venerdì 9 febbraio 2018

Due parole sull’omicidio di Pamela Mastropietro

Avevo deciso di non scrivere nulla sull’omicidio di Pamela Mastropietro, perché avrei detto le stesse cose che scriviamo da anni sul nostro sito, e che ormai chi ci legge conosce bene. I nostri lettori, cioè, hanno individuato da subito le anomalie nella storia così come raccontata dai giornali (a partire dal nome di colui che è stato additato da subito, senza prove, come colpevole: Innocent).
Ma di fronte ai deliri che ho letto in questi giorni dopo che a Macerata si è svolto il successivo episodio del Tizio che ha sparato agli immigrati, come reazione (così raccontano) al caso Mastropietro, sento il bisogno di precisare alcune cose.
Mi ha colpito molto la reazione di alcuni giornalisti (non invece quella della politica, che era prevedibile; anzi, alcuni politici sono stati più saggi del previsto, evitando di cavalcarne l’onda in chiave elettorale; Berlusconi ad esempio ha affermato giustamente che si tratta del gesto di un folle, non di un gesto politico). Lucia Annunziata sull’Huffington Post, ad esempio, si domanda: “Macerata è quel che siamo diventati?” e poi, all’interno dell’articolo indica espressamente Innocent Oseghale come colpevole, dimenticando che prima di decidere che una persona è colpevole occorre un processo, celebrato con tutte le regole, non una notizia trapelata dai giornali. L’altra cosa assurda sono i riferimenti al Voodoo.
Dunque precisiamo alcune cose.
L’omicidio di Pamela Mastropietro non può essere stato effettuato da una o due persone che si sono improvvisate assassini e occultatori di cadavere, sol perché la ragazza era morta di overdose e occorreva far scomparire il cadavere (questo l’assurdo movente ipotizzato da alcuni giornali).
Per far scomparire un cadavere ci sono modi molto più efficaci e sicuri. E, soprattutto, cozza contro questa ricostruzione il fatto che le valigie in cui i pezzi della ragazza sono stati riposti fossero state collocate all’aperto, visibili in teoria a chiunque. Per far scomparire un cadavere lo si getta in un dirupo, lo si seppellisce, lo si nasconde, ma certo non lo si deposita in bella vista vicino a una strada.
Il fatto che manchino poi gli organi interni della ragazza indica, probabilmente, l’uccisione a scopo rituale per altri fini. In particolare, oltre ad alcuni organi interni tra cui il cuore, mancherebbe il pube, particolare che rimanda tragicamente agli omicidi del mostro di Firenze e alla ritualità seguita in quella vicenda. Sempre che i giornali abbiano riportato notizie esatte e non le abbiano inventate di sana pianta, come spesso accade.
Il rituale, quindi, non deve essere necessariamente Voodoo. Il Voodoo è una vera e propria religione, con le proprie chiese e i propri culti, che contempla anche riti magici di vario tipo, di cui alcuni (e solo alcuni) riguardanti la magia nera, ma sarebbe tutto da dimostrare che il Nigeriano appartenga a questa religione; e soprattutto, l’omicidio con l’asportazione di parti di cadavere è tipico anche dell’esoterismo occidentale (per convincersi è sufficiente leggere i libri di magia cerimoniale di Arthur Edward Waite, o di Aleister Crowley, due degli occultisti più influenti dell’epoca moderna, i soli che hanno avuto il coraggio di parlarne apertamente).
Mentre il fatto che le valigie siano state lasciate appositamente in bella vista, indica la volontà, da parte degli autori, di far ritrovare il cadavere; e dunque di lasciare probabilmente un messaggio a qualcuno. A chi? A qualche familiare? O comunque a qualcuno che è in grado di decifrare i dettagli della vicenda e di leggerli in chiave simbolica.
Per commettere un omicidio del genere occorre scegliere con cura la vittima. Non si scelgono le vittime a caso: il rischio, per gli eventuali assassini, è che senza volerlo si uccida un parente di un mafioso che scatenerà una faida contro gli assassini; di qualcuno nei servizi segreti che arriverà subito al colpevole; o di qualcuno con parenti abbastanza potenti da arrivare alla verità e fare vendetta. Occorre cioè aver preventivato da mesi il delitto, e averlo organizzato nei minimi particolari.
Occorre poi avere un luogo sicuro, ove far sparire tutte le tracce di sangue non solo dall’ambiente, ma anche dai vestiti e dai corpi di chi ha materialmente effettuato lo smembramento del cadavere. Non è sufficiente trovare qualche mannaia in casa di qualcuno.
Ad ogni modo, che Innocent Oseghale sia o no responsabile del delitto, occorrerebbe aspettare che l’indagine arrivi alle sue conclusioni prima di additarlo come colpevole effettivo, e attendere l’esito del processo.
Perché diversamente facendo, si innesca sì una spirale di odio razzista; ma la spirale non l’ha provocata il Nigeriano, bensì i giornali, sempre pronti a tacere quando il colpevole è una persona in vista.
Ricordo, ad esempio, un delitto che mi colpì in modo particolare: un professore universitario uccise a martellate la moglie, rumena, anche lei professoressa universitaria (e qui non ci furono dubbi sulla sua colpevolezza, in quanto venne trovato immerso in un lago di sangue, sopra al cadavere della moglie, col martello in mano). Il professore continuò ad insegnare, venne assolto per infermità di mente, e alla fine del processo chiese anche la reversibilità della pensione della moglie uccisa. Ma in quel periodo la stampa titolava spesso contro il pericolo degli immigrati rumeni.
Cosi come oggi si titola contro i nigeriani, mentre, il 20 gennaio di quest’anno (ed è solo un esempio), una nigeriana viene uccisa a Torino da un italiano, Fabrizio Vitali. E il 3 gennaio, quindi pochi giorni prima, una nigeriana, Miracle Francis, era stata uccisa, questa volta da un abitante del Mali però.
La mia memoria poi va al ritrovamento di tre donne smembrate trovate in sacchi della spazzatura in Nord Italia, pochi anni fa. Appena un accenno sui TG e caso chiuso. Forse perché, dissero i TG, si trattava di un regolamento di conti tra prostitute. C’era il forse però, e i giornali non se ne occuparono mai.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/08/26/indagine-sui-cadaveri-mutilati.html
Fonte tratta dal sito  .

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