venerdì 20 ottobre 2017

Paracetamolo, il farmaco più venduto al mondo che elimina l’empatia e le emozioni positive!


Secondo i dati del ministero della salute il farmaco più venduto in Italia è a base diparacetamolo, l’antidolorifico e antipiretico più comprato dagli italiani però può avere gravi effetti collaterali: i dati di uno studio condotto presso l’Ohio State University e l’Istituto Nazionale della Salute statunitense (NiH) dimostrano che il paracetamolo inibisce il sentimento di compassione ed il coinvolgimento emotivo nei confronti del dolore e della sofferenza altrui, in altre parole, il paracetamolo toglie l’empatia.

I più noti effetti collaterali del paracetamolo sono legati all’intossicazione del fegato e dei reni, basti pensare che 10 grammi di paracetamolo possono essere letalinegli Stati Uniti e nel Regno Unito l’avvelenamento da paracetamolo è la più comune causa di insufficienza epatica fulminante.

Lo studio, condotto dal Dr. Mischkowski, ha voluto analizzare un effetto collaterale ancora poco evidente e poco discusso (per ora) ossia i danni che il paracetamolo provoca a livello relazionale, emotivo e comunicativo.

Il paracetamolo oltre ad eliminare il dolore “fisico” elimina anche la nostrapercezione della sofferenza altrui, ossia elimina lempatia.

Cosa si intende per Empatia?

Il termine è composto da en: dentro e phatos: dolore, con empatia si intende la capacità di percepire il dolore dell’altro e la capacità di partecipazione e quindi di comprensione della sofferenza altrui.
L’empatia è da sempre tema di studio di varie discipline scientifiche, dalle neuroscienze all’antropologia, passando per psicologia e sociologia.
L’empatia è concepita come la capacità di immedesimarsi con gli stati d’animo e con i pensieri delle altre persone sulla base della comprensione dei loro segnali emozionali, dell’assunzione della loro prospettiva soggettiva e della condivisione dei loro sentimenti”.
Silvia Bonino, psicologa e psicoterapeuta

L’empatia è quella capacità di intendere l’altro al di là della comunicazione esplicita”.
Umberto Galimberti, filosofo

L’empatia è la meravigliosa capacità (innata) che abbiamo di percepire e partecipare alle sofferenze altrui, è il nostro modo di sentire che l’altro esiste e nella sua sofferenza, riflessa attraverso il nostro sentire empatico, ne avvertiamo il dolore.
Nel riconoscimento del dolore altrui, come conseguenza si possono (si dovrebbero) innescare processi di solidarietà, aiuto, compassione, azioni volte al bene e quindi al superamento di quella sofferenza che, sebbene di altri sappiamo e sentiamo che potrebbe essere anche nostra.

La ricerca condotta dal Dr. Mischkowski, è uno studio a doppio cieco, svolto su oltre 200 studenti universitari volontari sottoposti a diversi test psicologici che hanno messo alla prova il loro livello di empatia, valutato secondo il loro maggior o minor coinvolgimento a situazioni dolorose di terzi.
  • A metà è stata somministrata una dose di 1.000 mg di paracetamolo e
  • all’altra metà un placebo.
I risultati hanno mostrato che coloro che avevano preso il paracetamolo avevanomeno capacità di sentire il dolore di chi stava intorno. E non è tutto. Il farmaco è in grado anche di diminuire la percezione delle emozioni positive e quindi può assopire la nostra emotività. I ricercatori stanno ora testando l’ibuprofene per vedere se i risultati sono gli stessi.
Il Dr. Dominik Mischkowski afferma:
“I nostri risultati suggeriscono che il dolore di altre persone non sembra un grosso problema quando hai assunto paracetamolo. Il paracetamolo può ridurre l’empatia.”
Il co-autore dello studio, il dottor Baldwin Way ha dichiarato:
“L’empatia è importante. Se stai discutendo con il tuo coniuge e hai appena assunto paracetamolo, la nostra ricerca suggerisce che ci potrebbe essere meno comprensione nei confronti dei sentimenti del tuo partner.”
I risultati dimostrano che quando si assume paracetamolo si è maggiormente estraniati e insensibili al dolore e alla sofferenza altrui. Questa ricerca solleva importanti domande sull’impatto sociale del paracetamolo.

Quali saranno le conseguenze di una popolazione non empatica?

La riduzione dell’empatia provocata dal paracetamolo solleva preoccupazioni sugli effetti collaterali a livello sociale di ampia portata, considerata anche la grandissima diffusione di questo principio attivonegli Stati Uniti un quarto della popolazione assume settimanalmente il principio attivo in questione.

Le implicazioni non si fermano ad un affievolimento di un mero sentimento compassionevole fine a sé stesso, l’empatia ha un ruolo sociale di cruciale importanzala partecipazione emotiva ed il riconoscimento dell’altro sono colonne portanti del nostro vivere in società, nel mondo e per il mondo.
L’empatia per il dolore di altre persone è particolarmente vitale nei processi di rilevanza sociale in quanto regola il comportamento prosociale e antisociale, ad esempio, l’empatia con un’altra sofferenza è considerata un importante innesco di azioni prosociali e allo stesso modo, l’empatia per il dolore di un altro può frenare il comportamento aggressivo.”
Daniel Batson, sociopsicologo

L’empatia è molto più rivoluzionaria di quello che si può pensare, uno tra i più noti economisti americani, Jeremy Rifkin, vede proprio nell’empatia una possibile soluzione alla crisi globale. Rifkin, parla di “homo empaticus”, proprio per definire un nuovo tipo di umanità protagonista di una nuova era: l’era dell’empatia.
Solo con l’empatia si può superare il tecnocentrismo razionale autoreferenziale dell’era della ragione.
I benefici che traiamo dall’empatia sono incalcolabili. Se la natura umana è effettivamente materialista, egoista, utilitarista e orientata al piacere, ci sono ben poche speranze di risolvere il paradosso empatia-entropia. 
Ma se invece la natura umana, a un livello più fondamentale, è predisposta all’affetto, alla comunione, alla socialità e all’estensione empatica, c’è la possibilità di trovare una soluzione che ci permetta di ripristinare un equilibrio sostenibile con la biosfera.
Un’idea radicalmente nuova di natura umana sta lentamente emergendo e acquistando forza, con implicazioni rivoluzionarie sul modo in cui, nei secoli a venire, interpreteremo e organizzeremo le nostre relazioni sociali e ambientali. 
Abbiamo scoperto l’Homo empaticus.”
Jeremy Rifkin, economista ed attivista

Riferimenti
1. Dominik Mischkowski, Jennifer Crocker and Baldwin M. Way. From painkiller to empathy killer: acetaminophen (paracetamol) reduces empathy for pain
Soc Cogn Affect Neurosci. 2016 Sep; 11(9): 1345–1353.
2. Batson D. The Altruism Question: Toward a Social-Psychological Answer, Psychology Press, 1991
3. 
Bonino S. Dizionario di psicologia dello sviluppo, Einaudi, 1994
4. Galimberti U. Dizionario di psicologia, Utet, 1992
5. Rifkin J. La Civiltà dell’Empatia, Mondadori, 2010
Fonte tratta dal sito .

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