giovedì 28 dicembre 2017

L’inferno è solo a nove miglia da noi (14, 5 Km.)

P.O. BOX 40 LOWELL, MICHIGAN 49331. 2 aprile 1990.
QUESTI ULTIMI GIORNI
L’inferno è solo a nove miglia da noi (14,5 Km.)


Nella nostra lettera informativa del 14 febbraio 1990, abbiamo riferito la storia dei russi che hanno perforato nel suolo un buco di 14,5 km che arrivava all’inferno.  La reazione a questo racconto fu incredibile.  Ricevemmo anche una notizia supplementare che è ancor più spaventosa.  Un grazie speciale a tutti quelli che ci hanno inviato delle notizie, specialmente a Henry K. di New-York.
È sorprendente pensare che le anime che soffrono in inferno sono a solo 14,5 Km (9 miglia) da noi.  Forse qualcuno potrebbe ottenere una copia della registrazione sonora delle urla delle anime che sono all’inferno.  Se ne otterrò una, la trasmetterò per radio.
Ecco una lettera molto interessante, del 7 gennaio 1990, proveniente da un consigliere particolare del ministro della giustizia di Oslo, Norvegia.
“Mentre ero in visita a un amico in California, durante le vacanze di Natale, mi capitò di registrare la sua esposizione sui geologi finlandesi che avevano scoperto nella terra, a 14,5 Km di profondità, una cavità gigante, e che i loro microfoni avevano registrato dei suoni simili a delle voci umane che gridano di disperazione.
Devo confessare che ho riso sentendo questo racconto.  Non ho creduto a una sola parola e ho detto al mio amico che gli americano erano certo molto ingenui a credere che l’inferno possa essere fisicamente localizzato in un buco del suolo.
Non posso nascondervi quale shock fu per me quando, tornato in Norvegia,  trovai i giornali pieni di rapporti su questo fatto. Mi resi conto immediatamente che, se c’era un inferno, io ci sarei andato di sicuro.  Una paura folle si impossessò di me, e per ben due notti sognai del fuoco e delle urla finché non mi abbandonai a Dio ed affidai la mia vita nelle sue mani per la mia salvezza.
Ed adesso, ve ne supplico, non lasciate che gli scettici soffochino questa storia o vi intimidiscano perché non la divulghiate.  Per vostro profitto, ho tradotto un’intervista fatta a un norvegese, Bjarne Nummedal, che fu il principale sismologo di quella spedizione.  L’intervista fu stampata nel giornale norvegese ?ker og Baerums Buds tikke, che è il più grande e rinomato di Norvegia.  L’articolo tradotto è qui accluso separatamente.
Sinceramente vostro, A.R., Jr.

Ecco l’articolo menzionato.
Il geologo in capo, Bjarne Nummedal, ricevette l’ordine di mettere a tacere il portavoce del ” Ministero Russo “.
L’uomo che lasciò filtrare la notizia sulla recente spedizione sismologica in Siberia con le sue scoperte ripugnanti, teme ancora per la sua vita.  Se dovesse ritornarci, rischierebbe almeno 15 anni di prigione.
La scoperta di voci umane in fondo a questa cavità colpì talmente i sovietici che all’inizio non sapevano che fare dei membri stranieri della squadra.  “Se questo fosse successo al tempo di Bresnev, non ho nessun dubbio che saremmo stati eliminati“, dice il Signor Nummedal.  Certi giornali hanno riferito che la metà dei geologi della spedizione, cioè i membri finlandesi e norvegesi, partirono sotto l’influsso della paura, ma, secondo Nummedal, è solo una grossolana deformazione dei fatti.  “Fummo tutti congedati ed espulsi dal paese due giorni dopo che avevamo perforato questa buca nella terra.  I sovietici temevano fortemente che spargessimo la notizia di questa scoperta e ci minacciarono di morte se l’avessimo fatto.”
Benchè l’Unione Sovietica abbia subìto dei cambiamenti considerevoli sotto Michael Gorbatchev, la nazione resta ancora fermamente atea nel suo orientamento, e, secondo il Signor Nummedal, la scoperta della spedizione fu accolta estremamente male.
L’indomani, un portavoce del Ministero sovietico degli Affari Religiosi convocò i membri stranieri della squadra e ci offrì apertamente delle tangenti.  Ci sentimmo costretti tutti ad accettare poiché temevamo per le nostre vite. Quando tornai a casa, donai l’intera somma ad opere di carità.”  Per riguardo verso gli altri membri della squadra che finora sono stati reticenti a pubblicare la cosa, il Signor Nummedal non rivelerà la somma corriposta dai sovietici, ma si stima che sia un numero a sei cifre.  (100.000)
Ciò che smontò in realtà i sovietici, indipendentemente dalle registrazioni di voce (che il portavoce del Ministero sovietico definì come “deformazioni sonore geologiche“), fu l’apparizione nella stessa notte di una sorgente luminosa di gas sgorgante dal luogo della trivellazione, e dal centro di questa colonna di nube incandescente, un essere scintillante, con ali di pipistrello, si fece conoscere con queste parole (in Russo): Io ho vinto (= ho conquistato) stagliandosi come un blasone sulla notte del cielo siberiano.  “Questo avvenimento era assolutamente irreale; i sovietici urlavano di terrore” dice il Signor Nummedal.  Più tardi, la stessa notte, vide circolare nel campo delle squadre di infermieri.  Un autista che lui conosceva, gli disse che avevano l’ordine di calmare tutti con un medicinale conosciuto per cancellare la memoria a breve termine.  I sovietici utilizzano questo rimedio nel trattamento delle vittime di forti emozioni.
Il  I° febbraio 1977, Nostro Signore ha detto: “Il vostro mondo è coperto da una profonda oscurità.  E il salario del peccato è la morte!  Oh, figli miei, molti morranno nel corpo sulla terra: non piangete per la perdita del corpo, ma piangete lacrime di profondo dolore per la perdita dell’anima, perché molti cadono rapidamente nell’inferno, banditi per sempre dal regno dei cieli, nel nulla e nella disperazione.  I fuochi dell’inferno, figli miei, sono molto più violenti di quello che la sensibilità può concepire, e ben al di là di quello che ogni spirito umano può riuscire a spiegare.  Se vi mostrassi, figlio e figli miei, tutte le forze dell’inferno che sono rilasciate sulla vostra terra, il vostro corpo non potrebbe resistere a questo tormento.  Morireste immediatamente nel vostro corpo, figli miei.

T H E S E L A S T D A Y S. 

2 maggio 1990.


Supplemento sui 14,5 Km (9 miglia) conducenti all’inferno. 
Molte anime meravigliose hanno preso il tempo di mandarci degli articoli di varie riviste, associazioni religiose ecc., sul foro di 14,5 Km effettuato nella lontana Siberia.  Tutti sembrano interessati.  La storia seguente contiene ancor più di notizie.
Abbiamo perforato le porte dell’inferno” come ha riferito Stan Miller a Helsinki nel n° del 24 aprile 1990 del ” Weekly World News”.
“Gli scienziati che hanno praticato un buco di 14,5 km per studiare il movimento delle placche massicce sotto la superficie della Terra, ritengono di aver scoperto l’inferno. È ciò che riferisce il rispettabile giornale finlandese Ammenusastia, che cita il geologo sovietico Dimitri Azzacov il quale ha affermato che una terribile creatura alata se ne volò fuori dal buco prima che dei microfoni vi fossero introdotti – rilevando le urla dei dannati.” “In quanto comunista, io non credo al cielo o alla Bibbia, ma in quanto scienziato io credo adesso all’inferno”, dice il dottor Azzacov. “Inutile di dire che siamo stati sconvolti nel fare una tale scoperta. Ma sappiamo ciò che abbiamo visto e udito, e siamo assolutamente convinti di aver perforato le porte dell’inferno”.
Questo dramma terrificante si svolse -a quel che si dice- quando i geologi sovietici, perforando un’area non specificata della Siberia occidentale, raggiunsero una profondità di 14,5 Km.  Secondo il Dottor Azzacov, la trivella si mise improvvisamente a girare pazzamente, indicando con ciò che avevamo raggiunto una grande tasca o una cavità vuota.  “I termometri mostravano un aumento considerevole di temperatura dell’ordine di 2.000 gradi Fahrenheit”, prosegue. “Quando sollevammo la trivella, non potevamo credere i nostri occhi. Una creatura munita di uncini e con degli enormi occhi cattivi apparve in una nuvola gassosa ed urlò come un animale selvaggio prima di sparire. Alcuni operai e tecnici fuggirono, ma quelli di noi che rimasero erano decisi a saperne di più. Abbassammo in fondo al pozzo un microfono, concepito per registrare i suoni degli spostamenti di placche. Ma al posto dello spostamento di placche, sentimmo una voce umana che urlava di dolore. In principio pensammo che questo suono venisse dal nostro equipaggiamento. Ma quando aggiustammo le regolazioni, i nostri peggiori sospetti si confermarono. Le urla non erano quelle di un solo uomo, ma di milioni di uomini. Per fortuna abbiamo fatto funzionare il registratore, e quindi abbiamo su nastro quei suoni da incubo. A questo punto, sospendemmo l’operazione e ricoprimmo il buco. Era evidente che avevamo scoperto qualcosa che supera la comprensione. Avevamo visto e sentito delle cose che non avrebbero dovuto mai essere viste nè sentite.  Gli ufficiali sovietici rifiutarono di commentare il rapporto aspettando gli esami dei nastri magnetici e il termine di un’inchiesta avviata l’anno stesso.” “Dobbiamo solo sperare che i sovietici forniscano tutti i dettagli” dice il giornale Ammenusastia in un editoriale di prima pagina, “Il mondo ha il diritto di sapere.”

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Fonte tratta dal sito .

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