempo che una persona perde per cercare i “mandanti” è inutile perché oggi c’è uno e domani lo hanno cambiato (in fondo, essi sono strumenti che vengono sostituiti quando scade la loro funzione). Monti, appartenente al Bilderberg e a altri “club” segreti, è rimasto in carica fino a quando serviva. Invece, fortificarsi per non essere più obiettivo di guerra psicologica è più utile. Come fare? Solange Manfredi spiega che è meglio individuare i meccanismi, aldilà delle persone e sottolinea che stanno crescendo i cittadini “forti”, purtroppo non così tanto da porre un argine a ciò che stanno preparando.
Fonte tratta dal sito .