domenica 24 settembre 2017

LE RADIAZIONI 5G FANNO MALE, 170 SCIENZIATI PER LA MORATORIA

L’artista Nickolay Lamm ha creato mappe 3D dei campi elettromagnetici emessi dai cellulari

Le radiazioni non ionizzanti sono considerate un possibile cancerogeno dall’OMS. Gli esperti chiedono valutazioni indipendenti prima di commercializzare il nuovo standard 5G
Con le connessioni 5G aumenta l’esposizione ai campi elettromagnetici
(Rinnovabili.it) – Una moratoria sulla realizzazione della rete di quinta generazione, l’attesissimo 5G. È la richiesta contenuta in una lettera aperta firmata da 170 scienziati di 37 paesi, tra cui l’Italia. Gli esperti avvertono che l’arrivo della nuova rete causerebbe un aumento massiccio dei campi elettromagnetici a radiofrequenza (RF-EMF), con la conseguente maggiore esposizione degli esseri umani ad un flusso di radiazioni non ionizzanti – definito anche elettrosmog – che non è privo di controindicazioni.
«Devono essere condotti studi di impatto sanitario e ambientale seri e indipendenti prima di qualsiasi immissione sul mercato», scrivono i 170 scienziati. Il loro appello segue un altro richiamo del 2015, nel quale si chiedeva all’ONU e all’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) di promuovere misure preventive per limitare l’esposizione alle onde elettromagnetiche. Le preoccupazioni, fino a qualche anno fa liquidate con un’alzata di spalle e portate avanti da pochi esperti, sono oggi una realtà conclamata. Il passaggio discriminante è avvenuto nel 2011 con la classificazione da parte della IARC (l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) delle radiofrequenze come «possibile cancerogeno» per l’uomo.
La valutazione della IARC ha ammesso possibili effetti biologici, non soltanto termici, delle radiazioni non ionizzanti. La lettera degli scienziati alle istituzioni europee raccomanda che tutti i paesi membri seguano la risoluzione 1815 del Consiglio d’Europa sui potenziali danni dei campi elettromagnetici e informino cittadini, insegnanti e medici sui rischi per la salute delle radiazioni RF-EMF.
Gli esperti avvertono che la progressiva diffusione del cosiddetto internet delle cose (IoT) porterà a creare dalle 10 alle 20 miliardi di nuove connessioni, incrementando l’esposizione umana all’elettrosmog in maniera esponenziale. Con essa crescerebbero i rischi di cancro al cervello, morbo di Alzheimer, infertilità o sintomi di elettro-ipersensibilità (forte mal di testa, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno, stanchezza e sintomi simili a quelli dell’influenza).
La tecnologia 5G è in fase di sperimentazione in diversi paesi. Svezia e Finlandia tirano la volata in Europa, con Francia e Germania che hanno già lanciato le aste per le frequenze. Il Giappone punta a offrire servizi di connessione già per le Olimpiadi 2020 di Tokyo. In Italia il Ministero dello Sviluppo Economico ha lanciato il bando “Città in 5G” lo scorso maggio, con l’intenzione di arrivare ad una copertura commerciale entro il 2022.  FONTE 
Il 5G opererà su frequenze più elevate di quelle sino ad ora utilizzate dai sistemi di radiotelefonia (superiori ai 30GHz) e renderà necessaria l’installazione in area urbana di numerosissimi micro-ripetitori (con aumento della densità espositiva) a causa degli ostacoli alla trasmissione lineare di questo particolare tipo di segnale da parte di palazzi e aree verdi. In pratica esiste la possibilità che quasi ogni palazzo possa avere una micro-antenna 5G. Circa 4 milioni di residenti saranno dunque esposti durante la “sperimentazione” a campi elettromagnetici ad alta frequenza con densità espositive e frequenze sino ad ora inesplorate su così ampia scala… Scarica il comunicato stampa

NEWS: Gara frequenze nel 2018. L’Italia mette in moto sul 5G Dead line il 2022

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IL MONDO SMART – IL BRAVE NEW WORLD 

In nome dell’abbattimento della CO2 il mondo cambierà. L’Unione Europea prevede di spendere 270 miliardi di Euro l’anno per  “tutelare il clima”. Queste sono le cifre nei prossimi 40 anni secondo Connie Hedegaard. L’obiettivo sarebbe di ridurre le emissioni di gas serra tra l’80 e il 90 per cento entro il 2050 favorendo la creazione di Smart Cities. 
La Smart Grid consiste nell’installazione di una rete capillare di controllo elettronico in grado di monitorare e coordinare la vita nella società. In nome della ‘sicurezza e della sostenibilità’ saranno applicati dei dispositivi di controllo e misurazione negli apparecchi di uso quotidiano (lavatrice, frigo, termosifone, caldaie, lampadine…contatori). Tutte le attività, in luoghi pubblici e privati, saranno inseriti in una estesa rete di sorveglianza. Ogni attività collegata ad un dispositivo elettronico (sensori) sarà identificata e registrata. BIG DATA. Dati su abitudini e attività quotidiani delle persone saranno raccolti, registrati e conservati in una banca dati.
La commissione europea ha lanciato l’iniziativa Smart Cities & Communities European Innovation Partnership (SCC).
Smart Cities & Communities diventa una parte fondamentale del nuovo programma dedicato alla ricerca Horizon 2020. Uno dei principali motori che spinge verso questa evoluzione sono gli obiettivi Europei di eco-sostenibilità “20-20-20”, che entro il 2020 prevedono la riduzione del 20% delle emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990, l’aumento dell’efficienza energetica del 20% e la provenienza del 20% di energia elettrica da fonti rinnovabili.
La rivoluzione arriva poi nelle case di tutti. La case di ognuno deve diventare ‘intelligente e green’. Il convincimento è il seguente: è fondamentale per ridurre le emissioni diCO2 nell’atmosfera che diventi una priorità per tutte le persone. Tutti quindi ‘devono necessariamente diventare responsabili’ nei confronti dell’ambiente, partendo dal nostro piccolo. E cosa significa? La nostra casa deve diventare smart. Per facilitare il passaggio ci sono belle promesse: sarà gestito al meglio comfort, benessere, sicurezza, riduzione costi e consumi. Le valanghe di articoli che pubblicizzano le case smart dicono questo.
C’è un piccolo inconveniente.
Saremo spiati, seguiti, controllati. Sapranno ancora di più dove ci troviamo e con chi siamo. Conosceranno ancora meglio i nostri gusti, le nostre abitudini, le preferenze politiche, i prodotti che ci piacciono e quelli che odiamo. Di noi conoscono tutto ormai. Grazie al cellulare, tablet o pc siamo costantemente filtrati, scannerizzati, analizzati.  Qualsiasi informazione possa essere raccolta dalle nostre abitudini è merce preziosa. Oggi 10 miliardi di computer, smartphone e tablet si scambiano continuamente in tutto il mondo flussi di dati.
L’enorme mole di dati che si raccoglie sui singoli individui permettono alle agenzie di intelligence di compiere un’analisi predittiva dei comportamenti dei singoli, questo anche per ‘individuare i potenziali soggetti pericolosi’.
Un mondo smart è clean e sostenibile? Non lo è. 
Saremo (ancora di più) immersi nelle microonde, giorno e notte. Sono ormai sempre più numerose le prove e le testimonianze, internazionali e nazionali, sui danni prodotti da “elettrosmog”, cioè da campi elettromagnetici (EM) nocivi per la salute umana, prodotti da antenne, cellulari, cordless, Wi-Fi e altri prodotti similari.  Numerosi studi dimostrano che la radiazione da radiofrequenza danneggia l’ambiente, sia la flora che la fauna. E non avremo via di scampo.Nemmeno George Orwell nel suo libro “1984” si era spinto tanto, era più avanzato Huxley nel suo Brave New World. Pare che abbia scritto un copione per il futuro. La “dittatura dolce” è cominciata. E noi, in nome dellaCO2 e del Global Warming, l’abbiamo accettata?  FONTE e ARTICOLO INTEGRALE 
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Fonte tratta dal sito .

LA RETE 5G. CIÒ CHE NON CONOSCI PUÒ UCCIDERTI

Dopo l'articolo in due parti di Donna Fisher dedicato alla piaga dei campi elettromagnetici, rimaniamo in tema con una tecnologia che ci toccherà tutti da molto vicino: la Rete 5G, presentata come ultima tappa dell'evoluzione del wireless, ma molto rischiosa per la nostra salute e per l'ambiente e... decisamente orwelliana. Squarciamo allora il velo dell'ignoranza, deliberatamente voluta in modo sistemico, con un estratto dell'articolo di Reinette Senumche potete trovare integralmente sul numero in edicola di NEXUS(ordinabile anche qui). "Buona" lettura...



Le compagnie telefoniche stanno lanciando in tutti gli Stati Uniti la rete wireless 5G, con piccole celle da installare ovunque e sensori utilizzati per implementare l'Internet delle Cose, senza alcun riguardo ai prevedbili impatti sulla salute e sull'ambiente.

Come ti sentiresti se sapessi che una tecnologia non testata viene distribuita in tutto il tuo paese, senza nessuna supervisione governativa, nessuna trasparenza, nessun dibattito pubblico, nessuna regolamentazione, e nessun studio a lungo termine sugli impatti ambientali e sanitari? Come ti sentiresti se sapessi che stanno introducendo dei sensori da installare dappertutto – vestiti, elettrodomestici, materiali da costruzione, automobili, cosmetici, giocattoli, computer, mobili e così via – trasformando il nostro mondo nell’Internet di Ogni Cosa come componenti di questa tecnologia non testata?
Non sarebbe fantastico vivere in una realtà virtuale in cui ogni singolo oggetto e cosa vivente è collegato a una rete globale wireless, permettendo che ogni singola cosa che facciamo sia completamente monitorata e controllata e venga raccolto ogni bit di dati sulla nostra vita di tutti i giorni? In definitiva, tutte queste informazioni saranno vendute a (e hackerate da) corporazioni, nazioni e varie agenzie dell’alfabeto per essere analizzate, sintetizzate e messe a disposizione di chiunque per farci quello che vuole. E tutto perché c'è questa nuova frequenza non testata, nell’ordine dei millimetri, nota come lo spettro 5G, che viene attualmente diffusa in tutta l'America, senza clamore.

I miei primi anni con la tecnologia wireless

In realtà sono stata un precoce accolito della tecnologia wireless. Infatti, mi ci guadagnavo da vivere nel 1990-91, quando gestivo il primo negozio di telefonia cellulare nella contea di Nevada, in California. Si trovava in E. Main Street, Grass Valley, direttamente di fronte al municipio, e si chiamava Empire Cellular. Mi fu lasciato in eredità, nome e tutto, mentre ero seduta al bar del Nevada City North Ridge Inn con il mio ex compagno di scuola superiore, Dirk McCall. Stava cercando una strategia di uscita dal business, mentre io stavo cercando un reddito.
Poco dopo aver ereditato il negozio di cellulari di Dirk, cominciai a ricavare un considerevole profitto dal business. Ma di lì a un anno e mezzo, avevo venduto l'attività per pochi spiccioli e trovato un passaggio in Alaska per darmi alla pesca commerciale. Mi ero annoiata a morte.
Tuttavia, è stato durante quel breve periodo di un anno e mezzo all’Empire Cellular che mi innamorai dell'industria della telefonia cellulare e ne diventai una grande sostenitrice. Una volta aperte le porte agli affari, ero quella da cui andare per l'installazione e la manutenzione del cellulare. Di solito mi si poteva trovare mentre estraevo i componenti del cruscotto di una automobile per inserire un cavo e piazzavo antenne in cima alle macchine dei miei clienti. Diedi loro i meriti e i vantaggi dell’emergente mondo globale dei servizi cellulari. Aspettavo il giorno in cui avremmo avuto un cielo pieno di satelliti in orbita bassa, dandoci superiori possibilità di collegamenti cellulari in ogni angolo del mondo. All’epoca non vedevo l’ora.
Dopo avere gestito il primo negozio di telefonia cellulare nella contea di Nevada, negli ultimi 25 anni tenni d'occhio l'industria rimanendo in fervente attesa del suo sviluppo. Tuttavia, nel corso di quegli anni, l'industria delle telecomunicazioni ha perso il mio sostegno.
Non mi fraintendete: ci sono molti vantaggi nel mondo wireless. Non lo metto in dubbio. Infatti, non posso fare a meno di notare l'ironia che, mentre scrivo, sono totalmente dipendente da un computer portatile e da un modem wireless. È solo che la rete 5G non è un servizio cellulare migliore e più veloce – nemmeno lontanamente.

Sopra: uno schema generale della rete cellulare 5G.

La frontiera spettrale non testata 5G

Non è quello che pensate. Sicuramente non era quello che pensavo nel 1991. In effetti, non avevo idea di cosa avesse pianificato l'industria per l’intero nostro pianeta.
Non è mai stato più chiaro prima della conferenza stampa dello scorso anno, il 20 giugno, quando Tom Wheeler, all’epoca controverso presidente della Federal Communications Commission degli Stati Uniti (FCC) ed ex capo del vasto gruppo lobbistico, la Cellular Telecommunications and Internet Association (CTIA), ha proposto la diffusione massiccia di trasmettitori commerciali 5G nel 2020. Anticipando “decine di miliardi di dollari in attività economiche” con le aziende statunitensi “prime ai nastri di partenza”, Wheeler ha ammonito il pubblico americano:
“...state alla larga dalla via dello sviluppo tecnologico... dare libertà agli innovatori è di gran lunga preferibile che aspettarsi che i regolatori definiscano il futuro.” (1)
Quei fastidiosi regolatori: cosa pensano di fare, proteggere il pubblico?
Poi, con scarsa fanfara, l'FCC ha approvato una serie di reti ad alta frequenza non testate per lo sfruttamento del settore privato, creando in ultima analisi una tendenza assai pericolosa senza menzionare gli impatti ambientali o sanitari, la sovrintendenza o la responsabilità aziendale.
Entro il 2020, l'industria delle telecomunicazioni intende coprire l'America con oltre due milioni di "piccole celle" installate su ogni lampione, su edifici, elettrodotti, praticamente ovunque, senza che nessuna persona, insetto o animale abbia un luogo dove fuggire.
Inoltre, i "sensori" nascosti che citavo in precedenza, inseriti in ogni articolo che si acquista, monitoreranno, controlleranno e invieranno segnali. Gli scienziati hanno scoperto che la pelle, il nostro organo più grande, risponde alla 5G e che le nostre ghiandole sudoripare possono agire come antenne e ricevere segnali.2 Questi sensori non sono stati testati per la sicurezza e gli esperti del settore prevedono un’impennata nei tassi di melanoma nella nazione.
Importanti sostenitori della salute e rinomati scienziati di tutto il mondo sono a dir poco allarmati.
Il dottor Joel M. Moskowitz, direttore del Centro per la salute della famiglia e della comunità dell'Università della California, a Berkeley, auspica che “venga garantita la precauzione prima di scatenare la tecnologia 5G sul mondo”.
L'ex fisico del governo statunitense Dr. Ron Powell sottolinea che la 5G
“...irradierebbe tutti, anche i più vulnerabili, danneggiando con le radiazioni da radiofrequenza donne in gravidanza, feti, bambini piccoli... gli anziani, i disabili e gli ammalati cronici... avrebbe come obiettivo irradiare tutti gli ambienti...” (4)

La politica di tutto

La probabilità che veniate a sapere della tecnologia 5G è praticamente nulla perché così vuole l'industria delle telecomunicazioni. Viene diffusa senza clamore come può esserlo sicuramente qualsiasi tecnologia non testata né verificata...
Fonte tratta dal sito .

Viviamo nella dittatura dei desideri indotti

Se vogliamo essere tranquilli, siamo invitati a metterci tutti in divisa, ad essere senza volto. Scriveva Karl Jaspers: «È possibile spiegare tutto, senza nulla comprendere». Proprio quanto ci sta accadendo. Crediamo di sapere tutto senza comprendere nulla.
Viviamo in tempi stranissimi che, oltre ad un volgare conformismo, non ci consigliano di andare. E chiamiamo questo conformismo “buon senso”, “saper vivere” e persino lealtà alla patria, o addirittura “fede”. Così siamo giunti al punto che manifestare un desiderio di conoscere e riflettere, di pensare, oppure dichiarare di avere un punto di vista diverso da quanto ogni autorità ci propone, significa candidarsi al sospetto. Come minimo, si rischia di trovarsi ai margini del proprio gruppo. L’attuale sistema ha come presupposto che qualcuno pensi e giudichi per tutti.
E allora, l’ordine interiorizzato e che nessuno verbalizza, ma che scivola indisturbato nelle pieghe di ogni coscienza è: «Non pensate, gente, non pensate, ricordatevi di non pensare, pensare stanca, è inutile, pensa uno per tutti e vi protegge dal vostro stesso pensiero…». Così viviamo tempi di conformismo coatto. Se vogliamo essere tranquilli, siamo invitati a metterci tutti in divisa, ad essere senza volto. Scriveva Karl Jaspers: «È possibile spiegare tutto, senza nulla comprendere». Proprio quanto ci sta accadendo. Crediamo di sapere tutto senza comprendere nulla.
Da ciò ne discende uno stile di vita che rifugge quasi per istinto dalla complessità dei problemi. Tutto è semplice, tutto ha una soluzione, purchè non si pensi e non si dica a nessuno che la vita è rischio, scommessa, impegno, progetto di costruire insieme qualcosa di bello e sensato. Le società occidentali hanno fatto della libertà la loro bandiera. Nessun valore è stato tanto esaltato, in questi ultimi trecento anni, e nessuno appare, anche oggi (almeno in Occidente), tanto indiscutibile.
È stato in nome della libertà che si sono sviluppate le grandi rivoluzioni della storia moderna. Ed è sempre appellandosi ad essa che ci si è battuti, nel secolo scorso, contro la potenza soffocante dei totalitarismi. Ma cosa significa, realmente, essere liberi? L’esperienza insegna che è più facile battersi per la libertà, che non individuarne l’effettivo significato. Ma è facile rendersi conto che dal concetto di libertà che si adotta dipende anche il tipo di liberazione per cui ci si deve battere.
Se consideriamo la libertà come quella condizione nella quale non si è costretti da niente e da nessuno a fare o non fare qualcosa, poniamo l’accento esclusivamente sugli ostacoli esteriori che spesso limitano l’azione del soggetto e ne mortificano l’autonomia. A questa idea si sono ispirate e si ispirano molte battaglie per la liberazione da condizionamenti politici, economici, sociali e culturali. E certo il poter fare senza ostacoli ciò che si desidera costituisce una condizione necessaria della libertà.
Ma è anche sufficiente? A farcene dubitare potrebbe essere il fatto semplicissimo che di una libertà così intesa si può parlare anche a proposito di animali non umani. Un cane è “libero” se non è attaccato al guinzaglio. In realtà, c’è da chiedersi se una persona realizzi veramente la sua libertà quando può fare ciò che desidera. È possibile, infatti, porre una questione più a monte, e cioè se questa persona sia libera di desiderare quello che desidera.
In una società come la nostra, dominata dai meccanismi della pubblicità, questo dubbio si impone con particolare evidenza: è veramente libero che, subendo un bombardamento quotidiano di messaggi più o meno subliminali, si trova a desiderare un prodotto di cui non avrebbe alcun reale bisogno, anche a costo del sacrificio di altre cose, ragionevolmente assai più utili? L’esempio più eclatante di tale fenomeno è il clamore suscitato dal lancio dell’ultimo modello di iPhone, che rispetto ai suoi predecessori ha veramente poche novità.
Eppure, il martellamento mediatico ha generato in numerosi giovani il desiderio di acquistarne uno, ad un prezzo è estremamente elevato e senza nessuna reale utilità rispetto ad un telefono cellulare “normale”. La domanda è: sono realmente io a desiderare, o c’è qualcun altro che mi spinge a desiderare? Il fatto è che il desiderio, come tale, è facilmente condizionabile dall’esterno. Esso dipende dagli oggetti che ci si presentano e nei cui confronti siamo liberi di sentirci attratti o meno.
Esiste, tuttavia, un livello in cui la libertà umana si manifesta nella sua peculiarità ed è quello della volontà. Qui non si tratta più di poter fare, ma di poter scegliere ciò che si vuole fare. Per questo, però, è essenziale il pensiero. Senza pensiero la libertà si appiattisce sul livello dei riflessi condizionati. Accennavamo prima ai meccanismi della pubblicità. Si pensi anche alle mode e all’omologazione che ne risulta in tutti i settori, da quello dell’abbigliamento a quello, ben più delicato, delle opinioni etiche, politiche o religiose.
Oggi è molto difficile sfuggire a questa forma di dominio invisibile. Ed esso è tanto più pericoloso in quanto censura non le risposte, ma le stesse domande. Moltissimi uomini e donne, oggi, vivono alle prese con problemi che sono stati messi in “agenda” da altri. Ebbene, ciò è caratteristico dei totalitarismi che, a differenza degli antichi regimi assolutistici, mirano non a soffocare le opposizioni, ma a conquistare il cuore e la mente delle persone, plasmandole per così dire “dall’interno”, piuttosto che costringendole dall’esterno.
È chiaro che se si adotta il concetto dominante di libertà, le nostre società, apparentemente, sembrano essere libere, senza nessun limite esteriore, ma sono minacciate da una forma di oppressione totalitaria che può essere individuata e denunziata solo se si adotta un concetto più ampio di libertà, che naturalmente non escluda il primo, ma lo collega al problema della scelta consapevole e non soltanto al comportamento esterno. A questo punto il problema del pensiero si rivela drammaticamente attuale.
Se su di esso si gioca il valore della libertà, nel suo significato più pieno, vale la pena chiedersi perché oggi sia così debole di fronte alle sfide della vita personale e sociale, e come sia possibile restituirgli la sua forza. Forse bisognerebbe cominciare dallo spegnere la nemica numero uno dell’umanità: la televisione!
Fonte tratta dal sito .

Il Fentanyl uccide 91 statunitensi al giorno

È ormai la prima causa di morte per gli americani sotto i 50 anni, quindi in età produttiva: 91 americani muoiono ogni giorno per overdose da Fentanyl, un oppioide sintetico, antidolorifico, che crea forte dipendenza. La chiamano “opioid epidemic”: 52.000 morti nel 2015, 59.000 nel 2016 (più 19%), già oltre 60.000 ad agosto 2017; saranno almeno 65.000 a fine anno.
Aumenti spaventosi.
Gli Stati Uniti sono il paese con più morti per overdose del mondo per milione di abitante e lo sono per un differenziale enorme: 245,8 morti ogni milione all’anno contro i 26,4 per milione in Europa, dati del 2015, quindi 10 volte di più. A morire per overdose non sono tanto i neri o gli ispanici, sono soprattutto i bianchi, e soprattutto i maschi bianchi. Un coroner della Pennsylvania occidentale lamenta: ogni notte mi arrivano anche 13 corpi, non so più dove metterli; è come una peste.
In vari Stati i poliziotti sono stati forniti di Naloxone, un farmaco d’emergenza: se trovano un morente per overdose, l’iniezione può salvarlo, ma ovviamente non fa nulla per ridurre il tasso di dipendenza. Lo Stato dell’Ohio ha querelato cinque farmaceutiche che fabbricano e producono il Fentanyl, per “favoreggiamento dell’epidemia”.
Incredibilmente, il Fentanyl viene prescritto dai medici, appunto come antidolorifico – almeno all’inizio. Poi i pazienti cominciano a comprarlo illegalmente.
Ci sarebbe anzitutto da chiedere: per quali mai dolori gli americani si rivolgono al medico, se il medico trova normale prescrivere un “antidolorifico” oppioide sintetico «che è 50 volte più forte dell’eroina e 100 volte più potente della morfina»? Quali dolori – se non quelli incoercibili del cancro terminale – richiedono un tale palliativo? Oppure si tratta della necessità di “funzionare” sul lavoro anche se si soffre per un qualunque dolore perché non ci si può assentare? E poi: sono dolori fisici, quelli che gli americani maschi bianchi vogliono soffocare con la prescrizione, o dolori spirituali a cui non sanno dare un nome?
Anche il male sociale è stato privatizzato. Te lo curi da te.
Il sito “Governing.com”, notiziario di tutti gli enti locali, osa un’altra diagnosi: «Non è come le passate crisi per droga, come quelle del crack o delle meta-anfetamine, non è la comparsa di una nuova classe di droghe che creano dipendenza a far morire ogni giorno 91 americani. Questa crisi degli oppiacei è una crisi del lavoro; è una crisi di affitti accessibili per le case. Le stesse forze che hanno rimodellato l’economia nel decennio scorso, hanno lasciato il vuoto riempito, in certe zone, dagli oppioidi».
E aggiunge: «Uno studio dell’Università di Pennsylvania dopo le elezioni presidenziali dello scorso novembre ha scoperto che il presidente Trump ha preso enormemente più voti del previsto in quelle province (contee) che registrano il più alto tasso di “morti da disperazione”, ossia suicidi, overdosi di droga o da alcolismo. Ciò mostra che molti americani si sentono lasciati indietro dall’economia che cambia, e non credono più che il quadro politico attuale li sta aiutando». Dunque sono i bianchi maschi, in età da lavoro, che devono “funzionare” anche se malati per non essere licenziati; gente che votava democratico, spesso, che invece ha votato l’uomo nuovo che ha promesso, o anche solo dato l’impressione, di avere a cuore la loro tragedia? Forse i dolori che accusano questi bianchi non vengono dal corpo, né propriamente dallo spirito – ma vengono da una malattia sociale cui non sono più abituati a dare il senso giusto: ossia politico e collettivo, e che reinterpretano come un dolore privato, da “superare” e da “ingoiare”?
Ho già accennato – troppo in breve – a un altro studio di due università, la Boston University – Department of Political Science – e la University of Minnesota Law School, sul rovesciamento del voto in circoscrizioni tradizionalmente democratiche, che hanno rifiutato Hillary Clinton e votato invece per Trump: sono quelle dove un numero maggiore di soldati, giovani che avevano “servito la patria” nei 15 anni di guerre americane, sono tornati nelle bare, o vivi e mutilati, o invalidi psichici. Per lo studio, tre Stati chiave per la vittoria di Donald (Pennsylvania, Michigan e Wisconsin) avrebbero dato la vittoria a Hillary se i vicini non avessero visto tante famiglie in lutto o con un invalido di guerra in casa. «Trump ha parlato a questa parte dimenticata dell’America». L’America dimenticata che sta elevando una silenziosa protesta per il costo umano che sta subendo per sostenere i 15 anni di guerre insensate non solo politicamente, ma eticamente (sono infatti, sappiamo, “guerre per Israele”). Il tasso immane di suicidi fra i soldati americani, da otto anni in crescita, è leggibile come l’estrema protesta silenziosa e impotente di un popolo per quello che lo costringono a fare?
Nella fanteria, la più colpita, si toccano 29,9 suicidi per 100.000 persone, oltre il doppio della popolazione generale (12,6 per 100.000). Punte di un suicidio ogni 2,2 giorni. Si uccidono molto gli appena arruolati, anche prima di essere dispiegati in territorio nemico; ma moltissimo i congedati: «Venti reduci ogni giorno muoiono per suicidio», dice un rapporto ufficiale della Veteran Authority del 2016.
“I soldati si uccidono per la guerra perpetua”.
Sulle cause, silenzio. Jason Roncoroni, un tenente colonnello che ha fondato una associazione di prevenzione del suicidio, tocca l’argomento tabù: «Attribuisce il tasso fra i militari al sentimento, fra loro, che le guerre americane non finiranno mai, e l’aspettativa di missioni future senza fine. Abbiamo sfumato la linea tra il tempo di guerra e il tempo di pace». Già: il tasso di suicidi s’è alzato dai primi anni 2000, inizio delle guerre “al terrorismo” (11 Settembre 2001), e non è mai calato. Anche, qui, sono i maschi bianchi a suicidarsi di più: i bianchi compongono poco più della metà dei soldati in servizio, ma i suicidi fra loro sono 7 su 10.
Si piega sotto il fardello dell’uomo bianco, l’americano qualunque; l’uomo bianco che deve “funzionare”, e proprio per questo l’hanno caricato con un fardello che ormai lo schiaccia. E lui, sotto, incapace di sollevarlo, ci si uccide. Fatto istruttivo, solo l’armata israeliana ha tassi di suicidi paragonabili.
Aggiungiamoci i 500 omicidi l’anno nella sola città di Chicago, in cui sono coinvolti soprattutto negri, quasi due al giorno, e in continuo aumento. Nell’insieme è l’immagine di una popolazione che si autodistrugge, che si devasta. O che viene devastata dalla “economia che cambia” e “li lascia indietro”, con paghe sempre minori ed affitti da pagare, e la coscienza della propria inutilità. È il capitalismo terminale, quello che fa profitti non più producendo merci ma producendo bolle finanziarie, che nella sua perfezione ideologica applicata persegue la massima efficienza come la intende: pagare il meno possibile il lavoro, precarizzarlo, sostituirlo con robot a tappe forzate, per retribuire al massimo il capitale finanziario.
Tale “efficienza” porta l’effetto paradossale e opposto, che le imprese industriali rimaste in Usa fanno fatica a trovare lavoratori qualificati che non siano resi inservibili dall’oppioide. L’allarme è stato lanciato non da organizzazioni sociali, ma dalla stessa Federal Reserve. Le Fed di St. Louis ha denunciato l’introvabilità di lavoratori non drogati, e quindi improduttivi, in un “Libro Beige” diffuso il 12 luglio.
La stessa Janet Yellen, la governatrice della Federal Reserve, ha spiegato in un’audizione al Senato che «gli oppioidi erano una delle cause del crollo della forza-lavoro», insieme beninteso ai robot e alle delocalizzazioni.
Un crollo inaudito dalla «partecipazione alla forza lavoro», ossia delle persone che si offrono di lavorare. «Oggi, il 15% degli uomini fra i 25 e i 54 sono inspiegabilmente spariti dalla forza-lavoro – ossia uno ogni sette – nonostante il tasso di disoccupazione sia calato». Sono drogati che non riescono più a “funzionare”. La Yellen ha aggiunto di non capire e non sapere se «un così diffuso abuso di oppiacei sia la causa, o invece il sintomo di “malattie di lunga durata” di questi lavoratori».
La Yellen ha aggiunto di non capire e non sapere se “un così diffuso abuso di oppiacei sia la causa, o invece il sintomo di “malattie di lunga durata” che questi lavoratori”. Ecco, appunto: malattie non curate, perché mica ci si può assentare dal lavoro, e mica si può pagare l’assicurazione sanitaria e represse con il farmaco da prescrizione. L’efficienza capitalista terminale ha costituito una società anti-umana, dove i deboli e i poveri sono spregiati e trattati da bocche inutili, abbandonati.
L’abolizione di ogni protezione sociale (un costo), di ogni educazione superiore per chi non se la può permettere – e quella superiore che produce snowflakes senza spina dorsale, incapaci di sopportare la minima frustrazione esistenziale, legati al potere dal politicamente corretto, inutili per una rivoluzione –, l’ideologia permissiva e trasgressiva funzionale ai consumi superflui, si rivelano un regno sotto cui gli uomini si devastano e si danno la morte. Una specie di estrema, inconscia e impotente protesta contro un sistema radicalmente inumano e nichilista, non riconosciuto per tale dalle stesse vittime, che le spinge ad eliminarsi. A tal punto l’uomo è un animale “politico”.
Ovviamente il Sistema impone le sue cure in più alte dosi: ancora più robot per sostituire i salariati inefficienti, ancora più licenziamenti nei servizi, meno commesse e commessi negli shopping centers – che del resto chiudono l’uno dopo l’altro, perché si compra su Amazon e si risparmia.
La finanza speculativa persegue la perfezione della sua utopia disumana: non lasciare niente alle masse, per prendersi tutto, letteralmente tutto per sé.
Uno degli effetti viene descritto così: “L’industria Usa della ristorazione è bloccata nel suo peggiore collasso dal 2009”. Sempre meno clienti. Si deve sapere che quando si parla di “industria della ristorazione” (ma non era un servizio?) non si intendono i ristoranti di lusso, ma i McDonalds e simili in cui mangia in fretta con 5 dollari un hamburger l’uomo comune. Quello che adesso è senza salario e si spende il poco che ha in oppioidi. Chi ci devono andare da McDonalds, secondo il capitalismo terminale? I robot con cui ha sostituito le persone?
E in questa spaventosa crisi e collasso di un intero popolo, cosa fanno le sinistre (alla Soros?) incitano i neri alla distruzione dei monumenti confederati; un’operazione sistematica cui si prestano i negri e gli snowflakes, e a cui i “suprematisti bianchi” di Charlottesville hanno reagito come sappiamo. Un modo molto astuto di deviare la rabbia popolare perché non si rivolga contro i loro veri oppressori.
Non si creda che queste cose in Europa non succederanno. Già stanno succedendo.
Chissà chi sono quegli italiani che spendono 14,5 miliardi l’anno in stupefacenti, la metà in cocaina.
“Il mercato del lavoro non si rivolge più a chiunque, ma cerca solo i più qualificati in alto e i non-qualificati affatto, in basso. Via la classe media! Le classi popolari non fanno più parte del progetto economico delle classi dirigenti, e non interessano il mondo intellettuale”: così il sociologo Christophe Guilluy in “La France Périphérique – Comment on a sacrifié les classes populaire”: dove dimostra come i veri poveri non stano nelle banlieues multirazziali tanto osservate dai media, che invece raccolgono almeno le briciole della nuova economia ultra—metropolitana, essendo vicine a Parigi (dove gli operai sono calati dal 25% all’8%, mentre i dirigenti sono passati dal 15 al 42%). No, i veri poveri sono i dimenticati del Nord ex industriale, dimenticati da tutti,che votano FN e affondano nell’alcolismo – vecchio segnale francese di disperazione. Ma per questo occorrerà un altro articolo.
Fonte tratta dal sito .

Robot “motivatori” prenderanno il posto degli insegnanti nei prossimi 10 anni

Un importante pedagogista ha predetto che nei prossimi dieci anni i robot inizieranno a rimpiazzare gli insegnanti di classe, portando a una grande rivoluzione dell’insegnamento nel rapporto uno a uno.
Sir Anthony Seldon, vice rettore dell’Università di Buckingham, ha dichiarato che, grazie a macchinari intelligenti che si adattano agli stili di apprendimento dei singoli bambini, l’insegnamento accademico tradizionale verrà migliorato e reso più interessante.
L’ex professore del Wellington College ha spiegato che i programmi, in corso di sviluppo nella Silicon Valley, saranno in grado di leggere le espressioni facciali degli studenti, e adatteranno il loro metodo di comunicazione a quello che più si addice a essi.
Questa nuova epoca di insegnamento automatizzato promette di porre fine al raggruppamento di studenti in base all’età, in quanto la programmazione personalizzata dei robot permetterà agli scolari di imparare nuove nozioni in base ai loro ritmi e non in base alla classe.
“L’impatto sarà enorme” dice Sir Anthony Seldon. “Ognuno potrà avere il migliore insegnante a sua disposizione, e sarà completamente personalizzato; il software con il quale inizierai la tua formazione ti seguirà durante tutto il percorso.”
Il professore ha però avvertito che la nuova tecnologia andrà introdotta gradualmente.
Gli insegnanti saranno parte di questa nuova pedagogia robotica, in quanto supervisori con il compito di monitorare il progresso dei singoli studenti, introducendo attività non accademiche e supporto. L’efficienza di questo nuovo insegnamento significherà anche che solo il 30% del tempo scolastico si passerà in aula.
Sir Selton, storico contemporaneo autore di biografie di David Cameron e Tony Blair tra gli altri, annuncia la nuova era pedagogica nel suo nuovo libro in uscita l’anno prossimo, La quarta rivoluzione.
La prima rivoluzione è considerata l’apprendimento delle basi della sopravvivenza – la raccolta, la caccia, l’agricoltura e la costruzione di ripari. La seconda riguarda la prima condivisione organizzata del sapere e la terza è segnata dall’invenzione della stampa. Le macchine di insegnamento saranno “straordinariamente ispiratrici”, dice Sir Selton.
“Ci saranno sempre figure umane, durante l’orario scolastico, ma concretamente l’ispirazione in termini di stimolo intellettuale deriverà da un’accensione del cervello provocata dalle macchine, programmate alla perfezione per questo scopo. Le macchine sapranno esattamente cosa ti stimola di più e ti sottoporranno a una sfida che non è né troppo difficile né troppo semplice, ma quella giusta per te.”
“La tecnologia sta già iniziando ad arrivare, negli Stati Uniti sta già modificando il sistema scolastico. Mi aspetto che si diffonda nei prossimi 10 anni. Il pericolo maggiore è che riduca i posti di lavoro. Se prendiamo la tecnologia nel modo sbagliato, questa finirà per fare tutto al posto nostro, proprio come la diffusione della navigazione satellitare ha fatto sì che oggi più nessuno sia in grado di leggere una mappa.”
Gli esperti predicono che l’insegnamento automatizzato di matematica e scienze costituirà l’avvento dei robot insegnanti, ma che in seguito verranno concepiti sofisticati algoritmi che permetteranno ai robot di insegnare le materie umanistiche.
Fonte tratta dal sito .

VACCINI: FETI ABORTITI, DERIVATI DI SUINI, POLLO, UOVA E SANGUE BOVINO…

Le religioni sono forme di controllo sociale. Non mi riferisco ovviamente all’aspetto spirituale, che va assolutamente rispettato, ma alle strutture politico-ecclesiastiche inventate dagli uomini.
Uomini che poi si sono arrogati il diritto di interporsi tra noi e Dio e di mediare con il divino.
Da quando in qua serve una intercessione per comunicare con i mondi spirituali?
L’uomo prima scrive i libri sacri (Bibbia, Talmud, Corano, ecc.) e poi ne dà l’interpretazione.
Interpretazione che cambia a seconda del periodo storico e a seconda delle evenienze!
Esistono il prete, il rabbino e il mujaheddin che ci dicono quello che va bene e quello che non va bene: tutto il resto è eresia.
In ambito vaccinale cosa ci dicono la chiesa cattolica, l’islam e il giudaismo? Il discorso è molto interessante visto che la produzione dei vaccini pediatrici contempla l’utilizzo di cellule di feti abortiti, gelatina di maiale, derivati del latte e del sangue bovino…


IL CONTENUTO DEI VACCINI
Tralasciamo volutamente gli adiuvanti (sali di alluminio, mercurio, formaldeide, antibiotici, ecc.) contenuti nei vaccini i cui effetti neurotossici sono noti da tempo, per occuparci esclusivamente degli aspetti morali di alcune sostanze contenute in questi farmaci speciali.
Non tutti i cattolici, ebrei e musulmani sanno che nella produzione della maggior parte dei vaccini vengono utilizzati terreni di coltura cellulari umani e animali (WI-38, MRC-5 e VERO).
La sigla WI-38 (Winstar Institute 38) indica cellule fibroblasti di polmone umano espiantate nel 1964 da un feto femmina svedese abortito perché la famiglia riteneva di avere già troppi figli. Questa linea cellulare viene utilizzata ancora oggi per far crescere i virus utilizzati nei vaccini morbillo, parotite, rosolia, varicella ed herpes zoster.
La linea cellulare MRC-5 (Medical Research Council 5) indica cellule polmonari umane provenienti da un feto maschio di 14 settimane abortito nel 1966 perché la mamma ventisettenne inglese era internata per “motivi psichiatrici”. Questa linea viene usata per epatite A, epatite B, tifo, polio, difterite-tetano-pertosse, vaiolo, rabbia ed herpes zoster.
La linea cellulare VERO non è umana ma animale, le cellule infatti derivano dai reni di una scimmia verde africana.
Ce ne sono altre, però queste sono le principali linee cellulari usate dalle industrie.
Ma nella crescita e nella produzione dei virus e dei batteri vaccinali entrano in gioco molte altre sostanze di origine animale…


PERCHE' I PRODOTTI ANIMALI SONO UTILIZZATI NELLA FABBRICAZIONE DI VACCINI?
I vaccini contengono forme uccise o indebolite di batteri o virus.
Alla fine del XIX secolo, i microbiologi hanno cominciato a coltivare i batteri in laboratorio. I primi batteriologi hanno cercato di imitare quanto più possibile l’ambiente e i tessuti di una persona infetta utilizzando soluzioni contenenti zuccheri, sali e vari estratti di carne (proteine) per creare «mezzi di crescita».
Queste condizioni erano ottimali per far crescere batteri e virus in laboratorio, perché tali supporti organici fornivano le sostanze nutritive necessarie.
Nonostante siano stati sviluppati supporti sintetici per la crescita di molti microrganismi attualmente si usano ancora nutrienti supplementari forniti da prodotti derivati dall'animale come il siero e il sangue.


VACCINI E GELATINA DI MAIALE (stabilizzatore)
La gelatina è una proteina formata dalla pelle si maiale bollita o dal tessuto connettivo.
Tutta la gelatina contenuta nei vaccini è di origine suina.
La gelatina viene utilizzata in alcuni vaccini vivi come stabilizzatore per proteggere i virus contro gli effetti della temperatura (troppo freddo o troppo caldo).
La gelatina nei vaccini è altamente purificata e idrolizzata quindi diversa dalla gelatina naturale utilizzata negli alimenti.
La gelatina si trova in questi vaccini: MMR (MMRVaxPro), Zostavax, Varivax.

Ecco il contenuto di gelatina suina nei principali vaccini pediatrici.
Trivalente MMRII: 14,5mg per dose
Quadrivalente MMRV (ProQuad): 11 mg per dose
Varicella (Varivax): 12,5 mg per dose
Zooster (Zostavax): 15,58 mg

Ecco cosa riporta il sito del Children’s Hospital of Philadelphia (vedere fonti bibliografiche) a proposito della gelatina suina.
«Anche se l’incidenza di anafilassi alla gelatina è estremamente bassa, la gelatina è la causa più comune di reazioni allergiche gravi ai vaccini.
(…) Pertanto, sarebbe bene sapere di eventuali allergie alla gelatina prima di usare un vaccino contenente gelatina».

ALBUMINA UMANA (stabilizzatore)
L’albumina umana sierica è la proteina più comune nel sangue umano.
Attualmente viene utilizzata in quantità molto piccole come stabilizzatore in uno dei vaccini per la varicella (Varilrix). Proviene da donatori di sangue che vengono sottoposti a screening e il processo di fabbricazione toglie qualsiasi rischio di passaggio di virus dal siero.

ALBUMINA UMANA RICOMBINANTE (stabilizzatore)
Uno dei vaccini MMR, MMRVaxPro, contiene una piccola quantità di albumina umana ricombinante (0,3 mg per dose). L’albumina è prodotta da cellule (per esempio di lievito) a cui viene inserito il gene dell’albumina umana mediante la tecnica di DNA ricombinante.
Così facendo le cellule sono in grado di generare grandi quantità di albumina umana senza alcuna necessità di estrarla dal sangue.
Sembra interessante tutto ciò ma attenzione perché si tratta di una pericolosissima ingerenza e modifica genica (del DNA) con conseguenze impensabili. DNA umano inserito dentro il DNA di un lievito (fungo)…

PROTEINE D'UOVO (ovalbumina)
L’allergia all’uovo è abbastanza comune nei bambini al di sotto dei 5 anni e molto più comune nei bambini rispetto agli adulti. Solo in Gran Bretagna sono circa 60.000 i bambini con allergia alle uova.
I vaccini possono contenere tracce di proteine d’uovo, e questo perché il virus dell’influenza per esempio viene coltivato su uova di galline.
Naturalmente per il sistema sanitario la maggior parte dei bambini con allergia all’uovo può essere vaccinata tranquillamente poiché il contenuto di ovalbumina sarebbe molto basso. L’unica eccezione, dicono, sono i bambini che hanno una grave anafilassi sulle uova.
Come si può accertare questa allergia in un neonato di pochi mesi che non ha mai mangiato uova?
Fino a poco tempo fa, le persone allergiche alle uova non potevano ricevere per esempio il vaccino trivalente MMR. Tutto è cambiato da circa dieci anni, da quando i virus di morbillo e parotite vengono coltivati in un terreno di cellule embrionali di polli (e non più sulle uova).
Quindi non ci sarebbe abbastanza proteina d'uovo nel vaccino MMR per causare reazioni allergiche.
Altri vaccini, come quello contro la febbre gialla, possono contenere proteine d'uovo.

PRODOTTI DI ORIGINE BOVINA
S’intendono tutti i prodotti derivati da una mucca o da un vitello (latte, siero bovino proveniente dal sangue della mucca).
Come detto i microrganismi per la produzione di vaccini vengono coltivati in condizioni controllate in un mezzo (medium) che fornisce le sostanze nutritive necessarie alla crescita: tali sostanze nutritive derivano da prodotti ovini e bovini.
I componenti della mucca vengono spesso utilizzati perché le mucche essendo animali molto grandi usati per il cibo mettono a disposizione molti materiali.
I prodotti derivati possono includere aminoacidi, glicerolo, gelatina, enzimi e sangue.
Il latte della mucca è una fonte di aminoacidi e zuccheri come il galattosio, altri derivati includono il glicerolo. La gelatina e alcuni aminoacidi provengono da ossa di mucca. L’apparato scheletrico viene utilizzato per preparare brodi utilizzati in alcuni medium.
Le cellule che vengono utilizzate per propagare i virus richiedono l’aggiunta di siero da sangue.

COME SI GIUSTIFICANO LE RELIGIONI?
I cattolici, quelli veri, dovrebbero essere preoccupati perché per produrre i virus vaccinali si usano ancora delle linee cellulari di feti abortiti.
Lo stesso vale per i musulmani e gli ebrei circa l’uso di derivati animali, come sangue bovino e gelatina di maiale nella produzione di vaccini.
Ovviamente le gerarchie religiose sminuiscono il problema.
Secondo l’interpretazione (umana) delle leggi ebraiche, non esisterebbe nessun problema con la gelatina o altra sostanza animale se viene usata in un prodotto che non entra in bocca.
Medesima cosa per i leader musulmani i quali avrebbero stabilito che l’uso della gelatina suina nei vaccini non rompe le leggi alimentari religiose, perché è altamente purificato e viene iniettato, non ingerito!
Secondo il rabbino Abraham Adler: «non esiste alcun problema con i suini o altri ingredienti derivanti da animali nei prodotti non orali. Ciò include vaccini, inclusi quelli somministrati attraverso il naso, iniezioni, supposte, creme e pomate».
Quindi gli ebrei ortodossi e i musulmani doc possono fare sonni tranquilli se i derivati del maiale vengono inoculati, respirati, introdotti nel retto mediante supposta, perché la cosa fondamentale è che non vengano mangiati. Solo allora si può gridare allo scandalo.
I vertici della chiesa cattolica in quanto voli pindarici non sono da meno.
Nel 2005 il documento della Pontificia Academia Pro Vita dal titolo: «Riflessioni morali circa i vaccini preparati a partire da cellule provenienti da feti umani abortiti» poneva alcune interessanti riflessioni.
«I vaccini, poiché sono preparati a partire da virus raccolti nei tessuti fetali infettati e volontariamente abortiti, e successivamente attenuati e coltivati mediante ceppi di cellule umane ugualmente provenienti da aborti volontari, non mancano di porre importanti problemi etici.
Se una persona respinge ogni forma di aborto volontario di feti umani, tale persona non sarebbe in contraddizione con se stessa ammettendo l’uso di questi vaccini di virus vivi attenuati sulla persona dei propri figli? Non si tratterebbe in questo caso di una vera (ed illecita) cooperazione al male?».

Siccome questo documento poneva grossissimi interrogativi, il 31 luglio 2017 l’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute (CEI) e l’associazione Medici Cattolici Italiani hanno ben pensato di aggiornarlo. In peggio ovviamente.
Ecco l’attuale parere della chiesa: «nel passato i vaccini possono essere stati preparati da cellule provenienti da feti umani abortiti, ma al momento le linee cellulari utilizzate sono molto distanti dagli aborti originali».
Quindi gli esperti della CEI confermano che i virus odierni sono coltivati su cellule di feti abortiti, ma essendo passato mezzo secolo il problema morale si è cancellato! Et voilà.
Un aborto fatto 50 anni fa non è più un aborto.
Chiederemo agli esperti morali della chiesa dopo quanti anni un aborto, da abominio diventa una cosa socialmente utile.
Le chicche purtroppo non finiscono qua: «per quanto riguarda la questione di vaccini che nella loro preparazione potrebbero impiegare o avere impiegato cellule provenienti da feti abortiti volontariamente, va specificato che il “male” in senso morale sta nelle azioni, non nelle cose o nella materia in quanto tali».
Quindi il “male in senso morale” secondo la Santa Chiesa è stato commesso solo dalla madre che “volontariamente” ha abortito il feto. L’industria che ha fisicamente prelevato le cellule dai polmoni del feto morto per coltivare in vivo i virus vaccinali speculandoci sopra miliardi; le case farmaceutiche che acquistano questi virus per spacciare vaccini; i medici che li inoculano nel corpo di neonati e i genitori che portano i loro figli alle Asl non hanno nessuna colpa morale.
Ecco lavate in un sol colpo, nascondendosi dietro interpretazioni delle sacre scritture, tutte le responsabilità morali di una pratica medica aberrante e rischiosissima.
Voi cattolici non datevi pena se i virus vengono coltivati ancora oggi su cellule di feti abortiti, perché non avete costretto voi ad abortire le donne, quindi il male è stato commesso da qualcun altro...
Voi ebrei e musulmani non datevi pena se dentro i vaccini vi sono derivati animali tra cui suini, bovini e pollame vario, perché mica li dovete mangiare, li dovete soltanto iniettare nel sangue di vostro figlio...
Finalmente il Re è nudo.
Il vescovo di Roma, i portavoce di Maometto e i discendenti di Abramo, cioè le strutture gerarchiche piramidali che gestiscono e controllano le principali religioni monoteistiche, hanno manifestato la loro vera natura…
 

Fonti ufficiali:
Vaccine Knowledge Project
http://vk.ovg.ox.ac.uk/vaccine-ingredients
Department of Health, Medicine or Pharmaceuticals of animal origin
https://www.health.qld.gov.au/…/…/0024/147507/qh-gdl-954.pdf
Vaccine allergies
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3890451/
Vaccine excipient & media summary
https://www.cdc.gov/…/do…/appendices/b/excipient-table-2.pdf
Vaccines and porcine gelatine
http://www.nhsdirect.wales.nhs.uk/pdfs/WGGe.pdf
Vaccine Ingredients – gelatin. Children’s Hospital of Philadelphia
http://www.chop.edu/…/vaccine-e…/vaccine-ingredients/gelatin

Fonte tratta dal sito .

PD E LA SCUOLA SFORNA SOMARI

La scuola è da sempre il mezzo primario per la manipolazione culturale e mentale.
Impadronirsi della mente dei bambini per formarli e condizionarli è nell’agenda del Sistema.
Abituare i futuri sudditi a eseguire gli ordini delle autorità attraverso l’esecuzione ripetuta negli anni degli ordini degli insegnanti.
Abituare i futuri sudditi alla sistematica gratificazione, all’assenza di regole e di confronti con la realtà quella vera.

Tutto questo sforna creature incapaci di auto-disciplina, completamente dipendenti e non in grado di organizzarsi nella vita.
Saranno degli adulti corrotti, dipendenti dall’esterno e facilmente manipolabili.
Nelle scuole l’insegnamento delle materie fondamentali è concepito in modo da prevenire il formarsi di una visione d’insieme (storia, economia, salute, scienza, ecc.), affinché le nuove generazioni non dubitino mai che il sistema di potere sia democratico e legittimo.

Ha perfettamente ragione il linguista statunitense Noam Chomsky quando scrive: «siccome nelle scuole non insegnano la verità circa il mondo, le scuole devono ricorrere a inculcare negli studenti propaganda circa la democrazia.
Se fossero realmente democratiche, non vi sarebbe bisogno di bombardarli con banalità circa la democrazia».
Quindi viene da sé che nella scuola NON possono insegnare la Verità, perché la Verità renderebbe gli uomini liberi, e gli uomini liberi sono un problema serio…

La nostra società deve comporsi non di uomini liberi, ma di una massa informe di lavoratori-consumatori-elettori non pensanti alla base e una strettissima cerchia superiore di dirigenti, figli di imprenditori, politici e banchieri.
Saranno questi ultimi che portati ad un livello di conoscenza privilegiato e superiore dirigeranno la società e manterranno il potere stabilito!

La propaganda di regime lavora alacremente affinché nei libri di scuola, nei sussidiari scolastici, siano riportate solamente le cose che loro vogliono che noi sappiamo.
Decreto Renzi
La conferma di quanto detto arriva con la «Buona Scuola».
Entra in vigore la riforma del grande statista Matteo Renzi.
Da quest’anno infatti alle elementari e alle medie i professori dovranno far avanzare gli studenti anche con gravi insufficienze.
Ecco la novità della straordinaria e illuminante riforma renziana, portata avanti con genialità dal ministro senza istruzione Valeria Fedeli.

Quindi dal 2017-2018 si è promossi per decreto! Ecco cosa recita il decreto: «le alunne e gli alunni della scuola primaria sono ammessi alla classe successiva e alla prima classe di scuola secondaria di primo grado anche in presenza di livelli parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione».
Tradotto: se l’alunno (magari straniero) ha numerose lacune e insufficienze questo non è un buon motivo per non passare dalla quinta elementare alla prima media.
Quindi il somaro (senza nessuna offesa per questo stupendo animale) sarà promosso ugualmente, e per decreto!
Stessa cosa per le medie, dove per bocciare qualcuno non solo ci dovranno essere «gravi infrazioni disciplinari», ma anche una deliberata e adeguata motivazione.

Il decreto sforna-somari è un altro passaggio eccezionale per il Sistema.
Prepara e sforna sudditi perfetti: giovani privi di identità, senza un pensiero proprio e autonomo facilmente manipolabili.
In questo modo saranno avvantaggiati tutti i fannulloni autoctoni (che sono tanti) e gli extracomunitari che arriveranno a milioni grazie a politiche demenziali e scriteriate (Ius Soli*) di un governo illegittimo.
Cosa può chiedere di meglio una dittatura se non una sostituzione etnica, con creazione di un meticciato, privo di identità, privo di valori, privo di storia e cultura?
Il gregge perfetto di sudditi consumatori non-pensanti facilmente manipolabile…


* Lo Ius Soli permetterà e agevolerà l’invasione del suolo italiano da parte di milioni di individui. Milioni di immigrati provenienti da paesi non solo lontani geograficamente ma lontani anni luce dalla nostra cultura, storia e religione. Tale sostituzione etnica è un processo sociale e antropologico incarnato nel Pd che vuole realizzare prima possibile. Prima che la gente si svegli e li cancelli dalla storia della Repubblica italiana.
Fonte tratta dal sito .