domenica 23 aprile 2017

La Matrice Divina - Il campo energetico del Tutto / Le prove della Legge di Attrazione Universale


“Riconoscete ciò che è visibile, e ciò che vi è nascosto vi diverrà chiaro”
-Gregg Braden-


La Matrice Divina è quella rete di energia che connette il nostro universo costituita da un intreccio di filamenti molto simili a quelli presenti nel nostro cervello.
Abbiamo sempre pensato che il vuoto esista, e che sia materialmente riscontrabile, ma recenti studi sviluppati all’interno dell’Università di Princeton fondati su immagini scattate dalla sonda Chandia messa in orbita dalla Nasa, provano che il vuoto non esiste!!!
Siamo circondati da un infinito campo energetico e i nostri corpi e tutto ciò che esiste intorno a noi, altro non sono che la materializzazione di questo campo. Il nostro cervello è un antenna sintonizzata alla ricezione di informazioni provenienti dal campo stesso (inconscio collettivo) ed il linguaggio con cui ci è possibile comunicare con esso, è costituito dalle nostre emozioni.
Albert Einstein sosteneva che noi, come esseri umani, non avessimo alcun impatto sull’universo circostante: fossimo dei semplici osservatori passivi. Questa filosofia è  derivata da decenni di scienza Darwiniana che è stata alla base di tutte teorie occidentali, anche quelle eugenetiche.
Una scienza quasi “meccanicistica” che conferiva solo alla religione, la possibilità di individuare nell’uomo uno spiraglio di potere ed energia spirituali. Ora si scardinano queste convinzioni, perché anche se è vero che siamo costituiti da microscopiche particelle di energia quantistica (immaginiamoci l’atomo non più come piccolo sistema solare con un nucleo fisso al centro ed elettroni che, come satelliti, girano intorno ad esso, bensì come un’onda viva e pulsante), come ci è stato detto per circa 70 anni, oggi finalmente sono state studiate tutte le variabili proprietà di queste particelle ad alto potenziale.
Esse, ad esempio, possono stare in più luoghi contemporaneamente rimanendo connesse tra loro: sono presenti nel passato e nel presente mantenendo ugualmente la comunicazione tra loro e se una di esse subisce delle modificazioni, le altre seguiranno lo stesso cambiamento istantaneamente.
Alla fine del 1800 nella nostra cultura occidentale, appariva già chiara la convinzione che ci fosse un filo energetico che collegava tutta la realtà.
Questo campo era conosciuto come etere.L’esistenza dell’etere tuttavia era rimasta una convinzione filosofica non dimostrata scientificamente.
Nel 1987 l’aeronautica militare americana ha eseguito nuovamente un esperimento che era già stato condotto nel 1800 (che all’epoca aveva dato risultati nulli a causa dell’inadeguatezza delle strumentazioni utilizzate) alla ricerca dell’etere.
Conducendo l’esperimento con strumentazioni molto più sofisticate, il campo è stato individuato ed è stato dimostrato che in questo campo la materia è tutta collegata.
Un esperimento molto interessante eseguito dagli scienziati nell’ambito della fisica quantistica è quello che porta alla formulazione del concetto di Entanglement.
L’esperimento in questione è stato realizzato per la prima volta nel 1997 presso l’Università di Ginevra, dividendo un fotone in due, ed ottenendo da esso due fotoni identici.
Entrambi gli elementi furono sparati con delle apparecchiature molto complicate e posizionati a 14 miglia di distanza l’uno dall’altro.
Si riscontrò che nonostante la distanza che li separava i due fotoni continuavano ad agire come se fossero ancora collegati... uniti.
In sostanza ogni modificazione che veniva effettuata su uno dei due si realizzava istantaneamente anche sull’altro. Questo fenomeno venne definito appunto Entanglement.
Ora proviamo a pensare che l’universo che noi conosciamo, alle origini (secondo la teoria del Big Bang) era tutto un unico blocco di materia e non solo, un minuscolo granello di materia che sarebbe poi stato soggetto ad un’esplosione.
A seguito di tale esplosione ed a vari cambiamenti subiti che lo hanno separato e modificato fino a renderlo come noi oggi lo vediamo, possiamo affermare che, come per i due fotoni, ogni particella ed ogni essere, rimangono in connessione tra loro grazie al campo energetico.
Si può quindi dedurre che se tutto è collegato, noi abbiamo il potere (se riusciamo a sintonizzarci con il campo Energetico che collega tutto) di conoscere tutto quanto l’esistente, sia che si tratti di realtà materiale o astratta, come pensieri ed emozioni, e di comunicare con esso.
Le particelle separate fisicamente sono comunque energeticamente unite.
Nelle antiche tradizioni si sosteneva che quello che noi facciamo nella nostra vita, attiva un processo all’interno del nostro corpo e questo processo interagisce con le forze della creazione e ha un’influenza sul mondo fisico.Questo concetto lo ritroviamo chiaro in ogni insegnamento esoterico o alternativo, dallo Yoga agli insegnamenti vedici, al buddismo, allo sciamanesimo e perfino nell’antica tradizione giudaico/cristiana.
Oggi trova conferma scientifica anche nella fisica quantistica.
Il passo successivo è stato quello di comprendere in modo scientifico il tipo di impatto che può avere l’essere umano sulla realtà: rimane un semplice osservatore come sosteneva Einstein oppure diventa partecipe della realtà?
Risponde Gregg Braden con il secondo esperimento citato, ovvero quello effettuato dallo scienziato russo Poponiam.
Egli prese un tubo di vetro e creò ciò che potremmo chiamare il vuoto (ma che di fatto sappiamo non essere tale).
Successivamente a questa operazione riscontrò che, infatti, l’interno del tubo non era esattamente vuoto ma si poteva verificare la presenza di fotoni disposti in modo casualeL’idea era quella di inserire il DNA umano all’interno del tubo e di studiarne gli effetti.
Ciò che avvenne fu incredibile: i fotoni, disposti in modo disordinato e casuale, si allinearono all’ellisse del DNA in modo speculare!
Ma non solo, una volta estratto il DNA dal tubo i fotoni rimasero nella stessa esatta posizione, comportandosi come se il DNA fosse ancora presente.
Da ciò si deduce che l’essere umano è in grado, grazie alla presenza del suo DNA, di modificare la realtà circostante. Tale strepitoso risultato, venne catalogato come Phantom DNA.
Come se non bastasse, nel 1993 uno studio ha reso noto che esiste un campo di energia attorno al nostro cuore che si espande all’esterno.
Forse non tutti sanno che il campo elettrico del cuore è 100 volte maggiore di quello del cervello, e il campo magnetico oltre 5000 volte superiore!
Si tratta quindi di un organo davvero potente, molto più di quanto possa esserlo il cervello stesso.
Lo stesso studio riscontrò che le emozioni sono in grado di apportare dei cambiamenti al DNA dell’individuo che le viveva.Infatti, le emozioni positive di amore e compassione, ad esempio, rilassano l’ellisse del DNA, la paura e la rabbia, al contrario, la contraggono.

Ciò che ne risulta è che possediamo un organo potente in grado, attraverso le emozioni, di modificare il proprio corpo, il DNA, che a sua volta modifica la realtà circostante. L’uomo è quindi un essere molto potente.
Fonte tratta dal sito .

sabato 22 aprile 2017

Chakra: Riequilibrare i centri energetici

Equilibrare, pulire, energizzare i chakra






I nostri centri energetici, i chakra, sono “organi” spirituali che governano il flusso di energia nel nostro corpo, influenzando la vitalità, la prospettiva generale sulla vita e la crescita spirituale.

Il flusso di energia che si muove come un fiume di luce tramite i nostri chakra, mantiene il corpo, la mente e lo spirito in uno stato positivo.

Quando il flusso naturale di energia è bloccato si può creare stagnazione, depressione e persino malattie.



Alcune volte, senza renderci conto, non siamo capaci di mantenere il livello ottimale di energia e, possiamo sentirci sfiniti, svuotati e perdiamo persino la voglia di vita. Perdiamo l’energia quando guardiamo il lato negativo della vita, quando ci lasciamo in preda alla gelosia, al nervosismo, ira, agitazione, odio. Anche quando siamo in mezzo a persone “musone”, “negative”, possiamo sentirci, a un certo punto, senza energie.

Per pulire, equilibrare e caricare i chakra ci sono più metodi.

Comunque, non va mai dimenticato che il sistema dei chakra è un insieme complesso e sinergico di interdipendenze che tendono comunque all’equilibrio e che, per essere compreso, richiede un’osservazione e una serena meditazione, non frettolosa, così da rendere emergenti gli aspetti intuitivi superando quelli limitatamente razionali.

Per stabilire lo stato di salute specifico di ogni chakra, e complessivo dell’intero sistema, è necessario prendere in considerazione un numero elevato di elementi mettendoli correttamente in relazione.

Facendo parte di un “insieme” che possiamo paragonare, semplificando, a un sistema di vasi comunicanti, ogni chakra è in relazione diretta e indiretta con tutti gli altri e influisce sul corretto funzionamento degli altri chakra e gli altri sistemi energetici del nostro corpo.

Ogni disturbo in un chakra avrà come eco una nota di eccesso in altri chakra e carenza in altri.

Quindi, è consigliabile di agire su tutto il sistema dei chakra.

Possiamo bloccare un chakra se lo stimoliamo troppo (stress continuo in una certa area di vita). Possiamo bloccarlo anche stimolandolo troppo poco (non dare attenzione a un particolare aspetto della nostra vita) oppure consumando irrazionalmente la sua energia.

Più disponiamo di energia e possiamo trattenerla, più abbiamo a disposizione il cosiddetto “potere personale”. E più potere personale abbiamo, più energia possiamo usare per creare cambiamenti positivi nella nostra vita. Le persone che hanno i chakra perfettamente funzionanti e dispongono di una grande quantità di energia, riescono a cambiare letteralmente il pezzo di mondo attorno a loro.

Alcuni esercizi consigliati: 

Affermazioni di riequilibro: una o più frasi che, ripetute e meditate, possono aiutarci a riequilibrare e rendere più brillanti le energie del chakra. 
Primo chakra 

Affermazione: “Tutte le mie esigenze vengono soddisfatte in armonia con i ritmi della natura”.

Visualizzazione: visualizzare il colore rosso, per alcuni minuti, anche con l’aiuto di un riferimento esterno.

Respirazione: pratica la respirazione addominale, disteso, eretto e seduto perché stimola e massaggia dall’interno tutta l’aria dal pube al diaframma. (ha effetto sul primo, secondo e terzo chakra).

Affinare le proprie capacità olfattive esercitandosi a riconoscere gli odori che ci circondano e cercano di collegarli alle sensazioni, emozioni e sentimenti che suscitano in noi. (in questo senso, ti consiglio la lettura del mio e-book “La Spa de Sensi” e la pratica del rilassamento guidato).

Il secondo chakra

Affermazione: “La mia vitalità e le mie emozioni scorrono liberamente, arrecando gioia e salute”.

Respirazione addominale (come per il primo chakra).

Visualizzare il colore arancio per qualche minuto ogni giorno.

Coltivare generosità e umiltà, che sono le qualità dell’acqua.

Camminare e ballare. 



Il terzo chakra 

Affermazione: “La volontà richiede coscienza.” “I miei desideri si realizzano naturalmente e completamente!”.

Respirazione addominale (come per il primo chakra) + in posizione supina respirare naturalmente lasciando l’espirazione completamente spontanea e passiva.

Visualizzare il colore giallo per qualche minuto al giorno.

Rilassamento degli occhi e dello sguardo.

 

Il quarto chakra 

Affermazioni: “I miei sentimenti si manifestano e si espandono senza incontrare ostacoli, accrescendo il bene e il bello in me e nel mondo”.

Praticare la respirazione toracica per alcuni minuti al giorno.

Visualizzare il verde (anche il rosa, la cui la vibrazione fa ponte fra il quarto e il secondo chakra).

Intonare il mantra OM, per alcuni minuti al giorno.

Il quinto chakra 

Affermazioni: “Esprimo con sicurezza e precisione le mie necessità, emozioni, desideri, sentimenti, senza creare attriti ma migliorando le relazioni tra me e gli altri.”

Visualizzare l’azzurro per qualche minuto al giorno.

Coltivare la sincerità e la verità.

Scrivere i propri pensieri, leggere a voce alta, cantare, suonare e ascoltare musica, recitare mantra e preghiere. È utile studiare i simboli.

Il sesto chakra 

Affermazioni: “Io seguo il mio intuito, che mi mostrerà sempre la via migliore da seguire.” “Impasto i miei pensieri con la luce della verità e li trasformo in fiori, arcobaleni e fontane scintillanti di luce”.

Praticare la respirazione completa per alcuni minuti al giorno. La respirazione completa permette di integrare le energie di tutti i chakra.

Visualizzare l’indaco.

Praticare la concentrazione su un punto o su un oggetto, o un concetto o idea o qualità divina.

Registrare le coincidenze ed esercitare le facoltà intuitive.

Il settimo chakra 

Affermazione: “Sono guidato da una forza superiore e benefica”. “Sia fatta la tua volontà”. “Io sono l’Eternità”.

Praticare il rilassamento profondo in posizione supina, per almeno venti minuti al giorno.

Praticare l’immobilità fisica e il silenzio mentale.

Oli essenziali e incensi 

L’uso dei oli essenziali e degli incensi è un grande aiuto; andranno impiegati con moderazione ma per tempi prolungati. (ho trattato il tema degli incensi e del loro impiego nel e-book “La Spa dei Sensi”). La diffusione delle essenze (basta che siano di qualità) creerà attorno a voi un’aura protettiva favorendo, per effetto della “vibrazione simpatica”, l’armonizzazione dei vostri chakra.

Le vibrazioni prodotte dalla combustione dei bastoncini d’incenso sono molto persistenti, continuando per molte ore, anche quando l’olfatto non percepisce più la fragranza. Usati regolarmente purificano gli ambienti dalle energie negative e favoriscono l’armonia e la serenità, anche nei rapporti interpersonali.

Oli per aromaterapia e applicazioni localizzate: 

Vanno applicati, con un leggero massaggio circolare, direttamente sui punti – anteriormente e posteriormente. Oppure, applicati, sempre con un leggero massaggio, sulla parte anteriore degli avambracci per l’aromaterapia; ogni volta che muoverete le braccia le vibrazioni sottili degli oli essenziali raggiungeranno le vostre narici, ora dopo ora. Si possono anche usare entrambi i metodi in contemporanea o alternativamente.

L’uso della visualizzazione combinata con l’uso delle chakra minori del palmo delle mani

Cosi come facciamo la doccia, ci laviamo le mani per pulirci dalla sporcizia accumulata durante il giorno, cosi sarebbe buona abitudine pulire i nostri sistemi energetici e i nostri chakra.

Possiamo fare un piccolo rituale ogni giorno a questo scopo. 

Quando si evoca la luce divina, si crea un azione specifica nella mente, anima e corpo: ha la capacità di penetrare la materia e di trasformarla a livello atomico e subatomico.

Dipende da persona a persona, ci vuole da un giorno a qualche mese per vedere i risultati. Quando si lavora con perseveranza si vedono i risultati.

La zona del palmo della mano è una zona molto sensibile. Con un po’ di pratica si può sentire l’energia che le nostre palmi emettono; in effetti anche nella palmo delle mani ci sono dei piccoli chakra.

Partendo da questa osservazione, ho registrato una meditazione guidata un po’ insolita.

Mentre si visualizzano i colori associati al chakra, si ripete l’affermazione corrispondente e si dirige l’energia del chakra con l’aiuto delle mani, iniziando dal chakra del cuore che è il ponte fra la terra e il cielo: è il chakra che collega i tre chakra inferiori con i tre chakra superiori. La meditazione finisce con la creazione di uno scudo di luce che ci proteggerà per tutto il giorno, da eventuali perdite di energie soprattutto quando lavoriamo a contatto con persone “negative”, i cosiddetti “vampiri energetici”.

Fonte tratta dal sito .

venerdì 21 aprile 2017

Trasformazione in movimento: Kundalini e sesso

L’energia sessuale è un’ottava inferiore dell’energia divina. Chi accentua la propria crescita spirituale noterà con piacere che anche i suoi impulsi sessuali risultano accentuati. Secondo alcuni, Dio sta ‘mettendo alla prova’ la loro sincerità nel desiderare la crescita spirituale. Si tratta di un fenomeno normale: l’apertura dell’energia di un’ottava coinvolge, per effetto di risonanza, tutte le altre ottave. Peraltro, invece di mettersi alla disperata ricerca di un partner qualsiasi, sarebbe più saggio trasformare parte dell’energia sessuale in una forma elevata di energia attraverso la meditazione, oppure, diffondendola in tutto il corpo, convertirla in energia curativa, forza emotiva, creatività, gioia, beatitudine, devozione o illuminazione.

Nel corso di una notevole crescita spirituale o di un processo di purificazione è probabile che affiorino alla superificie ricordi delle Vite precedenti, a causa dei quali ci si sente attratti da persone a cui, in una esistenza passata, si era sessualmente legati. È opinione di alcuni che i rapporti sessuali delle Vite trascorse vadano continuati nella Vita attuale. Non è necessariamente così! È necessario invece gestire le proprie energie con discrezione e responsabilità, per evitare di esaurirle e di rimanere coinvolti in relazioni difficili. Se ciò accade a noi o al nostro consorte, non c’è motivo di spaventarsi! Si prenda piena coscienza dei nuovi influssi e si lasci passare qualche tempo prima di promuovere cambiamenti radicali, in modo tale da valutare la direzione imboccata dall’energia. 

Spesso le relazioni iniziate durante un processo accelerato di crescita sono di breve durata. Certo possono essere molto intense, ma, come dice la canzone, ‘fa troppo caldo per non fare una doccia fredda’ (dal testo della canzone ‘Just one of those things’ di Cole Porter). In senso positivo, il riequilibrio delle polarità di tali relazioni (sessuali o meno) può accelerare il processo evolutivo. Non è necessario che un matrimonio abbia fine perché una persona sta crescendo e l’altra, apparentemente, no; forse lo sviluppo del compagno è più lento o va in una direzione diversa. In un buon matrimonio o una buona relazione si è liberi di evolvere e di imparare, per raggiungere il percorso del partner. Non possono mancare il rispetto e l’affetto reciproci; certo, anche la comprensione è utile, ma è anche vero che talvolta non si riesce nemmeno a comprendere se stessi.

La tensione che accompagna un’esperienza Kundalini spesso affretta la fine di un matrimonio o di una relazione che non avevano ragione d’essere. In tal caso, la coppia dovrebbe trascorrere un periodo di analisi prima del divorzio, analogo al corteggiamento che precede il matrimonio: il divorzio deve essere preparato con amore. È sempre meglio terminare bene una relazione, poiché è probabile che ci si incontri nuovamente in una Vita futura.

Kundalini esercita vari influssi sulla Vita sessuale. Possono verificarsi periodi brevi o prolungati caratterizzati da apatia e da apparente inettitudine, oppure addirittura da frigidità, impotenza, o dalla completa assenza di piacere. Tuttavia, quando l’intera sessualità è stata purificata, l’energia sessuale può essere trasformata e riutilizzata per favorire l’ulteriore purificazione e la guarigione del sistema. 


Infatti l’energia sessuale può servire a scopi diversi dall’atto sessuale: la creatività, le accentuate facoltà mentali, l’illuminazione, la forza emotiva e la gioia di vivere. Libero dalle necessità sessuali e dai blocchi, l’individuo riscopre il sesso quale espressione di Vita, una delle tante in cui ci manifestiamo. Nel corso della purificazione Kundalini bisogna accettarsi in qualità di essere sessuato e ammettere l’importanza dell’energia sessuale per la propria evoluzione spirituale.

Talvolta, a seguito dello stato androgino provocato dall’energia Kundalini, compaiono l’omosessualità o il lesbismo. Infatti, Kundalini costringe l’individuo ad affrontare entrambe le sue polarità, quella maschile, individuabile nel lato destro del corpo e collegata alle funzioni logiche e mentali, e quella femminile, che coincide col lato sinistro del corpo ed è riconducibile all’emotività e all’intuitività. L’androginismo, ovvero l’unione delle due polarità (lo sviluppo di entrambi i lati), favorisce il flusso nell’organismo di energie molto creative e spirituali; ne consegue che talvolta la persona in questione tende, per brevi periodi, all’omosessualità o al lesbismo: si tratta di pensieri, sensazioni e tendenze che non trovano realizzazione nella pratica. Questo stato può durare mesi, anni, addirittura per tutta la Vita. Va ricordato, comunque, che l’omosessualità sia maschile che femminile può derivare anche da cause indipendenti da Kundalini.

Il processo Kundalini scatena numerosi fenomeni alquanto strani e apparentemente inspiegabili. Talvolta può essere utile descriverli in un diario e non pensarci più; talaltra, ovvero nel caso dovessero essere una fonte di preoccupazioni, è meglio parlarne con un assistente spirituale o con una persona qualificata in materia. In casi estremi, può capitare che l’individuo creda di perdere la ragione, anche se di solito si tratta di una reazione esagerata. In fondo, ci sono momenti nei quali non ha importanza sapere se si è in grado di ragionare o meno. Se la tensione è insopportabile, occorre assolutamente abbandonare il lavoro e la routine quotidiana, dedicandosi piuttosto alla lettura, alle passeggiate all’aperto, a qualsiasi attività possa essere d’aiuto. Si possono chiarire le proprie difficoltà con l’aiuto di un assistente disponibile, tenendo presente, comunque, che una volta risolto un problema se ne scopriranno molti altri, e che questo processo può durare molto a lungo. Può essere utile considerarlo quale un corso di umanità di base. 


Durante questo periodo, bisogna sapersi incoraggiare. 


Chiunque attraversi un’intensa purificazione Kundalini cambia completamente la propria filosofia di Vita e il modo di affrontare l’esistenza.


Talvolta capita che, dopo essere stati attraversati da numerose ondate di Kundalini e avere subito un processo di purificazione, si verifichi una nuova liberazione che riinnesca l’intero processo. La purificazione iniziale è la più ardua, mentre quelle successive sono più facilmente superabili, sebbene Kundalini penetri a livello più profondo".

Possiamo osservare come l’Antisistema ‘tratti’ i cosiddetti ‘diversi’ e come abbia trasformato il sesso, in una vera e propria industria e motivo di ossessione. Di pari passo anche il concetto di matrimonio è stato 'estremizzato' anche tramite la pratica sempre più ‘soft’ del divorzio, all’insegna della praticità e della propria libertà personale. Non che il ‘lasciarsi’ sia sbagliato, anzi a volte è necessario per il bene comune, però l’uso che l’umanità fa di queste pratiche ‘unenti e disunenti’ è quantomeno superficiale. 


Sfuggono sempre le vere cause, le cause eteriche, esoteriche, invisibili, che dai piani superiori si riversano a cascata sulle individualità incarnate e senza ‘memoria’. È sempre la solita storia.
Le cose ci accadono e noi ci difendiamo dal riflesso delle azioni superiori attraverso l’uso della strumentazione logica di cui siamo forniti: armi spuntate dall’esito incerto.

Invecchiando, la saggezza acquisita ci suggerisce qualcosa di nuovo: una nuova prospettiva grazie alla quale ‘misurare’ il passato con occhi nuovi e comprendere, per questo motivo, il presente e scoprire la tendenza del futuro.

Il comportamento diventa l’interpretazione del motto: ‘cosa posso fare per gli altri?'.

La persona anziana che ancora persevera nelle pratiche di divisione, rimanda tutto alla propria Vita successiva; Vita che la vedrà nuovamente ripartire da basi arretrate per tornare a calcare ancora gli stessi scenari del passato, per cercare di consolidare una visuale diversa e sostenibile sia spiritualmente che evolutivamente. 


È il ‘complesso’ nella sua interezza che deve superare l’ostacolo…
Fonte tratta dal sito .

giovedì 20 aprile 2017

Il nodo Karmico: Istruzioni per l'uso

Che cos'è il nodo Karmico o nodo Akashico?


I nodi energetici Karmici sono delle azioni-pensiero che sono state realizzate nelle nostre vite passate, molte persone hanno un brutto rapporto con la materia del: DENARO, altri hanno una storia che si ripete all'infinito e finisce sempre nello stesso modo o nodo ...

I nodi Akashici (dalla parola Akasha posto della memoria di DIO dove tutto e' presente, passato, futuro, biblioteca dell'evoluzione dell'UNO si potrebbe anche chiamare); sono presenti nella MATRIX (MATRICE DIVINA, useremo questa parola perche' più consona ed appropriata), in seguito ad azioni-pensiero che si sono svolte in altre vite passate.
Alcune coppie conoscono bene questo aspetto d'energia di cui vi sto parlando, sanno perfettamente che per nodo si intende un legame istituito in altre vite precedenti dalle loro stesse anime e il loro legame sara' presente anche nelle loro prossime vite fino a quando uno dei due amanti (per AMORE) non si rendera' conto che quel rapporto viene mandato avanti da azioni-pensiero che sono state "firmate" (per così dire) nella MATRICE DIVINA, da azioni-pensiero svolte insieme in altre loro vite passate.
Nulla di male se non fosse che il RISVEGLIO delle due persone dovrebbe esssere proprio quello di riconoscere questo NODO che in qualche modo blocca l'evoluzione di entrambe nel loro continuo percorso di Anime nella LUCE.


I Nodi Karmici sono presto riconoscibili perche' bloccano il nostro Ascendere ,ci tengono piombati alla Terra, pensiamo che sia per il nostro bene ed in realta' e' solo un nodo che non vuole sciogliersi in questa nuova dimensione e che ci rincorre da altre vite precedenti, e quindi reincarnazioni dello spirito.

Un altro esempio e' appunto il rapporto per alcuni con la materia DENARO. Se in altre vite precedenti l'anima ha personalizzato (incarnato) un devoto che ha creato un VOTO alla povertà per suo cammino d'evoluzione, e' molto certo che nella vita futura questo nodo si presenti come un rapporto inquieto verso tale argomento come il rapporto con la materia DENARO. Si puo' infatti dire che il voto di poverta' fatto nella vita passata si ripercuota a livello Akashico anche in quella futura oppure presente.

Molte persone vedono ogni cosa con la quale non riescono ad avere un rapporto quieto e illuminante come una minaccia per se' stessi, ma in realta' è proprio su quell'argomento o accaduto che si ripete che occorrerebbe lavorarci "a maniche alzate" per progredire e liberarsi o meglio sciogliere tale NODO!

Molte persone non si rendono conto che stringono nodi energetici nella MATRICE d'energia magnetica del PENSIERO VIVENTE DEL SEMPRE VIVO, E SEMPRE LUMINESCENTE DIVINO DIO, e proseguono INCONSAPEVOLI verso la routine dell'Anima che incarna il corpo.

Come mi accorgo che sono dentro ad un NODO MAGNETICO DELLA VECCHIA GRIGLIA MAGNETICA DI 3a dimensione?

E' molto semplice! Stiamo ascendendo ed ascendere significa: CAMBIO DIMENSIONALE VIBRAZIONALE, pertanto tutto cio' che ci appesantisce nella nostra Ascensione e che in qualche modo non ci permette di ACCRESCERE LA NOSTRA CONOSCIENZA D'EVOLUZIONE DELLO SPIRITO, è pertanto un BLOCCO MAGNETICO di terza dimensione che tenderà a frenare il nostro ascendere nelle dimensioni della LUCE.

Per riconoscere i NODI MAGNETICI che ci tirano giù verso la terza dimensione e' bene raccontare la propria vita a qualcuno che e' un po' piu' avanti nel percorso e che possa individuare le azioni che si ripetono come nodi karmici pesanti. E' molto facile che la persona che non e' consapevole neanche se ne accorga e che di fronte alla spiegazione si rimanga anche molto sciettici o diffidenti.

Occorre proprio ora impegnarsi a snodare tale griglia magnetica (di terza dimensione) per permetterci la nostra ascesa il prima possibile, per farsi trovare pronti alla "CHIAMATA" che e' in atto. I nodi Karmici vengono spesso sciolti con atti di carità che non vuole sempre dire donare elemosina al solito tizio di Via Roma per esempio. La Carità quella vera offre un grosso contributo a snodare quei nodi che ci stanno impedendo di ascendere proprio in questo momento particolare dell'Ascensione.

Haraell dice:" IMPARARE LA QUIETE DELLO SPIRITO A FRONTE DI OGNI SITUAZIONE ANCHE DIFFICILE VUOLE DIRE ESSERE RISVEGLIATO NELLO SPIRITO E NELLA MENTE. RICORDATE FIGLI DELLA LUCE CHE LA MENTE SEGUE LO SPIRITO , LO SPIRITO SEGUE LA MENTE DELLA COSCIENZA, IL CORPO E' SOLO MATERIA, PURA ILLUSIONE DELLA MATRICE ATTIVA DETTA MAGNETICATERZA; NON SEGUE NE' IL PRIMO NE' IL SECONDO."
Fonte tratta dal sito .

mercoledì 19 aprile 2017

Imparare a dire di NO per non dipendere da nessuno

Imparare a dire di NO 


 


L'autostima del "Guerriero spirituale" non è la stessa cosa dell'autostima di una persona ordinaria.

La persona ordinaria cerca la sicurezza nell'approvazione degli altri e chiama questo "autostima".
Il "Guerriero spirituale" cerca di essere impeccabile ai propri occhi e chiama questo "umiltà".
La persona ordinaria è legata all'opinione degli altri, il "Guerriero spirituale" è legato solo all'Infinito.

Carlos Castaneda, "Tales of Power"




Spesso a farci dire sì, quando invece vorremmo dire no, è la paura di deludere l'altro. Cosa si nasconde dietro questa disponibilità incondizionata, che in realtà ci mette a disagio?

L'insicurezza che porta a dire sempre di sì


"Perché non riesco a dire di no? Mi accorgo di dire sì e fare fatica a rifiutare, quando invece sarebbe spontaneo farlo". Sono pensieri che fanno le persone che sono super disponibili, al punto da restare imprigionate nel loro stesso comportamento, che da essere positivo e aperto verso gli altri, si trasforma in una gabbia.
Perché accade questo?

"Alcune persone manifestano una costante insicurezza o un atteggiamento dubbioso verso gli altri che porta loro a dire di sì, quando invece vorrebbero dire di no - sostiene lo specialista di psicologia clinica, Prof. Roberto Pani - “tendono ad aderire alla volontà dell’altro in un modo non impegnativo.

Immaginiamo che la mente si muova in un contesto inconsapevole, all’interno del quale il soggetto deve come non deludere l’altro”.


L'eccessiva disponibilità è un modo per non deludere

Le persone che fanno fatica a dire no, quando esprimono un diniego, possono sentirsi a disagio “perché è come se esistesse un conflitto tra un desiderio autentico (di esprimere la propria volontà, il sì) e l’interlocutore interno interiorizzato, rappresentato dal Super Io – nel linguaggio freudiano – che, invece impone di assecondare la volontà dell’altro”.

In altri termini, è come se si fosse guidati da un censore interno, molto rigido e poco malleabile.

"Sarebbe opportuno che la nostra disponibilità verso gli altri fosse molto forte, ma non così rigida da costringerci a piegarci alle volontà degli altri. In questo modo rischiamo di indebolire la nostra posizione affettiva verso gli altri, rovinando il modo con cui ci relazioniamo ad essi". È un po' come mostrarsi sempre deboli e mai assertivi, rischiando l'infelicità.

Dire sempre di sì è un modo per illudermi che gli altri mi vogliano bene: poiché presto sempre ascolto alle richieste dell’altro non si può mai dire niente contro di me.
Ha un’origine lontana, l’incapacità di dire di no. «Nasce nelle persone che hanno subito nell’infanzia dei ricatti affettivi», spiega Leonardo Milani dell’lstituto di psicologia del benessere di Ferrara. «In chi, insomma, non ha ricevuto un amore incondizionato, ma subordinato a un gesto, a un’azione. Tipo: “smetti di piangere, se no la mamma va via” o “se non vieni qui il papà non ti vuole più bene”». Per ottenere amore sono quindi abituati a rinunciare ai propri desideri. «Una ferita infantile che viene memorizzata dall’amigdala, il nostro “archivio emotivo”, una parte del cervello che registra gli stati d’animo. Ogni volta che si ripresenta una situazione simile, lo schema si ripete: e dire di no sembra impossibile». L’autostima di queste persone è costruita quindi solo sull’approvazione degli altri. Risultato: più che dei protagonisti della vita sono dei «portaborse». «Per uscire da questa impasse si può ricorrere alla meditazione», dice lo psicologo. Con degli stati di rilassamento guidati si può imparare a visualizzare il proprio valore, che non dipende né dalle opinioni degli altri né da ciò che riusciamo a fare. E’l”autostima spirituale”, quella interiore. Aiuta a capire che si può dire di no senza ferire l’altro. Anzi, suscitandola sua ammirazione».

Per essere felici bisogna possedere una buona dose di autostima.
Per conquistare l’autostima, è necessario raggiungere l’indipendenza psicologica dai giudizi degli altri.
Finchè continueremo a credere “bovinamente” ai giudizi delle persone che ci circondano ed a lasciarci condizionare solo dai loro punti di vista, la strada verso la felicità sarà sempre in salita.

Per aiutarvi a capire meglio di cosa sto parlando, di quanto le opinioni e gli stati d’animo degli altri rappresentino spesso il motivo della nostra infelicità, vi lascio coinvolgere da due brani tratti dal bellissimo libro del religioso Anselm Grun: “Autostima ed accettazione dell’ombra” .



“Molto spesso le persone che hanno una scarsa stima di sè non hanno il coraggio di esprimere la propria opinione: preferiscono adattarsi. Prima, durante un discorso, vogliono vedere qual è l’opinione prevalente; poi portano avanti lo stesso punto di vista. Non hanno il coraggio di dire di no, se qualcuno chiede loro qualcosa. Vogliono essere amati da tutti. Ma poiché vogliono accontentare tutti, restano insignificanti e alla fine non trovano nessuno che voglia veramente essere loro amico. A furia di voler accontentare tutti, perdono essi stessi la ragione della loro vita.
La causa dell’atteggiamento di chi si adatta è da attribuire al fatto che si riceve autostima dall’approvazione e dalla stima degli altri. Ci dobbiamo guadagnare l’accettazione degli altri. Da bambini non si sperimenta mai il fatto di essere accettati grazie al nostro sé. Siamo accettati solo a condizione di essere bravi e di adattarci. In questo modo cerchiamo di adattarci e di renderci amabili a tutti.

Questa però non è vita, ma sopravvivenza.
Persone di questo tipo vivono sempre nella tensione di essere accettate o meno dagli altri: poiché esse stesse non si accettano, sono sempre concentrate sul fatto di essere accettate dagli altri, per poter così sperimentare il loro diritto di esserci. E hanno sempre paura di essere rifiutate: esse riferiscono tutto ciò che vedono a sé stesse. Pensano che gli altri parlano e ridano di loro. Poiché esse stesse non si accettano, pensano che anche gli altri non le accettino. Tuttavia il loro più struggente desiderio è di essere finalmente accettate, di poter finalmente valere agli occhi degli altri. Un comportamento che ricerca l’approvazione è davvero una vita di livello ridotto: ci si deve sempre adattare agli altri; si ha paura di esprimere la propria opinione, perché potrebbe essere derisa."
In particolare su quest’ultima frase vi invito ad un’attenta riflessione: se noi lasciamo dipendere i nostri successi, i nostri stati d’animo, la nostra felicità o infelicità da quello che gli altri pensano di noi, non stiamo vivendo, ma soltanto accettando di trasformarci da persone a cose in balia delle decisioni delle persone che ci circondano.
Impariamo a dire no, quando è solo la paura ad imporci di dire si! Per tutte volte che la diamo vinta ai nostri interlocutori infatti, pagheremo un prezzo altissimo con la nostra interiorità. La maggior parte delle problematiche psicologiche è appunto il frutto di frustrazioni ed insoddisfazioni di questi tipo.

Non valorizzare e declinare i nostri desideri e le nostre aspirazioni non è altruismo.

Perfino generosità, disponibilità ed altruismo devono avere radici profonde in una terra fertile alimentata da una grande quantità di autostima, che se invece manca, ci renderà svogliati anche in gesti filantropici, e quest’ultimi cederanno in poco tempo il posto ad invidia ed insoddisfazione profonda.


Agire sul corpo per modificare la psiche

E' il principio su cui si basa la terapia psicosomatica. Perché ogni emozione, ogni pensiero ogni idea ha un suo corrispettivo simbolico in un’area del corpo. La psiche attraverso i neuroni, e sotto forma di impulsi bioelettrici, raggiunge infatti il sistema muscolare, modificandolo. «Chi è colpito dalla “sindrome del sì”, per esempio, si sente affettivamente dipendente dagli altri. Ha quindi una bassa energia muscolare e spesso si rifugia nel cibo», spiega Angelo Musso, autore di Carattere e salute (Centro scientifico editore). «Il suo sogno ? Amare ed essere amato da tutti. Per questo nella tipologia psicosomatica questo carattere è definito come “affettuoso”. Non a caso nella vita a due queste persone non sono mai in grado di separare la componente sessuale da quella affettiva. Il loro problema è donare completamente, senza però essere capaci di amare davvero se stessi». La soluzione:capire che l’affettività è una componente importante. Ma non l’unica. E riscoprire così le proprie potenzialità, smettendo di vivere «attraverso» gli altri. Come? «Rinforzando i muscoli delle gambe e ricorrendo alla digitopressione: si scoprirà così il piacere di camminare da soli, di essere indipendenti. E poi, imparando a liberare la rabbia repressa battendo ritmicamente mani o piedi prima di coricarsi».

Un pensiero magico, quasi superstizioso: è quello usato da alcune persone colpite dalla «Sindrome del si». «Sono convinte che rifiutare un favore possa avere consegueme disastrose. Dire di si diventa allora quasi un rito propiziatorio», spiega Giorgio Nardone, docente all’Università di Siena e autore di Terapia breve strategica (Cortina). Per liberarsi da questo schema mentale si possono allora utilizzare dei semplici «contro-rituali»: permettono di modificare il comportamento senza che il soggetto, all’inizio, ne sia davvero consapevole. «I cambiamenti più profondi non avvengono con le spiegazioni razionali. Ma sperimentandoli più volte. Un esempio? Prima di dire per l’ennesima volta “sì”, suggerisco di giocare con la sorte, tirando una moneta. Sarà allora “il caso” a decidere. Risultato: se esce il “no”, la persona non si sentirà in colpa. E sperimenterà le proprie risorse. Imparando lentamente ad opporsi da sola». Ma l’obiettivo è scardinare anche un’altra falsa credenza: dimostrare che chi esprime il proprio dissenso ottiene più (e non meno) consensi. Come? «Cominciando a dire dei “no” mascherati: “potrei farlo, ma non so se ho tempo”; “mi piacerebbe dirti di sì, ma forse non sarei in grado”. Basta fare questo “esperimento” per pochi giorni per scoprire di essere diventati più desiderabili: perché nessuno stima davvero chi si annulla» 


Suggerimenti per migliorare questo comportamento

“Rendersi conto delle ragioni storiche di questo comportamento verso gli altri è senz’altro un primo passo che consente di essere autentici nelle relazioni.

- Essere consapevoli di dire sì, quando invece si vorrebbe esprimere un rifiuto, come se fosse un atteggiamento automatico.
- Imporsi quasi di esprimere i propri desideri
- Rischiare di deludere e dire di no piuttosto che coltivare questo bisogno continuo di non deludere l'altro.
- Cominciare a dire no nelle piccole azioni quotidiane.

A poco a poco ci accorgeremo che questa incondizionata disponibilità in realtà ci mette in prigione. Il rischio di esprimere rifiuto invece ci darà la speranza di uscire da questa gabbia e di comprendere che le nostre relazioni vanno bene anche se qualche volta diciamo di no. Con l’esercizio impareremo a riconoscere quali sono le persone e le situazioni giuste per noi”.



L’autostima ha qualcosa a che fare con l’illuminazione spirituale? 


In altre parole, una forte autostima riflette un maggiore avanzamento spirituale rispetto alla bassa autostima? Abbiamo bisogno di un “ego sano” prima di potere avanzare spiritualmente?


Indipendentemente da come la mettiamo, l’ego è sano alle sue condizioni. Utilizza l’alta e la bassa autostima per il suo scopo di rendere reali il corpo e il mondo, mantenendoci così radicati nel sogno di separazione.Bisogna comprendere che la nostra autostima sia alta o bassa,fa riferimento tanto al corpo psicologico ed emozionale quanto al corpo fisico. L’autostima', in termini egoici, non significa altro che l’ego si è illuso nell’accettare la propria realtà …” Dovremmo vedere la percezione che abbiamo di noi stessi, sia essa gonfiata o sgonfiata, come il riflesso della nostra scelta di identificarci con il corpo e renderlo reale. In questo senso, alto o basso sono la stessa cosa: non c’è una gerarchia di illusioni. Sono tutte opportunità di perdonarci per chi pensiamo di essere quando neghiamo chi siamo veramente.
Fonte tratta dal sito .

martedì 18 aprile 2017

Coincidenze e Sincrodestino

Ma chi sono io?

La risposta: sono la somma di tutto ciò che è accaduto prima di me, di tutto ciò che mi si è visto fare, di tutto ciò che mi è stato fatto.
Sono ogni persona e ogni cosa il cui essere al mondo è stato toccato dal mio.
Sono tutto quello che accade dopo che me ne sono andato e che non sarebbe accaduto se io non fossi venuto. E ciò non mi rende particolarmente eccezionale; ogni “io”, ognuno di noi che siamo ora più di seicento milioni, contiene una simile moltitudine.
Lo ripeto per l’ultima volta: se volete capirmi, dovrete inghiottire un mondo.

I Figli della Mezzanotte – Salman Rushdie







Come ormai ben sappiamo, focalizzare la propria attenzione sulle coincidenze ci aiuta ad aumentarne la frequenza, e applicando l’intenzione riusciamo anche a comprenderne il significato. Le coincidenze diventano così tracce che ci rivelano la volontà dell’universo, mostrandoci la sua sincronicità e consentendoci di approfittare delle infinite opportunità offerte dalla vita.
Noi siamo però bombardati in continuazione da un flusso ininterrotto di informazioni: come possiamo scegliere quelle su cui vale la pena di soffermarsi? Come possiamo evitare di cercare un significato preciso in ogni tazza di tè che beviamo, in tutti gli spot pubblicitari che ci passano davanti agli occhi o nelle occhiate degli sconosciuti che incrociamo per strada? E, al tempo stesso, c’è un metodo per evitare di lasciarsi sfuggire le opportunità più valide?
Non esistono risposte facili a questi interrogativi. Per imparare a vivere il sincrodestino bisogna prima di tutto diventare uno strumento sensibile al proprio ambiente. Chiudete ora gli occhi e cercate di percepire tutto ciò che vi circonda.
Quali suoni sentite? Che cosa annusate, toccate o assaporate in questo preciso istante? Concentratevi sui vostri sensi, uno dopo l’altro, e diventatene pienamente consapevoli.
Se non avete mai eseguito prima d’ora questo esercizio, con ogni probabilità vi siete persi alcuni di questi stimoli, non perchè fossero deboli, ma solo perchè siamo così abituati alla loro presenza da non notarli più.
Che cosa avete percepito? Qual era la temperatura? C’era una brezza leggera o l’aria era immobile? Quali parti del vostro corpo erano in contatto con la sedia su cui eravate seduti? Avete avvertito più pressione sulla parte inferiore delle vostre cosce o su quella della schiena?
A proposito di rumori: la maggior parte di noi sente l’abbaiare lontano di un cane o le grida di bambini che giocano nella stanza accanto, ma che mi dite del soffio dell’aria nel forno acceso o della folata che esce dal condizionatore? Sentite il vostro respiro, il gorgoglio del vostro stomaco o il rumore sordo del traffico?
Coloro che sono sensibili agli eventi e agli stimoli che li circondano lo sono anche nei confronti delle coincidenze inviate dall’universo, che non arrivano sempre con la posta elettronica o su uno schermo televisivo. Almeno una volta al giorno concentratevi per un paio di minuti su uno solo dei vostri cinque sensi e concedete a voi stessi di notare il maggior numero possibile di aspetti attraverso cui si manifesta.
In un primo momento questo compito potrebbe risultarvi difficoltoso, ma ben presto ci riuscirete con estrema naturalezza. Se avete l’impressione che possano in qualche modo distrarvi, escludete gli altri sensi dalla vostra percezione. Provate per esempio ad assaggiare pietanze differenti tenendo il naso tappato e gli occhi chiusi, focalizzandovi sulla struttura del cibo senza lasciarvi distrarre dal suo aspetto o dall’aroma. Le stimolazioni più forti e insolite attirano immancabilmente la nostra attenzione. Tutto ciò che ci circonda di solito merita invece un’occhiata più attenta e approfondita.
Quando una coincidenza si presenta, chiedetevi sempre quale messaggio contiene. Non avete alcun bisogno di arrovellarvi per trovare risposte, che affiorano da sole come un’illuminazione improvvisa. Basta prestare attenzione agli incontri più o meno casuali, alle circostanze che vi capitano. 
A chi desidera andare a fondo della questione vorrei suggerire il processo della ricapitolazione: bisogna assumere la posizione dell’osservatore della propria vita e dei propri sogni, e subito connessioni, temi, immagini e coincidenze diventano più chiari. Poichè il nostro legame con l’anima universale è reso molto più evidente dall’attività onirica, questo procedimento ci consente di accedere a un nuovo livello di consapevolezza.
Alla sera, prima di addormentarvi, mettetevi seduti e immaginate di assistere alla visione di tutto ciò che vi è accaduto durante il giorno, e che viene ora proiettato sullo schermo della vostra coscienza. Considerate la vostra giornata come un film, e osservate voi stessi via via mentre vi svegliate al mattino, vi lavate i denti, fate colazione, andate a lavoro, sbrigate i vostri affari, tornate a casa, cenate …. in pratica rivedete tutti i gesti che avete compiuto. Non dovete analizzare, valutare o formulare giudizi: limitatevi ad assistere allo spettacolo. E’ incredibile il numero di particolari che appaiono durante la proiezione della giornata, e che fino a quel momento non sono stati percepiti in maniera consapevole. Guardate le varie scene che si susseguono, e concedetevi l’opportunità di visionare con obiettività il vostro atteggiamento. Potreste così accorgervi di aver compiuto un gesto di cui siete orgogliosi oppure che vi mette in imbarazzo, ma lo scopo di tutto ciò non è dare giudizi, bensì raccogliere intuizioni circa il comportamento del protagonista, cioè il vostro sè.
Al vostro risveglio al mattino non dovrete far altro che riassumere la notte, così come avete fatto con la vostra giornata. Oltre a essere proiezioni della nostra coscienza, i sogni sono anche il modo in cui interpretiamo il sentiero della nostra vita. La meccanica del sogno e di ciò che ci accade nella cosiddetta realtà sono le stesse proiezioni dell’anima. Noi siamo semplici testimoni. Pian piano cominciamo dunque a vedere correlazioni, immagini che si ripetono sia nei sogni sia nella vita quotidiana. E un numero più elevato di coincidenze ci fornisce una quantità maggiore di indizi. Iniziamo così a sperimentare più opportunità, e aumenta la dose di “fortuna” su cui possiamo fare affidamento. Le tracce ci forniscono la direzione che la nostra esistenza deve prendere.
Grazie al processo di ricapitolazione noi individuiamo modelli ricorrenti, e sveliamo passo dopo passo il mistero della vita. Tale processo è particolarmente utile quando si vogliono abbandonare certe abitudini negative. Ogni giorno mettetevi seduti, immobili e in silenzio, per almeno cinque minuti e rivolgete alla vostra attenzione e al vostro cuore queste domande:
Chi sono io?
Che cosa voglio per la mia vita?
Che cosa desidero oggi dalla mia esistenza?
Lasciatevi poi andare e consentite alla vostra tranquilla voce interiore, cioè al flusso della vostra coscienza, di fornire le risposte. Fatelo ogni giorno, e rimarrete sbalorditi dal modo in cui le situazioni, le circostanze, gli eventi e le persone si organizzeranno intorno alle risposte stesse. E’ così che inizia il sincrodestino.


I 7 principi del sincrodestino:


1- Io sono un'onda all'interno della struttura del Cosmo: L'essenza del mio essere è la realtà ultima, la radice e il sostegno dell'Universo; la fonte di tutto quello che esiste

2- Riscopro il mio vero "io" illimitato attraverso lo specchio delle relazioni: Io vedo gli altri in me stesso e me stesso negli occhi altrui

3- Io domino il mio dialogo interiore: il dialogo interiore riflette il fuoco della mia anima

4- Attraverso le mie autentiche Intenzioni manifesto la rete dell'Universo: le mie Intenzioni hanno un infinito potere creativo

5- Domino le turbolenze emozionali: Sono emozionalmente libero

6- Ogni giorno celebro la danza del Cosmo: Do alla luce la Dea e il Dio che albergano nel mio Cuore! Essi esprimono tutte le loro qualità divine attraverso di me

7- Inizio a comprendere la trama di Coincidenze dell'Universo: Sto attento a tutte le coincidenze della mia vita; esse rappresentano dei messaggi di Dio. Attraverso questi messaggi io fluttuo sincronicamente alla Danza Cosmica

Fonte tratta dal sito .

lunedì 17 aprile 2017

Le attrazioni animiche delle nostre vite passate



Quando veniamo alla luce attraverso il naturale processo della nascita, il nostro orientamento iniziale nei confronti della vita parte normalmente da una prospettiva umana.

I nostri primi rapporti sono, di solito, con la nostra famiglia umana - i nostri genitori, i parenti - e, appena ci affacciamo agli anni dell'infanzia, tendiamo a creare rapporti d'amicizia basati sulle caratteristiche della nostra personalità umana.

Quando attraversiamo l'adolescenza, lungo il nostro cammino verso l'età adulta, veniamo fortemente influenzati dai valori culturali umani, non appena ci troviamo ad affrontare l'annosa domanda: "Cosa farò da grande?"

Tuttavia, molti di noi, mentre procedono lungo il viaggio della vita,cominciano pian piano a entrare in contatto con una più profonda essenza all'interno di sé. Nel connetterci sempre più profondamente a questa "essenza animica", cominciamo a cambiare il nostro modo di percepire la vita.

Invece di basare gli scopi della nostra vita semplicemente su valori umani,cominciamo a riorientarla, a portarla in armonia con il progetto e lo scopo della nostra anima.

LE "ATTRAZIONI ANIMICHE"

Uno degli aspetti della nostra vita più comunemente influenzato da questo cambiamento di prospettiva è il nostro rapporto con gli altri. Piuttosto che basare, soprattutto, i nostri rapporti sui legami con la nostra famiglia biologica, o sulle attrazioni della nostra personalità umana, tendiamo a sentirci spinti verso quelli con cui abbiamo dei significativi legami animici, provenienti da nostre vite passate, o da esperienze comuni in altri regni.

Spesso, ci accorgiamo che queste "attrazioni animiche" sembrano in conflitto con la situazione della nostra esistenza umana. Per esempio, se siamo sposati e inaspettatamente incontriamo qualcuno del sesso opposto verso cui sentiamo un profondo legame animico, e con il quale sperimentiamo un profondo sentimento d'amore, è molto probabile che ciò farà emergere dei problemi emozionali umani, come la gelosia e l'insicurezza, nel rapporto con il nostro coniuge.

O forse possiamo incontrare una persona del nostro sesso con la quale abbiamo magari condiviso, durante precedenti vite, profondi legami, e sentirci confusi dalla profondità del nostro amore per questa persona.

Dato che, vita dopo vita, non ci incarniamo in un corpo sempre dello stesso sesso, i nostri legami animici tendono a rendere indistinte le linee dell'orientamento e delle sensazioni sessuali.

Prima di incarnarci, sia attraverso il naturale processo della nascita, sia come "walk-in", noi mettiamo a punto un progetto per l'esistenza che ci permetterà di avere delle esperienze umane che agevoleranno l'evoluzione della nostra anima. Nel contesto di questo progetto, stipuliamo degli accordi con altre anime che ricopriranno un ruolo importante nella nostra prossima esperienza di vita.

Dopo esserci incarnati, le nostre rispettive anime creano la coreografia degli eventi della nostra vita in modo da farci entrare in contatto al momento adatto.

TROVARE UN "ACCORDO ANIMICO"

Esistono almeno tre motivi principali per cui potremmo scegliere di stipulare questo tipo di "accordo animico" con un'altra anima.

Possiamo esser stati insieme in una vita precedente, ed aver agito in maniera inadeguata l'uno nei confronti dell'altro. Di conseguenza, possono sussistere delle energie emozionali residue squilibrate che hanno bisogno di essere rielaborate e riarmonizzate nel contesto dell'esperienza di vita umana. Questo genere di accordi animici è spesso definito "karmico".
Normalmente, lo scopo della nostra anima non può essere raggiunto completamente da soli. Di solito richiede, piuttosto, un "lavoro di squadra". Perciò, solitamente stipuliamo accordi animici con altre persone della nostra squadra, le quali, quando in seguito ci incontreremo nell'esistenza umana, lavoreranno insieme a noi al raggiungimento della
nostra comune missione animica.

Quando, nell'esistenza umana, si incontrano due anime che condividono profondi legami animici, ciò crea una "risonanza" energetica che aiuta a ridestare un particolare aspetto dell'essenza animica di entrambe. Perciò,può darsi che stipuliamo un accordo animico con qualcuno al fine di risvegliarci e di manifestare un particolare aspetto della nostra anima, che fino a quel momento può essere rimasto latente.

Talvolta, questo processo di risveglio può verificarsi praticamente in un istante, nel semplice scambio con gli occhi di "codici di luce", o talvolta può richiedere più tempo, attraverso uno scambio affettivo.

Come facciamo a sapere se abbiamo, o no, un accordo animico con una particolare persona? Esistono vari indizi.

Innanzitutto, si percepisce spesso un inspiegabile sensazione di familiarità quando ci si guarda negli occhi. Se il legame animico è specialmente profondo, e se implica un accordo animico particolarmente significativo, si ha di solito, come ricordo della prima volta in cui si è incontrata quella persona, una sorta di "fermo immagine".

In altre parole, è possibile che, quando in seguito ripensiamo alla prima volta che abbiamo incontrato una particolare persona, conserviamo nella nostra mente un'immagine chiara di tutte le circostanze del momento in cui ci siamo trovati fisicamente di fronte all'altra persona: chi altro era presente, e vari altri dettagli di quel primo incontro.

Infine, se una persona continua a riapparire nella nostra vita, per nessun motivo spiegabile, è possibile che abbiamo con essa un accordo animico.

VIVERE LA VITA "A CUORE APERTO"

Per poterci immergere nella pienezza dello scopo della nostra anima, è essenziale tener fede ai nostri accordi animici, almeno a quelli più importanti. Ciò implica che viviamo la vita con il cuore aperto, e che stiamo attenti al possibile significato di ogni nuova persona che entra nella nostra vita.

E' anche importante, quando incontriamo per la prima volta qualcuno,guardare al di là del suo aspetto fisico e della sua personalità e sintonizzarci con l'essenza della sua anima. Per far questo, dobbiamo essere disposti a guardarci profondamente negli occhi, e a permettere così alle energie di scorrere.

Infine, è importante che creiamo abbastanza spazio all'interno dei nostri attuali rapporti perché possano entrare nella nostra vita nuove persone significative.

Quando incontriamo per la prima volta qualcuno con cui percepiamo un legame significativo, è raro riuscire, durante il nostro primo incontro, a percepire tutto il significato di quella persona in rapporto alla nostra vita. Per far questo, spesso è necessario passare del tempo insieme,esplorando reciprocamente i rispettivi sentimenti e percezioni, prima che si riveli lo scopo profondo.

Il concetto di accordi animici, e la loro importanza per la nostra vita,rappresenta un territorio relativamente nuovo per la nostra esperienza umana. Abbiamo ancora molto da imparare, soprattutto riguardo all'integrazione dei rapporti animici nel contesto della nostra vita umana.

Come nel caso dell'esplorazione di qualsiasi nuovo territorio, non esistono cose "giuste" o "sbagliate", c'è soltanto l'apprendimento attraverso l'esperienza. Ma non è di questo che è fatta la vita?

Fonte tratta dal sito .
Spero vivamente di arrivare nei vostri cuori...io mi sono emozionato...